Zizzànie Pericolose.

imagesCA1KKCBZOggi mi sono veramente preoccupato nel sentire in un telegiornale flash pomeridiano, che ad un quotidiano é stata recapitata una lettera minatoria contro tre alte cariche dello stato.
Immediatamente mi è riaffiorato nella mente il ricordo nei nostro passato degli anni di piombo, periodo in cui una estrema insofferenza animò malauguratamente circoscritti gruppi di facinorosi in una cieca e crudele violenza di terrorismo politico che causò tante vittime e un momentaneo sbandamento nella nostra comunità attonita di fronte a così gravi e cruenti episodi. All’epoca di questi terribili fatti lo Stato, le parti sociali e la nostra comunità nazionale democratica riuscì a fermare quella drammatica deriva terrorista riaffermando i valori democratici del nostro dna popolare, che con la sua grande passione civile ripristinò il dialogo politico positivo e la legalità.
Oggi a causa di chi non sa fare politica e che forse non né comprende la vera importanza ha trascurato di curare il necessario processo di unità fra le persone di una stessa comunità ed inoltre con il suo personale “far politica” ha limitato il lavoro parlamentare, che, in questo momento di grave crisi, dovrebbe essere la guida politica autorevole e credibile in grado di comprendere e rappresentare la volontà di pace e di rilanciare lo sviluppo per restituire fiducia e coesione sociale per affrontare forti le difficoltà che abbiamo di fronte.
Sarà l’augurata nuova capacità delle forze politiche democratiche di riuscire finalmente a porre al centro della dialettica politica la grande responsabilità civile delle istituzioni nazionale e, naturalmente, dei suoi addetti, a tutti i livelli, ricusando con determinazione ogni negativo progetto alternativo al governo parlamentare con pulsioni individualistiche e populiste così estremizzate da generare un’esagerata ed inopportuna litigiosità politica sul nostro palcoscenico nazionale, che ha già causato troppa insofferenza, sfiducia e tante divisioni. E’ necessario attenuare e correggere con il buon senso quel troppo ostentato liberismo nostrano che non fa altro che disgregare la nostra comunità nazionale nel proprio senso di appartenenza e questo è un fatto particolarmente pericoloso perché abbassa il senso delle pari opportunità nei diritti, così ben indicati nella nostra Carta Costituzionale, creando l’impressione che esistono cittadini di serie A e di serie B, con l’amaro avvelenato conseguente conflitto sociale.
Quindi basta di procedere come se fossimo in una sorta di tribù indiane, basta con gossip politico, basta con le esasperanti liti fra politici. . . basta con la cultura dell’offesa come corpo contundente da scagliare contro l’avversario. . . La politica deve tornare in Parlamento, luogo ove cercare soluzioni che offrano di nuovo una possibile prospettiva di pacificazione nazionale, di vera democrazia, di giustizia, di libertà e di speranza per il nostro bel Paese.
Ho timore del cattivo modo di fare politica.

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