Finché mi sarà possibile veglierò su di te.

imagesCAUGYYW1Oggi riprendo il viaggio per raggiungerti nella tua nuova dimora, un piccolo e semplice avello in marmo bianco. A te devo devozione, rispetto, amore e gratitudine per tutto quello che mi hai dato con tanta costanza e fiducia per rimettermi in pace con il mondo per un’infinità di episodi precedenti al nostro incontro. Così oggi mi sono rimesso in macchina e dopo un’inaspettata ed incredibile fila sono finalmente arrivato davanti alla tua fotografia. Commozione e rabbia, forse furia, mi hanno fatto cedere e qualche lacrima ha superato il bordo degli occhi. . . ma mi sono subito ripreso ed i pensieri sono andati lontano. Ho passato pochi minuti fuori controllo e insieme alla mia confusione si stava facendo spazio una sempre più progressiva rabbia, la solita, sempre la stessa che non riesco a scaricare pienamente e lascia sempre aperta la ferita per aver subito la più grave e crudele cattiveria che si possa subire. Questo drammatico episodio mi ha cambiato molto e forse sono diventato una persona un po’ difficile e, per quanto non appare, anche di scarsa flessibilità. Cosi mi sono creato un mondo tutto mio, ove nessuno ha mai avuto accesso e quelle persone che hanno creduto di essere riuscite ad aver oltrepassato quella soglia lo hanno pensato per la sola mia naturale empatia. L’unica chiave d’ingresso era ed è rappresentata dal sincero affetto, ma spesso questo sentimento ostentato cela solo opportunismo e superficialità. Questo è il mio limite e né sono consapevole e la mia età e le tante vissute peripezie non mi aiutano a modificarmi, forse incomincio a dare i numeri per delle precoci conseguenze di una galoppante senilità. Comunque sono consapevole di aver perso gradualmente nel tempo molta parte dei miei interessi, sono scarsamente motivato e mi salvo psicologicamente perché riesco a stare bene con me stesso ed anche perché non è sfumata quella parte combattiva del mio carattere. Il tempo ed i dispiaceri mi hanno allungato i canini a tal punto da essere più coriaceo e intimamente meno fragile. Gli anni e l’esperienza mi hanno reso quasi refrattario alle delusioni verso alcune mancate e tradite aspettative, che un tempo immaginavo come fatti certi, indiscutibili . Oggi debbo ammettere che l’unico fatto certo è la grande sofferenza che mi consuma dopo aver amato e poi perso la mia cara Lilli. Non riesco più a considerare la felicità come una meta, come effetto del viaggio umano o come premio futuro per un’esistenza virtuosa, onesta, trasparente e giustamente motivata. Come trovo difficile credere in un Qualcuno che parla di amore, di pace e di giustizia e poi interrompe la vita a chi forse si sarebbe salvata qualche anno dopo grazie al progresso di indagine medica e chirurgico. . . . siamo abbandonati come gli animali al loro destino ed al caso, quindi temo sia inutile aspettare di lasciare questa vita nella speranza di rinascere per poi rincontrarsi. Non sono ateo, ma i fatti e la ragion pratica mi portano a questa conclusione. . . chi possiede la fede è senz’altro fortunato. Davanti alla tua tomba, Lilli, mi ha assordato il profondo silenzio che incombeva, solo le piccole rose rosa selvagge ( come nel tuo bouquet in quel lontano 15 ottobre del 1969 ) che avevo posto sotto la tua fotografia creavano un subbuglio cromatico, un rumore colorato. Devo abituarmi a smettere di attendere la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno per tentare di cogliere qualche buon periodo a cui almeno attribuire una pur minima misura di felicità, di sincera emozione affettiva che solo alcune rarissime persone sanno donare e queste non ci sono più, me ne devo fare una ragione. Oggi mi sento orgoglioso di essermi sempre preoccupato per te, di essermi preso cura di te, di aver condiviso tanti momenti belli
e quelli un po’ difficili, ci siamo amati e mai ci siamo chiesti o preteso qualcosa di speciale se non la nostra persona all’altra o all’altro. Ci siamo costruiti quel breve tratto di vita tutto da soli, ogni sacrificio era un passo avanti, un sorriso. . . ci siamo voluti bene molto profondamente ed abbiamo avuto la fortuna di ben comprendere il senso della vita.
Bhe, ciao Lilli, speriamo che esista davvero un’altra vita oltre questa terrena. . . mi sono preparato per il nostro nuovo incontro. . . . qui nulla è più in sintonia con me.

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