Una lettera al PD di Roma.

A6O1RLWCADO1EYPCA1RQV7QCAHVNV1MCADRVURFCAFB4WXACA6S8H84CA3FDXFOCADP1AYMCA1A6O7DCAV67BFLCA2D51OJCAEN6FKYCA0TGO5BCAO9HDVLCA2F9BRMCAJW1RFXCAAK4OSFCAQEO5QLUn conoscente mi fa partecipe di quanto ha voluto scrivere al PD in prossimità del loro congresso dell’11 ottobre prossimo venturo.

 

Torno a scriverVi, approfittando dell’invito che pressapoco recita così “abbiamo bisogno del tuo contributo”, per comunicare quale è il punto di vista di molti anonimi cittadini circa il prossimo congresso dell’11 ottobre e circa le primarie del 25 ottobre p.v.

Questo congresso lo si valuta come passaggio necessario ed importante per il nostro partito se non altro per definire, senza ambiguità ed inutili tatticismi politici, il futuro progetto/programma politico che dovrà definirne inequivocabilmente l’identità e ricreare quelle condizioni di nuova sintonizzazione fra, appunto, il Pd ed i suoi elettori, fra i suoi simpatizzanti ed infine con tutta la nostra comunità civile ed operosa, che da tempo non si appassionava più ad un certo modo di far politica in una atmosfera di estrema confusione dove si aveva l’impressione che venivano poco praticate discussioni sui programmi in luogo della solita nomenclatura, intorno alla quale veniva quindi imbastita un pseudo-opposizione, risultata così debole da non piacere a molti cittadini.

Oggi viviamo una specie di corto circuito sociale dove sembra aleggiare una limitazione della libertà sui condivisi principi della nostra democrazia, conquistata con il sacrificio di molti di noi italiani e sancita dai padri costitutivi nella nostra Costituzione Repubblicana. Da troppi anni siamo spettatori di una politica aspra, dura, ipocrita e piena di trabocchetti, tanto da farci rimpiangere, nel circuito della nostalgia della nostra memoria, il periodo post bellico ove ci si sentiva uniti davvero ed in virtù di una forte condivisione di molti valori sociali si è potuto realizzare il grande progresso sociale per giungere a possedere una delle migliori democrazie esistenti al mondo.

Siccome non si può vivere l’attualità con la testa sempre volta indietro, oggi ci si augura che il nostro prossimo congresso venga celebrato con la partecipazione di candidati che sappiano affrontare nelle loro relazioni argomenti seri, vitali per la nostra realtà civile e che quindi sappiano proporre concreti e seri progetti politici in un programma di opposizione parlamentare che renda l’azione del PD efficace nell’intercettare e risolvere le tante richieste di giustizia sociale, che l’imperante odierno relativismo ha ridotto e trascurato oltre ad aver liberato la nostra epoca da criteri di rilevanza politica disassembleando buona parte del nostro pubblico sistema sociale.

Certo non fa piacere a nessuno scorgere in questa fase precongressuale attriti fra le varie anime del nostro partito, quasi fossero in prossimità di una resa dei conti del tipo OK Corral, ma di ciò non si scandalizza più nessuno purché i candidati contendenti, nelle persone di Franceschini e Bersani, sappiano formulare ed avanzare, nel loro confronto politico alternativo, proposte che non contrappongano recenti e meno recenti presenze politiche ponendo erroneamente l’attenzione sul “chi” deve gestire il partito, ma su contenuti che sappiano dibattere il “perché” ed il “per come” mettere il PD al servizio del nostro Paese per iniziare a risolvere i molti problemi che ci affliggono e per tentare di conquistare elettoralmente voti nuovi e quelli di tutta quella gente che sin’oggi ha alimentato l’astenzione di molti elettori. Si, gran parte degli astenuti nelle varie tornate elettorali appartengono all’area della sinistra moderata italiana.

Quindi è necessario rivitalizzare l’anima di sinistra che appartiene alla nostra compagine politica e curare/valutare le alleanze con altre forze politiche sia sui programmi, sia sul gradimento politico degli elettori che trovano affini quei soggetti politici attenti alla giusta amministrazione della giustizia, senza la quale è difficile respirare un’aria di vera democrazia. Tanto è vero questo che è sufficiente osservare le ridicole stravaganze, gli inaspettati eccessi, i soliti scandali e le molte vicende giudiziarie che oggi portano continuamente alla ribalta alcuni personaggi dell’arcipelago della politica.

Certo avremmo un po’ tutti preferito una maggiore pluralità di candidati al congresso, come avremmo preferito assistere in un unico percorso congressuale nelle cui fasi e dopo il confronto pubblico delle diverse relazioni consegnava ai delegati o agli aventi diritto la responsabilità di votare la nuova linea politica del PD e conseguentemente del suo Segretario, con mozione finale. Il tutto rivolto trasparentemente all’esterno. . . . ai noi cittadini, al mondo con un equilibrio politico-culturale che sia il determinato prologo alla tutela del più debole, alla protezione sociale, alla giusta solidarietà, alla tutela dell’ambiente, alla volontà di seguitare alla costruzione dell’Europa, alla realizzazione di vere politiche atte al miglioramento ed al progresso della nostra società, alla tutela delle famiglie, alla cura dei nostri equilibri economici, alla cura della ricerca, al rinvigorimento dinamico delle nostre forze progressiste nella cura e nella responsabilità verso il mondo del lavoro sul quale è fondata la nostra Repubblica.

 

 

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: