A proposito di crisi. . . accade anche questo!

a1p1fsycabqqid8car97klycasjd2e9ca57nkblca9j02yycar6hic0cafsplqfcatoeb2xcaqey1c2caicrzuucaccf9nuca7buh56caz8vfcccawz4x0ica9f8si5cakwidc4ca8nvhuicacmt7ciEgregio onorevole

. . . . . . . . . . . . . . .,

mi rimane quasi impossibile evitare di scriverLe per chiedere una piccola attenzione per mio figlio e per quattro suoi giovani colleghi che stanno presumibilmente per subire, da qui ad un anno, la più grave delle ingiustizie sociali quale quella di perdere il proprio lavoro per l’insensibilità di un Istituto di Credito e del Fondo Pensione del Personale dipendente, che stà dando un’accellerata all’alienazione del patrimonio immobiliare del predetto fondo pensione, senza curarsi minimamente del destino dei portieri di quegli immobili.

Per anni i canoni netti incassati dai conduttori dei contratti di affitto stipulati per gli appartamenti degli immobili hanno garantito la formazione delle riserve per il pagamento delle pensioni al personale dipendente in quiescenza.

Nei periodi successivi, dopo che le banche iniziarono quelle interminabili operazioni di fusioni aziendali e via dicendo, sono sorti i problemi nel senso che improvvisamente è stato dato il via ad un programma che privilegiava gli investimenti finanziari a scapito di quello immobiliare, così, con varie retroscene, sono iniziate le vendite degli immobili, già acquistati in passato con i pluriennali versamenti mensili trattenuti sugli emolumenti dei dipendenti.

All’epoca delle prime vendite, già osteggiate da molti, era stata data verbalmente assicurazione che nessun posto di lavoro sarebbe stato sacrificato, quindi i portieri e le loro famiglie dovevano rimanere sereni e sicuri.

Ma oggi non è più così e nessuno più vuole rassicurare questi lavoratori, (cinque circa in tutto – gli altri sono prossimi alla maturazione della pensione -), con lo scorso impegno di non abbandonarli al loro futuro destino da disoccupati, così i futuri proprietari degli appartamenti in vendita, gravati dalle rate del mutuo-dalla spesa dell’amministrazione condominiale ecc., saranno costretti a risparmiare privandosi delle prestazioni del proprio portiere, come è già avvenuto.

Certamente questa determinazione a vendere immobili, anche di recente acquisizione (12/13 anni), sarà probabilmente condizionata dalla detenzione di risorse finanziarie “tossiche”, che invece di produrre cespiti ha prodotto perdite, che forse hanno sbilanciato gli arditi ed inopportuni programmi di reddito del fondo.

A questo punto il buonsenso, il rispetto per le altrui vite ed il naturale spirito di solidarietà sociale avrebbe dovuto suggerire all’Istituto di Credito di assumere nel prossimo futuro questi cinque lavoratori anche per modeste mansioni, come portieri dei propri stabili, commessi ed altro di simile (alcuni portieri sono diplomati). Ma di questo non si parla e la preoccupazione per un futuro da inferno sta attanagliando l’animo di noi tutti.

Le banche hanno sempre usufruito, in periodi di crisi, dell’aiuto di denaro pubblico, perché queste ora non sentono il peso di una reciproca responsabilità?

Io, onorevole, ho avuto la necessità di rivolgermi a Lei, al Partito verso il quale ho sempre condiviso valori e politica, in tutte le varie fasi, che ho vissuto con emozione e con rinnovato impegno per una nuova stagione politica dove chiarezza, etica e gestione politico-finanziaria indicava un condiviso percorso socio-politico per il nostro Paese.

Per tornare al punto centrale di questo messaggio, spero che mi dia occasione di illustrarLe la criticità della situazione familiare di mio figlio e dei suoi colleghi giovani nella speranza che possa intervenire con la dovuta giustezza per salvare il futuro delle persone per le quali mi sono rivolto a Lei.

La saluto cordialmente e mi pongo in attesa di Sue comunicazioni.

 

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Un mio amico si è confidato per sfogare la sua preoccupazione:

Oggi accade anche questo, per sperare di riuscire a superare il futuro con una pur minima serenità, si è costretti a raccomandarsi che venga rispettata la solidarietà verso chi ha la responsabilità di un modesto, ma dignitoso lavoro per fare fronte alle normali esigenze della propria famiglia.

Così un mio vecchio conoscente si sta dando da fare per cercare di salvare la vita a dei seri giovani lavoratori e di mantenere alle loro famiglie la possibilità di provvedere ai loro figli.

Che periodo confuso e pericoloso stiamo attraversando!

 

 

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