Come sono cambiato. . .dov’è fuggito il mio “io”?

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Per una serie di vicende, che non desidero ricordare, ho iniziato molto presto a desiderare di rendermi indipendente con un lavoro che mi consentiva di vivere solo. Quindi ho sempre atteso che si compiva la mia crescita sino a raggiungere la maggiore età per iniziare quel viaggio personale che tanto avevo desiderato per far emergere la mappa della mia anima e delle mie aspettative, seppellendo una volta per tutte quelle disillusioni che avevano infranto molte di quelle giovanili e romantiche certezze come quella di vivere in un nucleo tranquillo e sereno. Questa anomalia mi creò una forte insofferenza ed un’inquietudine tale da promettermi di vivere sempre solo e di curare principalmente in questo solitario incedere il mio interiore, che rispondeva a lealtà, a curiosità e a tutto quanto di normale poteva esistere nell’animo di un giovane.

Tutto filò secondo i giovanili programmi sin quando fui assalito da quel vortice di energia e di voglia di esistenza che mi impose un repentino cambio di rotta nei progetti di vita. Tutto accadde in un battibaleno in un momento in cui non mi aspettavo di riconsiderare la possibilità di metter su famiglia. . 12358. . . si, ma come volevo io. . . .e così fù che festeggiai, o meglio festeggiammo, ben quindici San Valentino. Cinque da fidanzato e dieci da marito. Stavo e stava bene, ero ed era per così dire felice nella normalità di una vita serena con i normali fisiologici alti e bassi. Avevamo già progettato dove e come vivere la nostra vecchiaia. . . . . . .ma in un certo giorno tutto mi sfuggì e non ebbi nemmeno il tempo di chiedere il “perché” di tanta crudeltà e se è vero che i pensieri e le speranze rappresentano il nostro biglietto da visita, io oggi, con tutto quello che vortica nella mia testa, sono divenuto un brogliaccio, una nota scritta in un angolo di un foglio di carta già usato, altro che biglietto da visita e forse con qualche delusione in più, tanto da spingermi, talvolta, coraggiosamente a chiedermi dove si sia nascosto il mio “io” così animato da belle speranze. . . . . . .certamente le insidie del destino lo hanno fatto riparare in qualche angolo nascosto della mia persona. Credo sia fortemente disatteso per l’assente collaborazione a rinsaldare e rafforzare quei legami a cui ho sempre dato forse eccessiva importanza. . . .l’inconsapevole miopia altrui riduce tutto ad un formale e generoso meccanismo di. . . . galateo, volto solo verso le loro  vulnerabilità.

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