Voglia di Normalità.

Ogni mattino, quando mi alzo di buon’ora, il mio primo sguardo supera i vetri della finestra per scorgere quale tipo di tempo dovrò affrontare nel proseguo del nuovo giorno. Così scruto a lungo il cielo mentre l’anima sveglia la memoria e comincia a prepararmi per affrontare il mio piccolo mondo, le persone che ho amato e che amo e, come al solito – ma a modo mio, comprendo anche alcune persone con le quali non ho più rapporti. Un fatto è amare altra cosa è giustificare un atto di violenza emotiva dettata dall’egoismo, dalla non ragionevolezza, dall’insensibilità e dalla non considerazione di comodo del passato vissuto. Questa riflessione, che mi ricorre frequentemente, non rappresenta una contraddizione emotiva, ma è la conseguente elaborazione di torti subiti, così ho smesso una volta per tutte di non credere più alle favole ed affronto il nuovo giorno come se dovessi essere coinvolto in una lotta continua per evitare nuove spiacevoli quante inattese situazioni. Sino ad oggi non sono mai stato un portatore di un super ego, anzi mi sono subordinato alle necessità ed alla comprensione degli altri, pur mantenendo intatta la mia individualità, ma patendo talvolta il cono d’ombra dell’incertezza e della mia personale generosità, a mio discapito e spesso mai riconosciuta, comunque poco male e forse ha ragione un mio conoscente, che in un’altra occasione, ha espresso la convinzione che alcune persone, oltre alla loro cattiveria naturale, riescono anche a fare del male per fragilità, disattenzione, pressappochismo, e magari credono pure di avere ragione. Sono solo persone arroganti, che cedono all’egoismo ed alla loro arrogante orgogliosa immodestia, quando di fatto sono limitati per la loro scarsa obiettività ed esperienza.
Così quella mattina risuonò una voce dentro di me, come se qualcuno mi si era invisibilmente avvicinato riempendomi la mente di pensieri, di parole che da giorni cercavo di evitare, tentando di crearmi un vuoto mentale, un’assenza di pensieri, ma più mi sforzavo a non pensare e più imperiosamente mi si conficcavano nella mente queste considerazioni. Un’esperienza veramente particolare, forse una temporanea anomalia dell’anima, che prepotentemente ha voluto far riaffiorare e riaccendere tanti pensieri colmi di rabbia e delusione, che pensavo di essere riuscito a riporre in fondo alla mia memoria. Così, come un esercito di folletti, mi roteavano intorno pensieri, parole, idee ed emozioni dimostrandomi quanto sono ingannevoli le illusioni e quanto sono amare le delusioni che, a volte, seguono polverizzando quegli ideali, nei quali mi ero abbandonato a credere. Devo senz’altro emancipare la consapevolezza che nella vita, nel nostro sistema e quindi nel gruppo sociale a cui si appartiene non esiste niente di assoluto, così almeno potrò essere refrattario ad altri alieni comportamenti.
Certo che se allungo lo sguardo oltre il mio piccolo personale mondo, non si scorgono situazioni confortanti, infatti a qualsiasi osservatore disincantato appare una situazione politica confusa, nervosa al punto tale da poter essere potenziale causa di feroci scontri, che addirittura poterebbero debordare nella nostra comunità, causando delle gravi conseguenze sociali fra i sostenitori delle fazioni di un popolo politico sempre più divaricato e polarizzato secondo il nostro innaturale bipolarismo parlamentare, che sembra frequentato da divi della politica anziché da statisti. Una stagione generale veramente anomala guastata anche da inconsulti atti di violenza, scritta, parlata e purtroppo anche materialmente realizzata.
Così oggi si dibatte in ogni luogo per tentare di abbassare i toni della contesa politica, ma questa situazione non la si risolve solo con le buone maniere ed il bon-ton suggerito dal galateo, ma ridando vita ed energia al nostro Parlamento per ridisegnare la giusta direzione da intraprendere per migliorare la condizione di vita dei cittadini. Nella dialettica politica bisogna che le parti imparino ad assumere un atteggiamento aperto e costruttivo traendo dalle differenze quella necessaria spinta evolutiva, che sappia intercettare e comprendere le necessità della comunità per quindi realizzare progetti di sviluppo, crescita e lavoro.
Siamo troppo spesso vittime dei continui cambiamenti che caratterizzano l’attuale situazione mondiale, come troppo spesso qualche fantasioso tenta di ripensare e di ridisegnare la nostra cultura, le nostre tradizioni e la nostra storia con confuse sovrapposizioni di fatti e circostanze passate con il conseguente risultato di somministrare un’aggiuntiva inutile e dannosa dose di insicurezza, di nuova incertezza nelle comunicazioni. E’ pacifico pensare che non è facile trasformare i numerosi problemi, causati dall’enorme crisi finanziaria della smodata colpevole condotta speculativa di alcuni privati senza scrupoli, in opportunità di crescita, ma almeno dev’essere promossa l’uguaglianza nel senso di una maggiore attenzione nella giustizia sociale per frenare la dilagante povertà che sta divorando la serenità delle nostre famiglie.
E’ stato poco opportuno l’aumento dell’appannaggio dei nostri deputati nella misura di circa cinquecento ero al mese, quando la maggior parte delle pensioni e dei redditi da lavoro è quasi ferma, mentre cresce il numero dei disoccupati, della cassa integrazione guadagni e mentre qualcuno già propone nuove forme contrattuali che prevedono assunzioni a tempo indeterminato ma con la maggiore possibilità di licenziare o come sembra abbia proposto una nostra grande banca di regolare gli emolumenti dei nuovi assunti con un importo di circa il venti per cento in meno, così da evitare la delocalizzazione della stessa azienda verso lidi dove il costo del lavoro, oggi, risulta essere più basso del nostro. Nessuno pretende miracoli, ma è necessario cambiare rotta, nel senso che bisogna assistere il nostro sistema industriale come l’ambito delle medie e piccole imprese per annullarne la fragilità, causata dalla scarsa capacità di estendersi all’estero, dallo scarso grado di competitività, dalla mediocre assistenza delle banche come spesso enunciato dal nostro ministro delle finanze, dall’assenza di una costante ricerca di innovazione dei loro prodotti e dei relativi processi di produzione e forse anche dalla sfumata creatività e laboriosità che possedevano gli imprenditori di prima generazione aziendale. Abbiamo il pianeta agricolo e di pastorizia (anche avanzata) un po’ trascurato come il settore del turismo per lo più basato sul criterio delle brevi permanenze se non addirittura sul turismo mordi e fuggi (fine settimana) e poi un mondo del lavoro genericamente malpagato, insicuro e tanti eccetera eccetera.
Quindi mi auguro che si abbia il coraggio di cambiare in meglio la nostra condizione , superando inutili scogli di errati schemi mentali lobbistici, senza perdere il controllo di sé stessi e senza timore di non potercela fare, quando si agisce con buon senso, con il rispetto dell’etica e dei valori che ci caratterizzano, con giustizia e con creatività non si rischia di sbagliare. Ricordiamocelo.

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