Nella storia che verrà scritta, non solo i santi lasceranno una traccia.

Ovvero come si riesce a scassare la ormai nostra residua fiducia verso alcuni personaggi ancora presenti nell’infiammato arcipelago della politica. Ormai si è quasi certi che molte persone note passeranno alla storia per la loro eccessiva disinvoltura con la quale affrontano la vita reclamando per loro e per il proprio entourage umano una zona franca, nella quale non sono accettati biasimi di alcun genere. Ormai l’etica è divenuto un concetto molto elastico e personalizzabile, nel senso che a nessuno di noi verrebbe in testa di inneggiare e lodare chi, come niente fosse, tenta di usare delle ragazze, come prezzolato passepartout, per accreditarsi con noti prestigiosi personaggi – nella veste di utilizzatori finali di umane concessioni -, per magari poi poter chiedere all’occorrenza delle particolari cortesie mirate a migliorare i propri affari. Ecco se questa ipotetico episodio riguardasse un comune cittadino, questo verrebbe inesorabilmente sottoposto ad una severa diffusa critica, invece se un noto personaggio incappa in un simile episodio, come possibile utilizzatore finale di favori femminili, viene subito alzato l’invalicabile muro della privacy, mentre qualche suo accolito si affretta a minimizzare le dimensioni dell’accaduto, sfuggito dalla maglia della almeno dovuta riservatezza della propria vita privata, sino a colpevolizzare gravemente alcuni media per la conseguente pubblica diffusione di queste notizie. La storia e la cronaca sono piene di piccanti storie fra potenti e permissive signorine, quindi nulla di nuovo sotto il cielo, ma certo è deprimente constatare che alcune coscienze rimangono ancora prive di quella voce che fa ben capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, così senza fine continua l’azione di una mala politica ad imbastire quella diabolica filiera di non certo corretti comportamenti per aggiudicarsi dei vantaggi economici e di stato, come quelli che stanno impegnando il lavoro di alcune Procure.
Non so se questi non edificanti episodi siano la conseguenza di casuali incidenti di percorso o se invece sono frutto della perniciosità che ha invaso la società con il deviante messaggio, che governa i sogni di molti, di riuscire a diventare “qualcuno” e di perseguire la “ricchezza” a tutti i costi. . . . chi conta oggi è ricco e quindi noto e questa condizione permette di risolvere quasi ogni problema.
In tutte queste vicende sono portato ad escludere eventuali stati di sopravvenuta ingenuità in personaggi che hanno dimostrato nel tempo di essere degli incalliti furboni, ma posso dar credito all’azione offuscatrice di un attacco di esagerata arroganza e sicurezza nella propria abilità camaleontica, che può aver distolto l’attenzione dal pericolo di un imprevisto inciampo.
Come credo che le ragazze, che si prestano a pagamento a questa particolare collaborazione, non sono delle persone sprovvedute, anzi hanno ben capito come possono funzionare alcune relazioni al punto di adoperarsi in una scorciatoia per reclamare un congruo guadagno facile; però a volte bisogna ricordarsi che ogni medaglia ha due facce e questa considerazione potrebbe farci ragionare sul perché queste donne sono portate a comportarsi da “escort”. Magari hanno alle spalle delle inimmaginabili situazioni che sono state causa di forte sofferenza e di impellenti necessità, che, nell’impellenza della condizione, sono riuscite così a tamponare. . . . non lo so, ma quanto vorremmo tutti che si creassero delle diffuse condizioni tali da far almeno cessare un pericoloso stato di necessità, che può strozzare e ridurre il campo delle possibili soluzioni per ritarare la difficile esistenza.
Comunque, sono convinto che i media, della televisione e della carta stampata, hanno senz’altro l’obbligo di scrivere ogni notizia che riguarda la nostra comunità, certo in buona fede e nel diritto-dovere di cronaca e per terminare mi auguro fortemente che tutti noi ci rendessimo conto di quanto il bene di un singolo dipenda dal benessere generale al punto da dover allargare, anche con la nostra presenza, il numero delle persone dedite alla ricerca ed alla condivisione del bene sociale, nella speranza che cessino le iniziative della cattiva politica con i suoi effetti negativi e degradanti.

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