Cerchiamo il Pil della felicità.

Ottobre/2009
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Cenni di una effimera ripresa, spinta dall’enorme iniezione di capitali pubblici nell’economia mondiale, alimentano la illusoria speranza che tutto possa ritornare come era prima.
Ma i nodi della crisi, economica, ma anche politica e sociale, restano irrisolti. Manca un nuovo motore dell’economia dopo la crisi dell’egemonia statunitense, servono nuove regole di governanza internazionale, occorre avviare un nuovo ciclo di sviluppo duraturo, ambientalmente e socialmente sostenibile. Occorre passare dal valore per gli azionisti al benessere sociale, dal Pil alla felicità. Ampliamento dei diritti universali, della democrazia, dell’eguaglianza, della sicurezza sociale e previdenziale, dell’equità fiscale, del diritto e tutela del lavoro per tutti, come fondamento di una rinnovata coesione sociale.
Dobbiamo proporre un nuovo modello di società, superando l’egoismo neoliberista, ricostruendo il legame sociale, il senso di appartenenza ad una comunità solidale, fondata sul lavoro e sul dialogo fra generazioni ed accogliente verso gli immigrati, per dare imagesCAETZQJ9senso e speranza al futuro.

By: Giancarlo Saccoman

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