1° Maggio 2009 – Stesso entusiasmo, ma tante Preocupazioni.

da-carmillaCome al solito sbaglierò, ma ho l’impressione che questi ultimissimi primo maggio sono organizzati e forse vissuti in modo diverso dalle scorse festività, mi riferisco alle vecchie ricorrenze quando l’interesse popolare era forte nel voler essere insieme spettatori della celebrazione dell’impegno del movimento sindacale, allora veramente unito e solidale sui temi del lavoro. Allora si ci si riuniva in questo immancabile appuntamento ove i più alti rappresentanti delle parti sociali ricordavano a gran voce tutti i traguardi raggiunti sul fronte sociale, economico e contrattuale di tutte le categorie dei lavoratori, dall’impiegato all’operaio, dal metalmeccanico al dipendente di aziende commerciali o della nuova realtà quale era il terziario. In questa festività si celebrava in una rumorosa interazione, fra relatori e popolo, le novità del mercato del lavoro, che già accennavano a notevoli trasformazioni in virtù di alcune novità in via di analisi ed introduzione nelle prossime contrattazioni nazionali.

Allora si viveva il periodo dei veri capitani dell’industria e della finanza, che nulla avevano a che vedere con l’odierna cricca di speculatori che hanno invaso il mercato a partire da Wall Street rovesciando in tutto il resto del mondo i loro titoli tossici, senza alcuna garanzia di rimborso. Una colpevole grave attività speculativa priva di responsabilità e da ogni principio morale. In questo frangente siamo stati passivi spettatori della confusione dei ruoli degli imprenditori con quello dei finanzieri in un drammatico, avido sempre crescente e complicato meccanismo teso a concludere affari nell’intento di riuscire a guadagnare sempre più, ricorrendo alla particolare finanza creativa e tossica della new economy senza regole né etica.     alpmbrgcaf5ls0kca013t7uca01tk6xca118dddca7htvqfca5o3rpkcaglpg6mca9ddt1kcalcqftgcadyy7yuca6iygrtca2gc06aca2ppmf1cawpqywxcawidbaccav3h05nca7aylyicaliesux

Quindi quest’ultimo 1° maggio s’è vissuti si con il solito entusiasmo, ma anche con grande preoccupazione per le condizioni del lavoro, che a causa o con la scusa della pre-indicata crisi, sta assumendo delle condizioni di sempre maggiore precarietà.

Ad impensierire ulteriormente la classe dei lavoratori è la condizione di tanti abruzzesi, che hanno in gran parte perso la casa ed ogni loro avere a causa della terribile serie di scosse telluriche dallo scorso 6 aprile ha investito il comune dell’Aquila e zone più o meno limitrofe causando purtroppo anche molte vittime. Qui ci si augura, che con l’aiuto di quanti vorranno intervenire con la loro preziosa solidarietà e con i necessari interventi governativi, si risolvano le emergenze e si riesca a far tornare nella normalità quelle sfortunate cittadinanze.

Altra circostanza che preoccupa non poco è il recente accordo fra la Fiat e la Crysler di Detroit per dar inizio alla produzione ed allo sbarco in Usa di autovetture di piccola cilindrata, come la 500, già prodotta in Polonia. Di questo accordo si sa poco e niente, ma fa temere in una possibile prossima chiusura di qualche stabilimento Fiat in Italia con la conseguente ulteriore perdita di posti di lavoro a chissà quante altre maestranze della stessa Fiat e del suo indotto. Quindi c’é da augurarsi che ciò non rientri nei futuri piani industriali di Lingotto, altrimenti, a causa delle continue delocalizzazioni, rimarremmo privi di industrie a grave nocumento dell’occupazione e quindi di una valutazione del futuro sociale e dell’uomo fortemente negativa.

La gran folla che festeggiava questa importante ricorrenza, nei vari luoghi ove era prevista, si stava certamente augurando che questo vorace e selvaggio capitalismo venga quanto prima umanizzato con giuste regole in modo da evitare una futura realtà sociale dove sarà normale prevedere il ricco ed il sempre povero, la democrazia e la non democrazia, la moralità e l’immoralità, la giustizia e l’ingiustizia, l’opportunità di qualcuno e l’assenza di opportunità per gli altri. La normalità, la giustizia deve provvedere a chiudere le fauci voraci degli speculatori, che agiscono come se fossero dei predatori nell’ingrovigliata savana dell’economia di mercato globalizzato.

Qui bisogna rivolgere qualche parola ai nostri sindacati storici per fargli capire quanto è più importante oggi il loro ruolo ed il loro impegno nell’attività mediatrice fra la realtà imprenditoriale e quella di tutti i lavoratori. I segretari nazionali dei rispettivi sindacati devono ritrovare i motivi per una forte rinnovata unità come del resto vogliono i loro iscritti ed i lavoratori tutti. Due sigle hanno più volte assecondato il Governo in accordi nati senza il giusto mandato come ultimamente è accaduto per il nuovo criterio di contrattazione che di fatto fa perdere di efficacia alla giusta contrattazione nazionale di categoria. Non vorremmo che qualcuno approfittasse di queste forti differenze che si sono create e che hanno di fatto diviso la cosi detta triplice per indebolire le prime file sindacali sino a riuscire a sostituirle, se non con sé stesso, con altri fedeli e mansueti servitori.

Il Sindacato dovrebbe seguire anche il sensibile mondo del credito, delle assicurazioni, dei fondi pensione con autorevolezza per promuovere la giusta necessaria meritocrazia etica e professionale nei settori decisionali, evitando così a molti di noi situazioni di spiacevole disagio. . . . Inoltre considerando lo stato attuale, dovrebbe essere forte catalizzatore per aiutarci ad assecondare solo partiti ed istituzioni saldamente costituzionali evitandoci di cadere in stato ipnosi e di seduzione da parte di quelle nuove derive politiche che di fatto realizzano solo chiacchiere senza alcun miglioramento del nostro tessuto sociale nazionale.

Ecco quello che ho notato in questo 1° maggio, è la visibile preoccupazione della gente sulla difficile situazione attuale, che a causa della crisi finanziaria, vede fortemente indebolita la nostra struttura economica dalla grave recessione, che ancora potrebbe arrecare ulteriori danni al mondo del lavoro e dell’imprenditoria, accentuandone gli già esistenti squilibri e deficit pesantemente condizionati anche dal non felice bilancio statale, dalla ripresa dell’inflazione, dalla contrazione dell’indice Pil, dai continui licenziamenti, dal costante aumento della cig-cigs, con la riforma della contrattazione e con l’aumento dei costi dei servizi. Quindi una ricorrenza vissuta con seria preoccupazione e riflessione.

 

 

 

 

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