Siamo in piena stagione congressuale: cosa accade nel PD?

SINTESI DEL DOCUMENTO
NAZIONALE CONGRESSUALE DELLA SINISTRA PD

Abbiamo lavorato per costruire il Partito Democratico, che volevamo:
riformista, pluralista, fondato su partecipazione
di una sinistra innovativa
perciò impegnato per la qualità sociale e ambientale
europeista

Il voto
Questo partito non c’è ancora. Si registrano allontanamenti e gravi sconfitte elettorali. Il primo congresso deve portare a una svolta radicale fondata su: valori, programmi, lavoro, alleanze, questione morale, laicità, democrazia interna e rapporto con gli elettori.
Il voto in Europa registra la sconfitta delle forze democratiche e socialiste e l’avanzata delle destre estreme, mentre in India, in Sud Africa, in America Latina, negli Stati Uniti le forze di progresso si affermano.
Il declino dell’Europa e della sinistra europea è una sola cosa. Al fallimento dell’era neoliberista non corrisponde ancora una linea riformista di fuoriuscita dalla crisi. Perciò occorre una nuova idea di società.
In Italia il voto non ha premiato propositi plebiscitari, ma la destra tiene grazie ai consensi dalla Lega connessi ad elementi di identità territoriale. Si segnala la forte tenuta del radicalismo populista, l’insignificanza dei risultati della sinistra radicale, profondamente divisa, l’aumento dell’astensionismo anche a sinistra. Il Pd, perdendo quattro milioni di voti, ha subito una pesante sconfitta ma ha retto alla “prova sopravvivenza”.

Dopo il neoliberismo
La recessione, che ha colpito tutto il mondo, è stata causata dalla crisi strutturale del sistema neoliberista e dal fallimento dell’idea dell’autoregolamentazione dei mercati. I decenni di neoliberismo hanno portato precarizzazione, insicurezza, bassi redditi da lavoro, hanno creato diseguaglianza e logoramento delle democrazie. Questa globalizzazione ha alimentato competitività selvaggia, divisioni etniche, conflitti, guerre di civiltà e di religione.
Solo la politica può far uscire da questa crisi con:
rilancio istituzioni internazionali
nuovo ruolo degli Stati
ispirazione di pace
Dalle forze progressiste europee ci si aspettano politiche simili e quelle di Obama, che sta contrastando la crisi con politiche keinesiane, difesa dell’occupazione e dell’industria innovativa ed ecologica, assistenza sociale, diritti ed eguaglianza, pace.
Anche il Pd deve decidere in modo coerente una prospettiva di società multietnica con forti valori tesi a ricostruire la coesione sociale, fondata su mercati finanziari riformati, sostegno alla domanda e all’occupazione, qualità ecologica di industria, agricoltura, fonti energetiche, servizi, rete, trasporti, che consideri le donne risorsa inestimabile, dia opportunità ai giovani, rispetti gli orientamenti sessuali, si fondi sulla libertà delle persone.

L’alternativa alle destre
Il governo, inadeguato, aggressivo, fondato su forze xenofobe premiate dai consensi
non fa nulla per il lavoro, il precariato, l’attacco ai bassi redditi, la lotta alla recessione e all’aumento della cassa integrazione e della disoccupazione, l’indebitamento e la crisi di mercato delle aziende
toglie soldi a formazione, ricerca, sanità, trasporti, infrastrutture, servizi, enti locali, forze dell’ordine
Il governo fa scelte gravi su
norme sulla sicurezza
intercettazioni telefoniche
libertà d’informazione
giovani, donne, Mezzogiorno
Il governo diffonde i veleni della paura, del razzismo, della divisione sociale, dell’odio per le diversità.Il suo capo ha colpito a morte l’etica della politica e capeggia l’antipolitica.
Nonostante gli attacchi a fasce popolari, piccola e media impresa, mondo della ricerca, cultura, informazione e istruzione, molte di queste forze non guardano al Pd.
Perciò il Pd deve dimostrare d’essere un’alternativa credibile, assumere una forte iniziativa politica e sociale, rilanciare l’opposizione, proporre un nuovo centrosinistra basato sui programmi, portatore non di una “vocazione maggioritaria” praticata come autosufficienza, ma di una nuova “vocazione unitaria”.

Un partito di tante e tanti
Ci sono stati errori d’impostazione e di direzione politica.
Troppe scelte incerte, confuse e contraddittorie su temi essenziali (laicità dello Stato, diritti della persona, centralità del lavoro, difesa dei diritti dei lavoratori, degrado della politica, crisi della democrazia) e anche su come fare l’opposizione.
C’è bisogno di una svolta e d’innovazione nel modo di essere del partito.
Non è innovazione confondere
– partecipazione con plebiscitarismo
– pluralismo con i personalismi correntizi
– costruzione con la distruzione delle necessarie forme organizzative
– apertura ai cittadini con la mortificazione degli iscritti
– funzioni degli amministratori con la direzione politica del partito
– consenso elettorale con le preferenze ai candidati
– scelta democratica dei segretari con la permanente contesa/contendibilità dei ruoli
Non è innovazione
aver sottratto forza e funzione alle sedi collettive e ai gruppi dirigenti
aver ridotto il numero dei circoli e degli iscritti
aver indebolito il rapporto col mondo dei lavori, aver esposto le primarie a logiche personalistiche e di gruppo
alimentare la divisione generazionale invece di puntare ad un rinnovamento nella solidarietà e nella qualità
E’ deleterio che nel partito si possa manifestare un contrasto e una rottura generazionale. La formazione e il rinnovamento dei gruppi dirigenti è questione vitale. Il rinnovamento significa nuove culture, nuove sensibilità, nuove politiche, maggiore rappresentanza sociale, forte legame e valorizzazione dei territori, competenze, paritaria presenza femminile e capacità di direzione politica. Solo l’intreccio tra diverse generazioni è in grado di fare rinnovamento vero. Al Pd serve un rinnovamento vero e che va fatto sul serio. Per questo servono nuove forme di legittimazione dei gruppi dirigenti e nuove modalità di selezione. La vera innovazione è
valorizzare la trasparenza delle persone, il disinteresse, la valutazione dei risultati ottenuti, la rappresentanza sociale e di genere, e non più la cooptazione o la selezione di censo elettoralistico
stabilire la temporaneità dei ruoli e non l’inamovibilità o l’accumulazione delle cariche istituzionali e politiche
fare un partito di liberi, che apprezzi le persone per la loro lealtà e non per il conformismo, per l’onestà intellettuale e non solo per le appartenenze di tipo correntizio o generazionale
Tutte le nostre forze devono essere messe nella condizione di fare politica, anche a tempo pieno, non solo gli eletti. Legare la propria passione politica alle cariche elettive crea spinte personalistiche, logiche elettoralistiche.
Noi siamo portatori di una nuova etica della politica.
L’appartenenza al partito deve aver un alto valore ideale, dev’essere condizione di libertà e di senso di se stessi; occorre far prevalere sempre il bene collettivo rispetto a quello individuale; solo da ciò deriva il confronto politico e non viceversa. Solo questa etica sarà in grado di rimotivare. Così si sconfigge l’antipolitica.

Per il cambiamento democratico
Il congresso deve
– essere vero, partecipato e vissuto come inclusivo e costruttivo
– parlare all’Italia e agli italiani del cambiamento necessario e del come realizzarlo
– affrontare i temi essenziali (lavoro, livelli salariali, qualità e forza competitiva dell’industria e dei servizi, Mezzogiorno, stato sociale, “questione morale”, rispetto e estensione dei diritti civili, laicità dello Stato, partecipazione politica, valorizzazione femminile e futuro dei giovani) cioè il moderno intreccio tra questione sociale e crisi democratica.
– dare risposte organiche alla crisi: un passo avanti nella rivoluzione democratica iniziata con la Resistenza e sancita dalla Costituzione.
Il Pd avrà futuro solo se sarà il nuovo strumento politico delle classi popolari, perciò una vera novità nella loro lunga storia in Italia e in Europa.
Perciò:
– pluralista nella rappresentanza sociale e culturale, di credenti e non, solido nei valori dell’eguaglianza, libertà, lavoro, diritti della donna, laicità della politica, responsabilità verso la natura, pace
– un partito che governi nel rispetto delle persone la società multirazziale in cui viviamo
– un partito nazionale ed europeo in grado, in Europa e nel mondo, di collaborare con le forze che si richiamano al socialismo, stimolandone il rinnovamento, e con le forze democratiche.

Le scelte da fare
Indichiamo alcune questioni su cui lavoreremo per avanzare proposte da sottoporre al congresso stesso
– la questione morale
– il valore del lavoro
– la sostenibilità sociale e ambientale dello sviluppo
– il nuovo ruolo dello Stato dopo il fallimento del neoliberismo
– l’estensione e qualità dello Stato sociale
– la laicità della politica e difesa del pluralismo etico
– la parità tra i sessi e diritti degli omosessuali
– il consolidamento sociale dell’Unione Europea che oggi versa in gravi difficoltà
– il ruolo di pace e di dialogo dell’Italia e dell’Europa
– la riforma dello statuto del partito per definire i caratteri della partecipazione, del pluralismo, del radicamento e dell’organizzazione, la centralità degli iscritti, dei gruppi dirigenti, della struttura federale.

Roma, 2 settembre 2009

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