Il viaggio del G8 dalla Sargegna all’Abruzzo.

aprile 30, 2009

 Tasferimento del G8, quello che forse non si sa.

La prossima riunione del G8, prevista nel mese di luglio alla Maddalena sembra sia stata spostata all’Aquila. Come fosse un circo itinerante il governo si è riunito nel capoluogo abruzzese e lo ha deciso. Che c’è dietro? areq4fpcaim1cuocavdua7dca4blz21ca4ws9cqca01q40ccae61suoca3li12rcar86cskcasrwpnica1dinaicaplds4nca580sc4cay6kkdqcakxzw9xcae2ki5fcaldr57fca3xlwsqcap2tvdg
Per Berlusconi tenere il vertice nelle zone colpite dal terremoto è un segnale importante, anche se ci sono oltre sessantamila persone ospitate nelle tendopoli. Il presidente del Consiglio ha detto: La decisione ereditata dal precedente Governo avrebbe comportato una spesa di 220 milioni di euro.
Poi con una risposta al limite del surreale, a chi gli chiedeva perché non fosse stata accolta l’idea di accorpare il referendum e le elezioni evitando di spendere almeno 50 milioni di euro, (in realtà si dice 400 ndr) il premier ha aggiunto: Ci siamo domandati perché non risparmiare 220 milioni per darli in più alla ricostruzione in Abruzzo..
Il meeting dei potenti dovrebbe essere ospitato dalla Scuola Sottufficiali della Guardia di Finanza. Le contestazioni prevedibili al G8 per Berlusconi non ci saranno: Non credo che i no global avrebbero la voglia, la faccia e il cuore di fare manifestazioni dure perché la zona é ferita dal terremoto.
Fin qui la cronaca delle bufale. Adesso la concretezza dei fatti.
Nei giorni scorsi la Commissione europea aveva inviato all’Italia un ultimo avvertimento scritto per l’ordinanza che semplifica le procedure per le opere connesse alla riunione della Maddalena.
Per Bruxelles le decisioni del governo erano in contrasto con le norme comunitarie che impongono di eseguire valutazioni dell’impatto ambientale per determinati progetti. Se non si fossero prese misure immediate l’Italia avrebbe rischiato il deferimento alla Corte di giustizia europea.
Per la Commissione i governi devono provvedere affinché le autorizzazione di progetti con un potenziale impatto significativo sull’ambiente e l’inizio dei lavori ad essi connessi siano subordinati a una valutazione dell’impatto ambientale.
Il richiamo era il secondo e ultimo avvertimento. Uno stato membro deve conformarsi entro un termine preciso, in genere due mesi. Se ciò¨non avviene sarà deferito alla Corte di Giustizia.
A luglio del 2008 anno erano partiti sull’isola sarda i lavori per la costruzione dell’albergo, del media center e del centro congressi.. L’autorevole agenzia britannica “®Reuters”, il 14 luglio aveva rilanciato: Non é certo che sia possibile completare i lavori necessari all’isola della Maddalena per ospitare il prossimo G8 nel luglio del 2009. Il governo valuterà quindi possibili soluzioni alternative, di emergenza, che al momento non sono ancora state individuate. Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio nel corso della conferenza stampa al termine dei lavori del G8 giapponese. Ci prepariamo ad una soluzione di emergenza se non saranno pronti i lavori necessari alla Maddalena in tempo, ha detto Berlusconi nel corso della sua introduzione alla conferenza stampa..
I lavori in corso alla Maddalena erano diretti da un uomo noto alle cronache, che tra i numerosi incarichi ricopre anche quello di Commissario straordinario per il summit, si tratta di Bertolaso.
Qual’è ad oggi la situazione organizzativa in Sardegna per la preparazione del summit trasferito? La Protezione civile era in guai seri.
Gli ospiti previsti dovrebbero essere circa quattromila, tra capi di stato e di governo, oltre alle delegazioni. Dovevano essere sistemati su una nave gigantesca, la MSC Fantasia, lunga 333 metri, ormeggiata nel porto di Olbia, al molo Cocciani e negli alberghi in costruzione. Tra di loro, però, non ci sarebbe stato il presidente Obama, che¨ sottoposto a rigidissimi controlli di sicurezza, ed al momento non era stata trovata una soluzione al problema.
Poi la madre di tutte le questioni: la nave per le sue dimensioni non era in grado di attraccare sull’isola (il fondale non é abbastanza profondo) e non si sapeva come trasportare quel numero enorme di persone a terra.
All’esercito di personale politico e diplomatico, infine, andavano aggiunti almeno 4500 giornalisti. Per loro Bertolaso aveva pubblicato un primo bando nel 2008 col quale si cercavano navi per poterli ospitare, ma non vi erano state risposte, così il Commissario straordinario (multiplo) ha ripetuto il tentativo anche quest’anno con scadenza 7 aprile scorso.
Giovedì¨23, per esigenze organizzative del Dipartimento della Protezione Civile l’apertura delle buste é stata improvvisamente rinviata a data da destinarsi.
L’apertura delle buste contenenti le offerte al bando della Protezione civile per trovare alcune navi da crociera da destinare all’ospitalità per il prossimo G8 alla Maddalena è stata rinviata per esigenze organizzative del Dipartimento della Protezione Civile. La data non è stata ancora indicata ma dovrebbe collocarsi nei primi giorni di maggio.
Ecco allora che il terremoto potrebbe essere stato provvidenziale. Il 14 aprile scorso Berlusconi, Gianni Letta e Bertolaso avevano fatto un sopralluogo ai lavori. Il 3 aprile, pochi giorni prima, Giulio Calvisi, deputato del Pd, aveva fatto un’interrogazione ai ministri Claudio Scajola (Sviluppo economico) e Giulio Tremonti (Economia).
Calvisi avava scritto: Fino ad ora come opposizione, abbiamo denunciato con una serie di atti parlamentari, prima il rischio e poi l’avvenuta sottrazione da parte del Governo delle risorse ( 522 milioni di euro ) che il Governo Prodi e la Giunta Soru avevano messo a disposizione per le cosidette opere collaterali al G8. Gli interventi riguardano la strada Olbia Sassari, l’allungamento della pista dell’aeroporto di Olbia, lo svincolo di Rio Padrongianus, lo spostamento della stazione ferroviaria di Olbia, la realizzazione del molo di levante a Porto Torres.
Il parlamentare aveva aggiunto di non aver ancora ricevuto smentite sullo scippo delle risorse¡ e aggiunto che oggi ci sono a rischio anche i finanziamenti considerati sempre sicuri, (233 milioni di euro) per i lavori dell’isola di La Maddalena.
Il motivo? A 60 giorni dall’ipotizzato completamento lavori per il G8 quei soldi non sono stati trasferiti alla struttura di missione. Un’ordinanza del presidente del Consiglio del 18 febbraio 2009 dispone che debba essere il ministro dello Sviluppo economico a trasferirli sulla contabilità speciale della struttura di missione. Questo trasferimento non è ancora stato disposto.
Per Calvisi la situazione era paradossale perché si ha la disponibilità contabile delle risorse ma non di cassa¡±. Il risultato? ¡°I soldi non possono essere spesi, con il risultato che le imprese non sono state pagate. Fino ad ora ha provveduto la Protezione civile con anticipazioni di cassa, ma le cifre sono appena sufficienti ad alleviare i disagi. A fronte del 60 per cento dei lavori eseguiti le imprese hanno ricevuto pagamenti non superiori al 25%..
Il parlamentare aveva concluso: Gli effetti di questa situazione sono quindi devastanti sia sulle imprese appaltatrici, sia sui subappaltatori e sia sui fornitori. E¡¯ evidente che il perdurare di questo stato di confusione e di incertezze porterà al blocco dei lavori.
Da questi dati emerge un quadro desolante e nessuna ipotesi di risparmio. Infatti, i lavori in corso dovranno essere completati in ogni caso e quelli già eseguiti hanno avuto un costo che non è stato ancora totalmente coperto.
Infine sarà interessante vedere come l’enorme macchina organizzativa che non è riuscita a raggiungere l’obiettivo dell’efficienza in un anno potrà essere rimessa in piedi in Abruzzo, dove per altro c’è stato un terremoto. E dove saranno sistemate le migliaia di ospiti? Nella caserma della Guardia di Finanza, in prefabbricati o nelle tendopoli?
Ultima precisazione, agli oltre i novemila partecipanti tra capi di stato e di governo, politici, diplomatici, consulenti e giornalisti ci sono almeno 16mila appartenenti alle forze dell’ordine. In totale 26mila letti da trovare.
Vedremo come andrà a finire. . . e quale sarà la soluzione del mago. . .

from:inviatospeciale.com 24 aprile 2009

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Nulla cambia per davvero.

aprile 30, 2009

awlt4vkcahkvtlnca0prwaucahaw2m9caqvsprtca1xfc0scatm8u02ca8hefnncahy8g61ca1a0fe6cacvs705cahc2nyfca3wv8bxcavb2nzgcain1rg9caluead1cazuqzvbca84boegcaq7i3ejPRIVATIZZARE PER NAZIONALIZZARE Il Ministro Tremonti e l’uso “creativo” della Cassa Depositi e Prestiti.                                                                                                                                                                                                                È curioso come un’istituzione pubblica rimasta immobile per 150 anni perché funzionante sia stata modificata nella sua veste giuridica e nella sua operatività per ben due volte dallo stesso Ministro in due legislature diverse. Nel 2003 Tremonti decise di “privatizzare” in parte la CDP vendendo il 30% della stessa alle Fondazioni bancarie. Una privatizzazione “sui generis”, data la natura pubblica delle Fondazioni, di fatto uno strumento di politica fiscale con l’unico difetto di essere un ente il cui bilancio era parte di quello dello Stato. L’utilizzo delle Fondazioni per privatizzare la CDP, d’altro canto, appare la risposta più logica a chi si chiedeva come Tremonti considerasse tali istituti: istituti di diritto pubblico e non collegati alle banche quando si trattava di investire i loro ingenti patrimoni; istituti privati quando si trattava di collaborare all’alleggerimento del debito pubblico con la privatizzazione di CDP. In realtà si trattava solo di uno scherzo contabile: le fondazioni diventavano azioniste di risparmio per 1 Mld di euro con facoltà di recesso entro il 2010 e rendimento garantito dell’investimento. Lo scopo della burla era chiaro: “favorire il restyling dei conti dello Stato attraverso false privatizzazioni consistenti in cartolarizzazioni di immobili statali ed esternalizzazioni della gestione di servizi pubblici a proprietà pubblica a società private”. La gestione “ordinaria” della nuova CDP S.p.a. avrebbe prestato soldi a queste società private tramite strumenti finanziari non garantiti, mentre la “gestione separata” avrebbe continuato, con la garanzia dello Stato, a finanziare a tasso agevolato gli enti pubblici proprietari delle aziende di servizio pubblico. Nel dicembre del 2008 il Ministro dell’Economia, tornato a governare, ha deciso di rispolverare il vecchio bancomat CDP S.p.A. per cercare di andare incontro alle richieste della Confindustria e rimettere in moto l’economia senza impegni di spesa “reali” che impattassero sui conti pubblici. La Marcegaglia chiede il pagamento alle aziende degli arretrati delle P.A. (70 mld circa)? Presto fatto: Tremonti incarica CDP S.p.A. di accendere mutui a tasso agevolato finanziati con i soldi dei risparmiatori di Poste Italiane. La Marcegaglia si lamenta perché vuole soldi veri? Presto fatto: il fondo rotativo per le PMI viene rimpinguato da una gestione separata 2, modificando, con decreto autorizzativo di Tremonti, lo statuto di CDP per permettere a questa nuova gestione di erogare prestiti alle imprese tramite il canale bancario garantiti dai depositi postali (fine marzo 2009). Rimane tutto da stabilire a chi rimanga (CDP o Banca) l’eventuale rischio di default. Lo Stato ha bisogno di soldi per finanziare le opere pubbliche volano della ripresa economica? Presto fatto: Tremonti si inventa la joint-venture privati-CDP S.p.A. per costruire queste opere servendosi dei 190 mld di risparmio postale che il Sole 24 Ore del 06/03/2009 sottolinea essere “interamente garantiti dallo Stato”. Tutto bene se non fosse che i decreti che stabiliscono la tipologia di operatori privati che vi partecipano devono essere emanati dal Ministro dell’Economia dopo attenta analisi del merito di credito dell’azienda e dell’operazione. L’AD di CDP – fido delfino di Tremonti – conferma che le opere da finanziare saranno scelte – dal Ministro – solo sulla base di “progetti economicamente solidi, finanziariamente sostenibili, con la promessa di un ritorno interessante”. Ci troviamo,quindi, a fare crediti con soldi pubblici, garantiti dai depositi postali, che miracolosamente non rientrano nel bilancio dello Stato, la cui destinazione è decisa da Tremonti per finanziare opere di interesse pubblico mentre vi è un Presidente del Consiglio il quale, anche in coincidenza del terremoto a L’Aquila, non vede l’ora di costruire new towns. Naturalmente l’housing sociale è previsto dal nuovo statuto 2009 CDP S.p.A con uno stanziamento di 15 mld di Euro. Costruire new towns nell’ambito del Piano Casa è anzi una delle finalità di CDP S.p.A. tramite una SGR immobiliare alla quale partecipa l’ABI (1 mld di euro). La famosa frase mutuata dalla Bibbia e poi diventata avviso rivolto alle Fondazioni (“avete i talenti ed il talento per usare i vostri talenti”) rappresenta l’essenza del comandamento di Tremonti per i nuovi naviganti: decido io cosa CDP possa stanziare ed a chi. Lapidario il commento di Vito Gamberale su Repubblica del 23/03/09 : “Se si voleva un cambiamento […], eccolo servito: la CDP somiglia sempre più non solo a un figaro factotum, ma a un Moloch pubblico in grado di intervenire ed influenzare la vita di Comuni, enti locali, PMI, costruttori”. Ora la nuova CDP, in formato IRI, non ha più ostacoli: grazie alla variazione dell’art. 107 del TUB che aumenta il limite di partecipazione di banche al capitale sociale delle aziende industriali, la Cassa potrà progressivamente aumentare le proprie quote nel capitale di Eni ed Enel. Così alla fine Tremonti, al contrario di tanti che ci hanno provato prima di lui, ce l’ha fatta a realizzare il famoso ossimoro: privatizzare per nazionalizzare


Change in happening.

aprile 29, 2009

4a61ddd5dad0d37063_igcmv2ixlOggi ricorre il centesimo giorno del governo Obama e questa circostanza ha suscitato grande attenzione fra gli americani che né stanno valutando i risultati. L’ascolto dettagliato che il Presidente ha riservato sulle necessità della gente ed il suo costante lavoro sembra aver contribuito ad abbassare l’intensità delle comuni preoccupazioni ed abbia favorito la fiducia riposta nel nuovo governo di Obama.

In questo amaro e drammatico frangente di crisi, il grande movimento di di solidarietà ed unione sociale promossa efficacemente dal nuovo Presidente ha avuto una grande importanza ed ha offerto la possibilità per iniziare rapidamente ad impostare azioni e programmi sincroni al cambiamento di rotta nelle politiche nazionali ed estere per ripristinare fiducia e stabilità nell’economia Usa.

Non sono mancate critiche, perplessità e varie difficoltà, ma sembra che in questi primi 100 giorni siano stati compiuti i giusti passi che precedeno un un reale cambiamento di sviluppo e di stabilizzazione dell’economia americana migliorando certamente il quotidiano dei cittadini. Quindi si profila una promozione per l’attività di Obama ed un invito rivolto a tutti di non cessare a sviluppare insieme, in una concordia sociale, quelle attività che porteranno una nuova fondazione per la prosperità americana.

http://my.barackobama.com/100days

Explore this interactive map to learn about the progress we’ve made in the last 100 days and the stories of real Americans whose lives have already been touched. Then spread the word by passing it along to your friends and family.


GP del Giappone di F1 – 2009.

aprile 26, 2009

 braunPoco prima della partenza, con le monoposto già schierate, è stato chiesto al bravo Jarno Trulli se voleva regalare la vittoria di questo Gp alla Toyota, la risposta, accompagnata da un sorriso, è stata immediata “siamo qui per questo”. Una bella affermazione del pescarese che non riusciva a nascondere la possibilità di vincere questa gara, d’altronde con la pole conquistata nelle qualificazioni si è trovato una toyota ben settata come mai aveva sin’ora guidato.

Purtroppo, però, dopo la partenza Trulli perde quasi subito la prima posizione, mentre al centro del gruppo Massa, stretto fra Raikkonen e Barrichello, viene urtato e danneggiato all’alettone anteriore, tanto da dover rientrare per la sua sostituzione. Nelle fasi concitate che sono seguite alla partenza, Vettel, partito con un buon quantitativo di benzina e con gomme morbide nuove, sembra essere più efficace anche della stessa Tayota di Trulli partita senz’altro più leggera.

La Ferrari invece con un bravo Raikkonen cerca di svolgere una discreta gara per riuscire a conquistare qualche importante punto, nella speranza di riuscire a presentarsi nel prossimo Gp di Spagna con una nuova macchina competitiva ed in grado di ripartire vincenti in questa strana stagione di F1 regolata dalle non sempre condivisibili nuove norme emanate dalla Fia. In effetti è il primo Gp che si vedono gareggiare tre tipi di F1 insieme e cioè monoposto con Kers, monoposto senza Kers ed altre vetture con diffusore a due piani. . . . l’assurdo del Kers è che questo meccanismo non sarà più utilizzato nella prossima stagione, come non saranno più consentiti pit-stop di rifornimento carburante per la dotazione di un serbatoio abbastanza capiente che permetta ai bolidi in gara di finire appunto la competizione, quindi le vetture saranno presumibilmente dotate di un serbatoio che contenga almeno 240 lt. di carburante. . . sembra di tornare al passato.

A parte queste divagazioni tecniche, in gara Hamilton cerca di avanzare con la sua solita aggressività, ma sempre gli riesce ed i giochi restano nella disponibilità della bravura e della determinazione di altri piloti come Glock,Trulli, Button, Vettel, Raikkonen e Barrichello, mentre nelle posizioni più arretrate Alonso, Piquet e Fisichella cercavano di inutilmente migliori piazzamenti. Qualche delusione per la Bmw che in questo gran premio è letteralmente sparita, come insufficiente è stata la prestazione di tems minori.

Nei lunghi 57 giri si sono spessi alternati al comando del gruppo Glock, Trulli, Button e Vettel, poi con il passare dei giri ed a causa dei vari pit-stop le posizioni si sono assestate con Button capofila seguito da Vettel, Trulli, Hamilton, Barrichello, Raikkonen, Block ed altri ancor più indietro.

Comunque non vedo l’ora che arrivi il 10 maggio per verificare nel Gp di Spagna (Barcellona) il livello di miglioramento della Ferrari, nella speranza di riuscire a recuperare punti pieni nei prossimi Gp.

 

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Motomondiale del Giappone 2009 MotoGp – Circuito di Motegi.

aprile 26, 2009

2009Sino a qualche anno addietro seguivo con assiduità questo tipo di competizioni, allora per me era netta l’appartenenza dei vari bolidi a due ruote. C’erano bolidi italiani progettati e costruiti da industrie motociclistiche radicate nel nostro territorio nazionale, come c’erano motociclette straniere frutto dell’ingegno e della manualità delle loro maestranze autoctone. Gli sponsor sono sempre esistiti ed in genere, allora, prediligevano apparire con i loro loghi colorati sulle carene che contenevano meccaniche della stessa loro nazionalità ad eccezione delle solite pubblicità delle benzine e gomme che apparivano sui bolidi da loro riforniti. Insomma voglio significare che sino a qualche anno fa le moto da competizione, che gareggiavano in competizioni mondiali, erano almeno all’ 80- 90%

frutto di progetti e realizzazioni nazionali, oggi invece, per quanto né so, ci sono nostre motogp, forse ancora progettate da ingegneri italiani, ma la meccanica realizzata all’estero ed addirittura ci sono industrie nazionali, come la Fiat, che invece di sponsorizzare un nostro prodotto appaiono su livree della giapponese Yamaha destinando così proprie risorse economiche per una più perfetta realizzazione di un prodotto non italiano. . . . e per questo, che a me sembra una chiara contraddizione, non ho mai tifato per Valentino, che a sua volta nel recente passato ha dato adito a scarsa simpatia personale per delle vicende riportate ampliamente da molti media, all’epoca degli accadimenti, che non desidero riportare.

Ormai la maggior parte delle nostre industrie sono state delocalizzate e la loro produzione viene realizzata da altre maestranze, con buona pace della nostrana disoccupazione e dell’imperativa riduzione del costo del lavoro. . . . questo è l’attuale Made in Italy. Non vedo l’ora che si realizzi una vera Europa Unita così almeno riferiremo di Made in EU.

Lasciando da parte questa mia sofferta non condivisione della realtà e tornando alla gara delle potenti motogp devo senz’altro attribuire un gran bravo a Jorge Lorenzo che è riuscito a precedere ogni avversario con sicurezza e personalità, ritrovando, dopo gli scorsi infortuni, un’invidiabile sicurezza e coraggio a volare sulla propria Fiat-Yamaha, lasciandosi alle spalle un non più brillante Valentino, un Pedrosa con una Honda che ben entra nelle curve ma né esce con qualche difficoltà, un Casey Stoner alla guida di una Ducati con qualche difficoltà nelle frenate, su un eccellente Andrea Dovizioso che con la sua Honda riesce a mantenere il passo dei primi. Segue un buon Melandri con la sua Kawasaki, quindi il veterano Loris Capirossi su Suzuki.

La gara si è svolta con i soliti 24 giri nel circuito di Montegi ed al via ha visto allineare le motogp con un settaggio non completo a causa della gran pioggia che ha sospeso le prove del giorno precedente, così questa è stata combattuta dai soli Rossi, Lorenzo, Pedrosa, Dovizioso, Capirossi, Melandri e Stoner. Quest’ultimo s’è visto almeno un paio di volte acrobatizzarsi per mantenere il controllo della sua Ducati, che sembrava andare lunga sulle frenate in un circuito che è caratterizzato da un continuo impegnativo frena-accelera.

Lorenzo dopo la prima metà del percorso è riusciuto a superare Valentino Rossi e così ha terminato la gara, mentre un attivo Pedrosa tentava di superare la seconda Yamaha con una Honda non perfetta nelle uscite di curva. Da dietro intanto risaliva Stoner e si assestava in quarta posizione, conquistando altri preziosi punti.

La bandiera a scacchi è sventolata fermando questo ordine di arrivo:

  1. Jorge Lorenzo – Fiat Yamaha

  2. Valentino Rossi – Fiat Yamaha

  3. Daniele Pedrosa – Honda

  4. Casey Stoner – Ducati

  5. Marco Melandri – Kawasaki

  6. Loris Capirossi – Suzuki . . . .e via di seguito.

     

    Classifica Piloti

  7. Lorenzo p. 41

  8. Rossi p. 40

  9. Stoner p. 38

  10. Dovizioso p. 22

  11. Pedrosa p. 21

     


GP di F1 2009 nel Bahrain – pista di Sakhil – Prove e Qualificazioni.

aprile 25, 2009

mon2009_tororossostr4_04Nelle prime gare di questa nuova stagione di F1 la Ferrari ha battuto il passo di brutto, la Rossa non è stata all’altezza della sua fama, in pista si aveva l’impressione di avere sotto gli occhi un’auto taroccata al posto dell’originale per quanto le sue prestazioni erano lontane dalle comuni aspettative. Non era veloce e la sua affidabilità risultava precaria, forse per i progettisti è stato difficile creare una monoposto competitiva secondo le regole della nuova regolamentazione. Non so, però di certo la Ferrari che ci è apparsa in pista era ben lontana dalla macchina che veniva propagandata nei mesi antecedenti all’inizio della nuova stagione di competizione. Quest’anno, quasi quasi già assaporavo un immediato marcato favorevole riscatto della scorsa stagione ove il titolo mondiale di categoria c’era sfuggito per una serie di sfortunate circostanze e di quasi terze irregolarità. Purtroppo il desiderio di vedere le Ferrari subito vincenti è svanito con il palesarsi delle sue insufficienti prestazioni ed oggi nella quarta tornata di questo GP nel Bahrain nulla è cambiato sia nelle prove libere che nelle qualificazioni. Non è per alimentare del gratuito pessimismo, ma le monoposto di Marranello, pur con un briciolo di maggiore velocità, non sono apparse all’altezza di conquistare le prime posizioni in griglia di partenza con Massa ottavo e Raikkonen decimo.

Comunque sarà un Gp non facile date le condizioni atmosferiche, fa molto caldo e durante le prove l’asfalto aveva raggiunto i 51°. Il circuito era investito da un leggero vento quindi c’è da sperare che domani, in gara, questo cessi e non aumenti per evitare il rischio della sabbia in pista.

La monoposto che continua a sorprendere è la Toro Rosso, che pur non avendo il Kers, ma grazie al profilo del suo posteriore molto abbassato, permette all’aria di essere così aderente ai profili del retrotreno da attivare un efficace effetto deportante dei flussi, appunto, d’aria consentendole così un’ottima stabilità ed un’alta velocità costante. Intanto è giusto elogiare il bravo trulli che con la sua Tayota è riuscito ad aggiudicarsi la sua prima pole position.

Non rimane che sostenere con il cuore (incrociando scaramanticamente anche le dita) le nostre rosse monoposto, sperando senza limiti nella nuova Ferrari che dovrebbe esordire nel prossimo appuntamento.

Ecco di seguito le prime file della griglia di partenza:

 

  1. Trulli Toyota

  2. Glock Toyota

  3. Vettel Toro Rosso

  4. Button Braun Gp

  5. Hamilton McLaren

  6. Barrichello Braun Gp

  7. Alonso Renault

  8. Massa Ferrari

  9. Rosberg Williams

  10. Raikkonen Ferrari


Incredibile!

aprile 24, 2009

 Pubblicato da pubblicascuola su 17 Aprile 2009

La scuola va alla guerra?

Tagliati 8 miliardi di euro alla scuola pubblica italiana. Stanziati 13 miliardi di euro per il nuovo sistema d’arma Joint Strike Fighter (JSF)?

– SCUOLA + CACCIABOMBARDIERI=Error System

Avremo meno scuola e più cacciabombardieri: il risultato di questa operazione è sbagliato!

Parere favorevole della Commissione Difesa della Camera (seduta 8 aprile – p.48) e del Senato (seduta 8 aprile) allo stanziamento di 13 miliardi di euro per il “Programma pluriennale di acquisizione del sistema d’arma Joint Strike Fighter (JSF – anche denominato F35 Lightning II) e realizzazione della associata linea FACO/MRO&U (Final Assembly and Check Out/Maintenance, Repair, Overhaul & Upgrade).

Il Programma ha avuto formalmente avvio nel 1996, è stato confermato e rinnovato dai vari governi che si sono succeduti (in particolare 1996, 2002 e 2007) e prevede ora la fase di produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri F35 completi di relativi equipaggiamenti, supporto logistico e basi operative.

 arruolacomitato         f35 

 

 

 

 link http://mobile.senato.it/service/PDF/PDFServer?tipo=BGT&id=407743