Ora la parola d’ordine è: SILENZIO.

 ad70r8scaxk7mw1cawiutpfcat2hm5ica9b123qcazi7rkica5tcqn2ca2vfiptca41l02jcarvvf3icafq7d6wcazlf22bcaqj7w1pcazngdf9cax5dfevcak06rp0ca2j1c8kca3m3tfwca4z09ux1E si, così sembra. . . .ormai la sorte della povera Eluana sembra essere decisa da chi afferma di essere il rappresentante delle sue volontà, espresse quando ancora era cosciente, in buona salute a vent’anni, in una età dove si pensa a tutto con giovanili emozioni e speranze di essere gratificati nella propria futura esistenza da tutte quelle circostanze che rendono l’essere umano felice e soddisfatto, come, per esempio, quello di svolgere un buon lavoro e come quello di condividere con un partner una felice ed appagante vita sentimentale. Non credo che da giovani si pensi alla morte e questo per il semplice motivo che questa circostanza appare lontana, quindi non dovrebbe creare in così giovane età preoccupazioni od ansie. Ma il destino è strano, un po’ caino e a volte sorprende noi esseri umani con situazioni incresciose, terribili, drammatiche come mai avremmo sospettato. . . . .apwfryycahlgjqqcaqf5cg3ca16p0aqca2hn6pzca8pxty4caqbqkjwca80vz9tcanfg2n8caoyaot8caxy3ybtca4sgggicalscz6bca3zgy6jcaflr0vzcawexi4lca1slbabcaokru4wcalc5xmj1 ed io né so qualcosa a questo proposito.

Ma lasciamo da parte queste considerazioni generali e torniamo al caso della ragazza Eluana ( della cui situazione né siamo un po’ tutti sufficientemente a conoscenza ) alla quale dei medici hanno iniziato a sottoporla ad un protocollo medico per interrompere l’alimentazione a mezzo sondino gastrico per condurla così alla morte in un arco di tempo di circa due settimane.

A questo proposito non desidero mancare di rispetto a nessuno e né desidero creare ulteriore confusione, ma trovo singolare questo imposto silenzio, che da adito a molti sentimenti e non sempre dei migliori e rassicuranti.

Come ho già scritto in un precedente post, sempre dedicato alla sfortunata ragazza, non desidero esprimere valutazioni sul suo stato vegetativo, tanto meno sullo stato di diritto all’interruzione dell’alimentazione così detta artificiale permessa dalla Corte di Cassazione in forza di un presupposto scientifico che equipara l’alimentazione artificiale ad un atto medico, così non desidero supporre un sospettato diritto all’anarchia ma mi auguro che l’agire abbia rispettato il principio di “secondo scienza e coscienza”, anche se trovo impietosa la sollecitudine con cui sembra si voglia concludere questo dramma in un momento in cui può essere facile commettere errori in conseguenza dell’apparente confusione istituzionale in tema di bioetica. Quindi penso che si sarebbe potuto attendere una maggiore chiarezza al riguardo attendendo il necessario completamento legislativo in ordine al dibattuto tema sulla bioetica, sul codice morale e religioso.

Ecco cosa mi lascia perplesso di questa penosa vicenda, la fretta ed il silenzio; solo il ministro del welfare Maurizio Sacconi, il governatore della Lombardia e tanti cittadini italiani hanno invitato le strutture sanitarie a non aderire alla richiesta di interrompere l’alimentazione artificiale alla Eluana Englaro.

Quindi sono rimasto molto deluso dal comportamento silenzioso, quasi defilato di quei tanti personaggi pubblici con la pretesa di rappresentarci che non hanno avuto il coraggio di esporre il loro punto di vista pubblicamente, forse si sono voluti risparmiare nuove “antipatie”, non lo so ma sono certo che nessuno di noi cittadini avrebbe preteso, sull’onda delle emozioni e della pietà, di cambiare Costituzione o di addomesticare qualche regola, ma si chiedeva un utile pubblico serio dibattito sulla bioetica, appunto, per verificare, se così si può dire, la validità delle intenzioni e delle azioni. Insomma questa drammatica vicenda doveva dare serio spunto per una profonda riflessione per costruire una condivisa se pur sofferta risposta alle richieste dei genitori di Eluana, senza però perdere di vista la soluzione alternativa della pietà e della speranza affidando la giovane inferma alle cure delle suore di Lecco, che, nel rispetto della loro forte Fede, l’avrebbero assistita con spirito cristiano coerentemente solidale alla nostra cultura ed alle nostre radici. Questi sono i pilastri della nostra civiltà laica e cristiana e che a tal proposito hanno posto senza alcun tentennamento la persona al centro di ogni nostro dignitoso comportamento.

Non voglio credere che questo SILENZIO celi uno stato di indecisione, di confusione, di coscienze ormai assuefatte a certe opportunità ed inermi davanti a drammi quotidiani od a difficili decisioni che, appunto, non verranno mai affrontate, ma rimandate. . . . . quanto tutto sarà finito.

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