Tra reality e fiction.

Ieri pomeriggio, in un rapido passaggio in un forum che frequento volentieri, mi sono accorto che qualcuno aveva invitato altri membri della comunità ad affacciarsi in tarda serata nel nostro spazio. Il fatto mi è piaciuto, quindi mi sono ripromesso di accendere il mio vecchio pc circa l’ora convenuta, così sono uscito affrettando il passo per rientrare a casa per tempo. Così ho fatto, ma ho richiuso alle mie spalle la porta con un po’ di ritardo; la cena e la curiosità di seguire buona parte del programma televisivo che voleva testimoniare e documentare la consegna delle prime nuove novantatré case ad una parte delle sfortunate famiglie di Onna dopo gli effetti drammatici del terremoto dello scorso aprile. Sono riuscito a seguire vari filmati di questa cerimonia e non ho difficoltà ad affermare che inconsapevolmente ho tirato un sospiro di sollievo per quegli sfortunati connazionali. . . . un momento commovente: un vero passo avanti nella soluzione di una tragedia che ha prostrato in pochi minuti migliaia persone. Comunque la mia soddisfazione è stata offuscata da uno spettacolo inquinato da una vena di eccessiva arroganza e nello studio, ove era realizzato in diretta questo programma, qualcuno ha ceduto alla tracotanza ed alla più antipatica autoreferenzialità. Peccato, doveva essere un momento toccante da vivere con equilibrio e con la speranza di vedere quanto prima risolti la maggior parte dei disagi di quella popolazione. Comunque è da riconoscere la lodevole capacità di essere riusciti a realizzare ed a consegnare in così poco tempo un numero così alto di abitazioni, complete di mobilio ed accessori vari, come quello di aver realizzato e reso già utilizzabile l’asilo per i bambini del luogo, secondo il progetto trovato in un file del pc della povera ragazza rimasta uccisa sotto le macerie della casa dello studente. Quindi, per me, bisogna riconoscere la bravura di tutte quelle persone, che con il loro lavoro, sono riuscite a realizzare quanto in così breve tempo. Quello che invece mi ha fatto scadere lo spettacolo è stata l’arroganza con la quale si è cercato di giustificare la temporanea soppressione di altri programmi di informazione per lasciare spazio solo a questo programma ed oltre a ciò quando si sono affrontate le numerose querelle che hanno avvelenato la politica in questi ultimi mesi, che tanto hanno confuso – meravigliato e diviso l’opinione pubblica. Fuori luogo e pretestuosi i motivi addotti a difesa del conflitto di interessi (definita un’accusa infondata e comica), altrettanto temeraria l’affermare che esiste a tutto campo la libertà di informazione quando a parere mio qualcosa è cambiato nei tg tanto è vero che molte notizie sono proposte a ripetizione per molti successivi appuntamenti degli stessi notiziari, mentre sembrano essere diminuite le comunicazioni di ben altre notizie, insomma si ha la sensazione di una informazione controllata. . . . . .quindi è stato dichiarato che è inutile manifestare per la libertà di stampa perché contrario alla realtà e visto che “nella tv e nella stampa ci sono troppi farabutti”. Inaudito ascoltare tali affermazioni da chi dovrebbe essere l’esempio della prudenza e della misura di espressione! Addirittura è stato dato dell’evasore fiscale a un direttore di un giornale. . . . non so se è vero, ma se ciò corrispondesse alla realtà di quanto affermato mi auguro che chi ha la responsabilità di perseguire questo reato faccia presto chiarezza su questa circostanza. E per finire c’è stato il caso di una feroce critica verso le future supposte strategie elettorali di un partito di centro al quale si è addebitato in diretta un singolare e utilitaristico criterio fare alleanze politiche al punto tale da obbligare il leader del partito in parola a telefonare durante la trasmissione per rivendicare le proprie ragioni e la propria libertà di azione, secondo il mandato dei propri elettori. Per non farla troppo lunga evito di commentare l’autodefinirsi il migliore governante che l’Italia abbia avuto da centocinquantanni ad oggi da parte del più noto politico presente in quello studio televisivo . . . . ciò mi è sembrato un po’ troppo arrogante. . . . in genere è la storia, con un’analisi ampia dei fatti che hanno caratterizzato un’epoca, ad attribuire una valutazione ai vari personaggi in evidenza del periodo considerato.
Per terminare si è accennato alla grave ultima crisi finanziaria esplosa dagli Usa che ha invaso quindi tutto il resto del mondo, qui secondo me è stato un grave errore quello di far fallire la Lehman Brothers, perché questa circostanza ha dato inizio ad una irrefrenabile valanga che ha messo in crisi tutte le altre banche e quanto seguiva. . . . quindi giusta l’azione di aver riparato i nostri istituti di credito da un possibile crac finanziario, il problema, credo, è di capire se da noi sono presenti i famosi titoli tossici, in che misura e chi li detiene e se si sono improntate azioni per tentare almeno un recupero parziale delle somme impegnate. Poi c’è il grande problema della disoccupazione, causata appunto da questa sconsiderata crisi, per rendere possibile il maggior numero di rientri nel ciclo produttivo, per sostenere al mancato reddito chi non riesce a rientrare a lavorare ed a valutare cosa potrà causare la disoccupazione residua. Comunque mi sarei aspettato una trasmissione diversa, più incentrata sulla gente, sugli abruzzesi che vedevano iniziata la realizzazione delle loro necessità per riprendere per quanto possibile una vita normale come quella condotta ante-terremoto, il resto m’è parso un voluto e mal fatto spot a favore di qualcuno che sentiva la necessità d’essere considerato l’essere della provvidenza, il migliore fra tutti.
Magari fosse possibile essere governati da persone veramente della provvidenza, così avrei la speranza che il Principale, quello vero, soddisfi le mie modeste umane necessità per vivere una vita migliore.

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