Nel nido delle vespe.

calabrone Molte volte ho l’impressione di vivere in una dimensione fantastica, in una triste caricatura dove buona parte della comunità è in perenne lite, quello che sta bene da una parte viene fortemente criticato e rifiutato dall’altra e così sempre. Alcuni inoltre spingono per una compulsa irrefrenabile voglia di revisionismo storico per riabilitare strane figure del nostro passato politico o per stracondannare altri personaggi o periodi della nostra storia. Insomma una chiassosa bagarre fra verità, semi verità e solenni falsità. Se questi personaggi vengono ascoltati uno per uno, separatamente, tutti reclamano la ragione e la presunta giustezza dei loro programmi, della loro forte convinzione riformista, che poi non cambia nulla se non l’apparente azzeramento delle coscienze. Senza entrare nel merito di alcuni particolari, c’è un governo che non riesce a dialogare con la minoranza ed il Parlamento procede a suon di decreti a deconto della nostra democrazia parlamentare. Non c’è accordo su nulla, forse solo nel non dimensionare i loro grassi appannaggi, che in questo momento di grave crisi economica contrastano fortemente con le diffuse scarse condizioni economiche dei cittadini.

Non riesco a cogliere una soddisfacente capacità dell’agire politico per affrontare e tentare di risolvere in sicurezza questa attuale maledetta crisi e né tanto meno riesco a cogliere quella capacità di coinvolgere, sensibilizzare ed unire tutta la nostra comunità verso comuni obiettivi.

Ormai sembra che ci si deve accontentare dei soli annunci originati e diffusi dalle attuali nostre componenti politiche, costituite da saturi organigrammi di personaggi autoreferenziali e di fatto non votati direttamente dai cittadini. Tutti sembrano protesi a vole effettuare riforme di ogni tipo ombra e non ombra, mentre sembrano solo aver attivato un grande gioco come quello del monopoli mentre sono già iniziate numerose le perdite del lavoro ed in alcuni casi, come accaduto all’Innse, l’esasperazione dei licenziati è stata attaccata dalla polizia.

Con questo mio modesto post non desidero solo evidenziare la delusione verso la politica e le sue insufficienti azioni, ma semplicemente vorrei far riflettere la casta politica degli immensi errori che ha commesso e che continua a commettere se continua a procedere senza un leale, fattivo ed aperto confronto democratico parlamentare evitando inutili provocazioni, ma valorizzando le varie diverse posizioni come occasioni di una normale e necessaria ricerca della migliore soluzione mediata a favore della comunità, permettendo così alla politica di sincronizzarsi giustamente con le necessità reclamate dalla cittadinanza.grandefratello

Quindi sono da evitare tutte quelle inutili guerre combattute solo in nome di una diversità, che vedrebbe e troverebbe solo le famiglie fra morti e feriti. Oggi è necessario combattere solo per ricercare gli elementi che uniscono e non che dividono e non dobbiamo aggredirci come se fossimo vespe alle quali si sta tentando di violarne il nido.

Certo bisogna possedere una buona dose di ottimismo per non temere di trovarci in un prossimo futuro in un brutto paese e per sperare che finalmente si capisca che i partiti hanno bisogno di nuove energie, di nuove e giovani persone che sappiano avere il coraggio e la convinzione di offrire ad alta voce il proprio contributo, anche se questo non è in linea con le decisioni annunciate dal solito capobastone.

Il Parlamento deve essere l’unica sede della dialettica politica, come l’unione delle parti sociali rendono più praticabili e più giusti i nostri contratti di lavoro ed ogni altra normativa a questo riguardo.

Anche noi cittadini che brulichiamo in questa affollata e confusa comunità dobbiamo porre più attenzione alla politica per poter pretendere di essere ascoltati per indicare inequivocabilmente le nostre necessità e per ottemperare al nostro diritto/dovere di voto pieno, cioè possedere la possibilità di scegliere il nostro partito ed il personaggio politico. Non facciamoci confondere da amenità da gossip e non cediamo alla tentazione di imitare tutti quei personaggi, per lo più femminili, che vengono ostentati in molti programmi televisivi con le loro assurde performance fisiche, passionali, di varie trasgressioni, di abulico fatalismo, di lunghi e strillati discorsi con inevitabili e scontate battute a doppio/triplo senso, che al dunque stancano ed imbarazzano.

Cerchiamo di smettere di guardarci indietro, perché ormai sembriamo

quasi rassegnati a credere che davanti a noi c’è rimasto poco. Non è così e dipende tutto da noi, politici compresi.

E’ utile ricordare un vecchio proverbio nordico: “Dio creò le api, il diavolo le vespe”.

 

 

2 risposte a Nel nido delle vespe.

  1. […] Link articolo originale: Nel nido delle vespe. […]

  2. faberex scrive:

    sante parole man……………

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