Umanità, Coscienza, Ragione, gli Altri, i Trasformisti, i Furbacchioni, i semplici Bugiardi e tanta voglia che la vita diventi migliore e che si viva in pace.

La bella stagione ci sta lasciando, ormai, come avviene già da tempo, dopo l’ultima sagra locale di fine agosto, il tempo cambia repentinamente ed iniziano le prime pioggerelle che spesso si trasformano in veri e propri acquazzoni se non in forti temporali, tutto questo mentre la temperatura si abbassa velocemente tanto da dover scrutare la riserva di legna accanto al camino. In questo particolare periodo, spesso di primo mattino scende dal cielo una pioggerella con gocce d’acqua molto piccole, così piccole che sembrano evaporare prima di toccare terra arricchendo così il paesaggio con un bel leggero effetto nebbia. Quando accade quest’ultima condizione meteorologica, mi piace uscire da casa prima del solito ed avviarmi verso il bosco per gironzolare fra i castagni, larici, faggi ed alti cespugli di piante che non conosco. Con un po’ di fortuna si possono ammirare piccoli bambi che brucano velocemente, mentre le loro orecchie, dritte, scrutano, con brevi rotazioni, ogni direzione per non farsi sorprendere da altri animali come cani o cinghiali. In genere non mi addentro oltre i cinque/seicento metri e per evitare di perdermi rimango sempre sui sentieri contrassegnati per le visite guidate. Di tanto in tanto mi fermo, mi siedo su qualche grossa pietra o su qualche albero caduto, così inizio ad ammirare la natura circostante. . . . l’unica cosa che non faccio è accendermi una sigaretta, perché qui nel bosco è severamente vietato fumare ed io rispetto sempre questa norma. Nei boschi è sempre elevato il rischio di incendio, quindi perché rischiare e contravvenire ad una norma che tutela una così bella risorsa ambientale dove potersi dedicare a lunghe passeggiate per liberare la mente da ogni stress, da ogni rabbia e da quel senso di ansia, che spesso ci assale nell’immersione nella crudele, difficile e graffiante realtà del quotidiano. Certo non tutti viviamo situazioni difficili, ma certo quando osservo quell’insospettabile numero di persone, che lentamente incede verso l’ufficio del comune, preposto ad accogliere le richieste di sussidio a sostegno di un insufficiente se non nullo reddito, vedendolo poi uscire, con passo più celere, con in mano il modulo di richiesta debitamente compilato e protocollato e tenuto ben stretto fra le dita di una mano per non farselo sfuggire, come se avesse ghermito un prezioso bottino di guerra. . . di guerra si, ma della disperazione di riuscire a pagare l’affitto, le bollette, in conto del supermercato per imbastire un minimo di pranzo-cena e colazione. Queste situazioni non si notano, ma esistono e sono più numerose di quanto si può immaginare, come esiste il secondo lavoro a nero praticato da tanti capo famiglia per rendere più congruo il proprio salario od il proprio assegno derivante dalla cassa integrazione guadagni, dopo essere stati espulsi dal lavoro per il crollo delle commesse dell’azienda nella quale si lavorava. Non bisogna essere acuti osservatori per accorgersi dell’esistenza di questo tormento sociale, di questo invisibile inferno che contrasta con la fortunata condizione di molte altre persone, che sembrano appartenere ad una comunità destinata ad essere sempre indenne e quindi mai coinvolta dagli effetti dirompenti di una improvvisa povertà. Aspetti di questa amara contraddizione sociale sono facilmente osservabili anche in televisione durante i vari e continui servizi speciali che ospitano la solita varia rappresentanza di ben note persone che si affacciano sul teleschermo, preziosamente agghindati, ben nutriti, quasi truccati e imbellettati, ostentanti preziosi accessori da migliaia di euro e dotati di redditi annuali pari al migliore jackpot del superenalotto e con inimmaginabili privilegi, che iniziano ad almanaccare argomenti di improbabile interesse generale ed evocando non quanto sentiti principi di giustizia e solidarietà, esprimendosi di sovente con modi particolarmente aggressivi verso l’interlocutore del momento di avversa fazione. A sentire questi santoni sembra che tutti hanno ragione e che chissà quale azione di giustizia sia in atto per razionalizzare, con giusta riparametrazione, le risorse del nostro Paese al fine di migliorare le condizioni economiche di noi poveri cittadini. Tutto fumo e niente arrosto ed i lavoratori sono sempre più fiaccati con la soppressione di molti loro diritti, mentre gli effetti della crisi finanziaria continuano a divorare posti di lavoro infoltendo sempre più il popolo dei disoccupati. . . . . . Intanto, malgrado questa difficile situazione che richiede la presenza di tutti i responsabili del bene comune, un bravo arcivescovo organizza anche questa fine estate un onorevole pellegrinaggio per soli politici, che accompagnati dalle loro famiglie ed a spese proprie – scontate? – in luoghi di rilevanza religiosa con incontri con la comunità cristiana del luogo in modo tale da affrontare una seria comune riflessione sul bene comune e su cosa è il potere testimoniale di una assunta forte evangelizzazione con una coerente catechesi. Quest’anno l’onorevole pellegrinaggio si è svolto in Siria, ma ancora non si conoscono quali miglioramenti si sono verificati negli animi dei religiosi viaggiatori, mentre a tutt’ora sembra che la politica non cessi il suo continuo allontanarsi dalla realtà. Noi semplici persone, nella sentita intima necessità, andiamo invece a fare esercizi spirituali e a raccomandarci per un futuro meno difficile nella parrocchia vicino casa, magari accendendo anche una candela votiva.
Lontana ogni volontà di offendere, però come fa un ignavo cittadino a conciliare quella lunga sequela di scandali e di diffusi e frequenti comportamenti non certo in perfetta coerenza con le indicazioni del galateo, che hanno riempito le cronache di tutti i media di questi anni, se non quello di supporre di essere coordinato da un certo numero di persone con vocazione quasi biologica alla doppiezza, con vizi ideologici, con inganni culturali ed eventuali trasformismi.
Bisogna augurarsi che emerga nel nostro bel Paese un maggiore senso etico, una maggiore necessità di solidarietà sociale ed una diffusa capacità di riflettere sulla realtà che ci riguarda e ci accomuna.
Intanto mentre mi scorrono nella mente queste riflessioni, mi viene incontro un addetto alla vigilanza del parco che conosco e contemporaneamente al reciproco saluto mi comunica che poc’anzi sono deceduti sei militari italiani, vittime di un attacco terrorista suicida a Kabul in Afghanistan. Non so perché ma questa inaspettata notizia mi fa sussultare nell’anima e mi riporta alla triste realtà che si vive su questa Terra. . . . .non è possibile vivere in pace, per un motivo o per un’altro si accende una nuova guerra e quando c’è combattimento ci sono sempre vittime. . . . . sarebbe ora che entri nella testa di qualcuno, che ogni divergenza deve essere risolta politicamente con l’antagonista e deve essere ben compreso che questo criterio nulla toglie agli ideali, al rispetto, alle ragioni e alla fierezza dei contendenti. Così mogio mogio con tanti nuovi pensieri mi sono incamminato per rientrare a casa.
Sono ancora troppi i Super Io in giro per il Mondo…….che c’è di buono? Niente. . . .almeno adesso non piove e c’è un po’ di sole.

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