Un anziano mi parla di torti, dispiaceri e . . . .

barboneQuando si subiscono torti e momenti di difficoltà il nostro umore precipita sotto le scarpe e difficilmente si riesce a lenire il dolore considerando che questa è la vita, ai momenti saturi di entusiasmo e di felici progetti realizzabili si contrappongono periodi difficili pieni di delusioni rafforzati e sormontati da un’immmensa confusione e da uno stato di impotenza, che permette solo di subire le sopravvenute difficoltà con la conseguente sofferenza . A questo punto però non bisogna cedere a tutto ciò che alimenta il malanimo, ma è necessario riuscire a reagire come se fossimo costretti a difendere la nostra vita, da chi ha deciso di minarne la soddisfazione, con qualsiasi azione – motivo o causa. Siamo nati viandanti e dobbiamo immaginarci di dover attraversare una giungla piena di insidie, pericoli e falsi luoghi dove sembra esserci tranquillità, come una zona franca dal pericolo, ma non è così perché l’incolumità personale non dipende solo dalla persona stessa, ma anche e maggiormente dall’azione esterna di altri esseri, che volendo o nolendo nuocciono. Così è necessario individuare la causa che ha condotto i passi su di un piano inclinato a scendere e quindi contrastarla, anche liberando un’esagerata autostima. Quello che si deve evitare è di cedere alla rassegnazione estremizzando quel senso di “non so cosa fare”, perché questo naturale atteggiamento d’umore è il maggior nemico che osteggia qualsiasi reazione per una ripresa dell’ottimismo e del buon’animo. Qui da terrestri, bene o male e purtroppo non sempre, si riesce a rimediare a tutto, quello a cui non si riesce a porre rimedio è la dipartita. Nella realtà, al di là delle parole, non si possiede altro se non sé stessi per superare i momenti “no”. Quindi concedersi una pausa di riflessione per valutare l’accaduto e per riorganizzarsi necessariamente nello spirito, custodendo nella memoria ciò che merita di essere ricordato, compresi gli eventuali autori dell’evento che ci ha addolorato, lasciando la cura del perdono a chi porse l’altra guancia. . . . . per la pena. . . questa dovrà essere scontata. Anche nel Sacramento della Riconciliazione – confessione – il reo viene assolto con la consapevolezza di scontare la pena. Questo sulla Terra, nell’Aldilà l’Inferno o il Purgatorio.

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