Hanno rotto il vaso e nessuno è capace di rimettere insieme i cocci.

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Sembra assurdo ma stiamo vivendo una situazione così confusa e contorta, che nessuno sembra più essere in grado di mettere a posto, di ritrovare quel bandolo della matassa
nel buon senso della politica tale da consentire un necessario reset per placare una volta per tutte il pericoloso nervosismo e litigiosità della compagine politica, in modo da riallineare i passi verso una maggiore tolleranza, comprensione e collaborazione necessaria per risolvere i tanti e gravi problemi che ci affliggono.
Stiamo assistendo ad una scomposta fibrillazione politica sull’ormai famoso Lodo Alfano, al punto da investire la Corte Costituzionale per verificarne la compatibilità costituzionale. Una legge nata male e mal proposta sin dall’origine al punto da farla immaginare come prodotto del Parlamento solo a copertura di un’alta carica dello stato impegnata a fronteggiare un gran numero di processi, molti dei quali iniziati prima della sua elezione. Senza entrare nel merito e senza tentare giudizi sui processi che dovrebbero impegnare l’indicata alta carica dello stato, bisogna ammettere che il comportamento arrogante, potente, egocentrico più volte ostentato, intervallato da atteggiamenti pressoché populisti e servito da una maggioranza parlamentare che sembra limitare la propria dialettica con il taci e vota secondo le sue istruzioni, ha inesorabilmente irritato la debole opposizione parlamentare al punto da avvelenare ulteriormente il clima politico accendendo una vasta tifoseria contrapposta, così reciprocamente ostile da far temere una pericolosa spaccatura del paese. Tanto è vera ed accesa questa contrapposizione, che un ministro è arrivato al punto di minacciare una enorme manifestazione di piazza a difesa del tanto discusso Lodo, che sfidi con determinazione le posizioni no-lodo. Alla faccia della saggezza, qui si rasenta un’intimidazione bella e buona.
Con questi atteggiamenti la classe politica sembra essere un’insieme di personaggi fuori dalla realtà, ognuno lancia scomuniche verso l’avversario e non si accorge che se siamo arrivati a questo punto è colpa di tutti loro, che in tempi passati non sono stati capaci da eliminare tutti i conflitti di interesse ed inoltre non sono stati all’altezza di dare la giusta importanza a dei valori che avrebbero dovuto possedere chi si accingeva ad avere accesso alle cariche dello stato. Oggi è diventato difficile ricomporre e placare il combattimento politico, mentre il popolo continua a rimanere in ginocchio nei meandri della crisi, della galoppante disoccupazione, del potere delle banche e di quant’altro di negativo limita legalità e rispetto della Costituzione. E’ bene considerare solo chi dimostra di avere a cuore il bene del nostro Paese e dei suoi cittadini e chi riesce a dare esempio di sobrietà, di equilibrio e di riuscire ad ascoltare tutte quelle persone che stanno soffrendo drammaticamente gli effetti della crisi economica. Basta fare un rapido giro d’orizzonte per rendersi conto delle grandi amarezze della popolazione e di conseguenza il Lodo Alfano sembra essere il male minore, considerando che si tratta di un rinvio dei processi, bloccando di fatto i termini di prescrizione e quant’altro può favorire l’imputato.
Speriamo che si giunga ad una giusta, chiara ed inequivocabile sentenza della Corte Costituzionale in modo che la politica riprenda ad occuparsi dei nostri problemi, risparmiandoci altre risse.

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