Lo Skipper della Fantasia.

Da quando mi sono trasferito nessuno di noi amici si è mai dimenticato di una cara persona, che un po’ tutti noi abbiamo nel cuore per la sua serietà e per la sua lealtà. Questo lo abbiamo sempre considerato un prezioso amico, senz’altro una bella persona come si dice di solito. C’è stato un momento in cui noi tutti credevamo di perderlo a causa di un improvviso malessere, domato nel tempo dalla sua vitalità, dalla costanza delle cure e forse anche dal nostro continuo incitamento in “dai che ce la fai!” che lo ha certamente protetto da un pericoloso scoramento che si era insinuato nel suo animo e che lui si sforzava di non rendere visibile. Ebbene ieri, domenica, è venuto a trovarmi, gli ho fatto compagnia, abbiamo parlato di molte cose, abbiamo inevitabilmente ricordato molti periodi scorsi fra soddisfazione e difficoltà. Anche lui, come me, è un blogger ed i suoi post sulla navigazione a vela sono molto interessanti, al punto da crederlo un esperto skipper oceanico, ma nella realtà la sua esperienza si è formata e consolidata su molti atlanti geografici, con la lettura di non so quanti libri in tema di navigazione e con la visione di tanti documentari sulle traversate oceaniche effettuate da esperti naviganti della nostra epoca.
Prima di salutarci mi ha raccontato una sua giornata tipo davanti al suo computer, che io desidero condividere con voi per farvi immaginare che tipo è:

Anche oggi mi trovo davanti al pc occupato a scrivere su qualche fatto che ha fatto reagire la mia riflessione, sicuramente nulla di importante e naturalmente in assenza di qualsiasi presunzione di voler comunicare qualcosa di rilievo a chi per caso capita nel blog, ma dato che ho solo questa vita, che tra l’altro mi ha pure stancato, desidero impiegare parte che mi resta scrivendo/fissando in questo spazio le mie considerazioni su fatti, pensieri ed episodi che hanno impegnato la mia attenzione. Sto riempendo questo spazio non per redigere un diario, ma forse perché inconsapevolmente desidero possedere una rubrica con i fatti che desidero ricordare di tanto in tanto con la loro semplice rilettura, un modo come un altro per dotarsi di un’altra memoria oltre quella che naturalmente custodiamo nella testa, una luogo nuovo per riporre frammenti di vita. . . .come una cantina, simile a quelle che stanno di solito nel sottoscala dei palazzi e vi si accede attraverso una sgangherata porta di legno oltre la quale c’è un lungo corridoio dove si aprono tante porticine per tutta la sua lunghezza appena illuminata da qualche lampada nuda appesa al soffitto con un breve spezzone di filo elettrico.
Un piccolo cimitero di vecchie cose dimenticate. Qui, per accedere a qualcosa di non recente, non si deve armeggiare con una vecchia chiave nella serratura, ma basta spingere qualche tasto per resuscitare qualche vecchio file. Alla fin fine però ci si rende conto che c’è ben poco da archiviare per ricordare, episodi di vita familiare? Per carità di dio, per quanto mi riguarda ce né sono troppi che desidero cancellare come se non fossero mai avvenuti, eventi della nostra politica? Macché, ormai questa ha smarrito quei personaggi che con passione e verità discutevano sul come migliorare le sorti del loro paese dagli scranni del parlamento. Ora la politica fa parte del gossip quotidiano, non c’è giorno che dalle ugole surriscaldate da inutili fiumi di parole che vanno a rompere gli argini del buon senso e della buona creanza per straripare fra la gente che cerca vanamente di capirne il senso. . . sembra solo una rumorosa battaglia combattuta per difendere i numerosi stratosferici privilegi di stato e di condizione, quello che avanza forse sarà impiegato per noi, semplici essere umani che talvolta vivono la politica come il tifo sportivo, come la fede per la propria squadra del cuore, accontentandosi di quella scarsa vera informazione che forse gira solo nel web, mentre di contro si è tutti assaliti da un’immensa produzione di notizie di parte e naturalmente discordanti. Forse è necessario ritarare tutto per quindi dare spazio e credibilità a tutte quelle persone, qualunque sia la loro appartenenza politica, che assennatamente propongono le loro idee a vantaggio di tutti e che pongono alla base del loro progetto politico la nostra Costituzione Repubblicana.
Purtroppo non sono mai stato un gira mondo, non ho mai avuto né l’occasione e né la possibilità, ma sono stanco di vivere in questa affollata e confusa società dove già molti si sono abituati a vivere ed a ragionare quasi sempre all’ombra della malafede, senza più considerare che esistono altri valori che possono regolare le nostre azioni da esseri umani, così mi piace immaginare di poter terminare la mia vita su di un’isola tropicale in perfetta sintonia con i ritmi più umani della popolazione autoctona, in un piccolo bungalow poco distante dal mare, così limpido da riuscire a vedersi i piedi ed i numerosi pesci anche nella zona dove il fondale inizia ad essere un po’ profondo.
Si mi piacerebbe condividere le giornate in una comunità dove ogni suo membro si sente impegnato naturalmente verso gli altri, con una reciproca continuità e stabilità. Questo sarebbe il mio mondo ideale. . . ma non sarà così per forza di cose, dovrò accontentarmi di viaggiare a bordo della mia fantasia lasciando riposare il mio corpo, sin quando esaurito il mio tempo mi faccio collocare direttamente sottoterra, ignorando inutili usi e tradizioni.

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