Habemus Segretarium. . . .quid omnia solvit.

man4 Ebbene così è stato. Oggi nel padiglione 1 della Nuova Fiera di Roma, dove si è riunita l’assemblea nazionale del Pd, i delegati sono riusciti ad eleggere il nuovo segretario nazionale nella persona di Dario Franceschini, già secondo del dimissionario segretario Valter Veltroni, il quale, quest’ultimo, si è subito congratulato per la sua elezione. Il nuovo segretario nazionale del Pd è una persona di lungo corso politico, ha rivestito molti incarichi, ma molti, purtroppo, lo ricordano per la sua sfortunata partecipazione ad una passata puntata della trasmissione Ballarò dove non fece una bella figura non sapendo rispondere alle domande del ministro del Tesoro Giulio Tremonti, malgrado le continue imbeccature dell’onorevole Antonio Di Pietro. Uno sfortunato episodio non c’è che dire.

Il dibattito è stato aperto dalla senatrice Finocchiaro e si è protratto sino alle 13.30 circa con fasi anche accese, comunque l’Assemblea chiuse i lavori antimeridiani con due soli candidati alla Segreteria Nazionale: quella di Dario Franceschini e quella del professore Arturo Parisi. Le posizioni dei due erano chiare ma è sembrato che in fondo in fondo già si prevedesse l’elezione di Franceschini, mentre l’aperta candidatura del professore Parisi è apparsa come accolta dai più come quella di un “guastafeste”. Questa è una semplice impressione non suffragata da fatti obiettivi, ma in fondo in fondo così appariva. Il responso delle urne non si è fatto attendere molto e con 1.047 voti su 1.258 disponibili ha sancito appunto la vittoria di Franceschini su Parisi, che ha ottenuto solo 92 preferenze.

La situazione di ritrovarsi solo due candidati alla segreteria nazionale ha creato in qualcuno qualche perplessità, perché erano ben più di due i nomi dei probabili aspiranti a questo incarico, ma prima dei giochi forse questi altri contendenti si sono riservati solo di scendere in lizza nell’assemblea nazionale (intendasi congresso) che si dovrebbe celebrare verso il mese di ottobre dell’anno in corso.

Comunque a parte queste considerazioni si avevano dubbi sulla nomina di un dirigente di partito non così “navigato” e di fatto corresponsabile della precedente linea politica, mentre si sentiva spesso nominare il professore Arturo Parisi per la sua indiscutibile esperienza politica e per la sua dichiarata e condivisa deriva ulivista per annullare gli effetti devastanti di quella particolare politica nella “discontinuità” praticata dal segretario dimissionario.

Ebbene così non è stato, s’è colta una apparente pressione dell’assemblea per far preferire appunto il vice di Veltroni, però c’è anche da riferire la bella relazione dell’eletto con espliciti impegni politici e con la espressa volontà di favorire il dibattito interno al partito per giungere tutti preparati al congresso del prossimo ottobre. Adesso bisogna solo verificare ed interpretare le sue prime attività in seno al Pd, come le nuove nomine che gli spettano, dopo il suo preannunciato azzeramento degli organismi pregressi.

Il commiato dell’assemblea s’è conclusa già con qualcosa di nuovo, il sottofondo musicale non era più realizzato con la diffusione della canzone di Jovanotti “mi fido di te” (di veltroniano gradimento) bensì dalla “canzone popolare” Ad maiora.

 

 

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