Ho perso la Primavera.

Cara sfortunata Lilli domani mattina verrò a trovarti, ti porterò delle nuove piccole rose selvatiche come piacevano a te. Sistemerò il piccolo presepe e il piccolo albero di Natale. Cercherò di cancellare ogni pensiero e scaccerò quelli che più ostinatamente cercheranno di violare la pace della nostra anima. Da quando ho lasciato il lavoro ed ho più tempo riesco finalmente a raggiungerti con più frequenza , così, come un borderline, riesco a sfogare i miei malanimi incurante dello sguardo un po’ meravigliato e pietoso delle altre poche persone presenti in questo angoscioso luogo. Ho trascorso molto tempo a scrivere i miei pensieri, le mie considerazioni ed a descrivere i miei numerosi sbalzi di umore e di impulsi di rabbia e delusione per le cose che sono accadute da molti mesi a questa parte. Un caos inaspettato, ma non posso farci nulla, ora come mai sento la necessità di essere capito così come gli eventi mi hanno trasformato. Ancora sopporto e mi preoccupo di una certa situazione solo perché sono intervenuti fatti nuovi e gravemente preoccupanti e poi perché non ho mai dimenticato quello che mi hai fatto promettere in quel ventidue giugno del millenovecentosettantotto, mentre eravamo intenti a riordinare, inconsapevolmente per l’ultima volta, la nostra camera, aspettavamo il cardiologo da un momento all’altro. Né ho di difetti, li conosco tutti, ma so anche ricordare i miei pregi, almeno quelli che mi hai sempre riconosciuto per tua generosità ed amore. Da quando abbiamo deciso di dividere la vita insieme, avevi abbandonato il grigio che ricopriva il tuo umore e ti eri riempita di colore ed allegria. . . . ora però son io che ho perso l’entusiasmo e non riesco più a trovare la motivazione per tirare avanti almeno sereno. M’è sparita la primavera dall’animo e già da molto tempo stanno sfumando sentimenti come l’ottimismo e la serenità della ragione. Con gli occhi non riesco più a scorgere quegli aspetti belli , che le residue stagioni, bene o male, ci pongono davanti ai sensi. Mi sembra di vivere in una realtà calpestata e distrutta dalle suole di un non generoso destino. Questa volta avrei preferito saltare a piedi pari questo Natale e non è bastato pensare e capire che non tutti, purtroppo, hanno la vita che sognano e che spesso non riescono nemmeno ad avere una piccola parte delle cose e delle persone che si è desiderato. Come accettare tutto quello che mi è accaduto, così mi sto colmando di rancore, che se potessi tornare indietro, consapevole di quanto è accaduto, sicuramente avrei ragionato con te per evitare almeno tutti quegli inutili sacrifici che abbiamo fatto nella certezza di un normale futuro. Ma una mostruosa delusione ha avuto il sopravvento sulla nostra speranza, sino al punto di portarti via la vita stessa.
Tu Lilli continua ad ascoltarmi ed aiutami per completare quello che hai sempre desiderato e raccomandato. . . poi se cederò anch’io e se inoltre non avessi più voglia di reagire. . . non farà niente.
Intanto navigo a vista e come i marinai nella bufera riesco a mantenermi saldo.

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