You have to see this

gennaio 31, 2010

Italian friend
Yesterday, the President stood in front of a gathering of House Republicans and took questions for more than an hour, urging them to put aside partisanship and work together for the good of the country. MSNBC described it as going straight into “the lion’s den.”

He was inspiring.

We’ve highlighted some of the key moments and trust me, it’s worth checking out.
Once you do, please pass this along to everyone you know.

This is the sort of honest dialogue and political courage that we all need to move our country forward.

Let’s do it together,

Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America

P.S. — There’s our own Q&A session for OFA supporters with President Obama coming up on Thursday, February 4th. Click here to submit a question now:

http://my.barackobama.com/HouseVideo

Amico italiano —
Ieri, il presidente era di fronte ad un raduno di repubblicani della Camera e ha
preso domande per più di un’ora, e li invita a mettere da parte la partigianeria
per lavorare insieme per il bene del paese. MSNBC ha descritto come dritto
nella “fossa dei leoni”.
E ‘stato stimolante.
Abbiamo evidenziato alcuni dei momenti chiave e fiducia in me,
it’s worth checking out.
Una volta fatto, si prega di passare questo insieme a tutti quelli che conosci.
Questo è il tipo di dialogo onesto e di coraggio politico che noi tutti abbiamo
bisogno di spostare in avanti il nostro paese.
Facciamolo insieme,
Mitch

Mitch Stewart
Direttore
L’organizzazione per l’AmericaObama quie qui

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27 Gennaio – Giorno della Memoria –

gennaio 26, 2010

Avevo pochi anni quando iniziai a sentire pronunciato il termine “olocausto” e “shoah”; era il periodo delle scuole elementari, della serenità e della gioia di ritrovarsi lì, tutte le mattine, in quell’ampia aula seduti nei massicci banchi di legno scuro, con tanto di calamaio incastrato nel foro in testa all’ampio scrittoio nero del banco, e sì allora si scriveva ancora con l’asticciola e pennino ed i nostri semplici abiti erano riparati dall’ampio grembiule nero, obbligatorio per tutti. La maestra era stata la prima persona a pronunciare questi due sostantivi ed a collegarli a delle drammatiche e desolanti vicende della seconda guerra mondiale, che videro crudelmente sterminati milioni di ebrei, uomini, donne e bambini. Un impressionante numero di persone sacrificate in nome dell’acerrima cattiveria, crudeltà ed odio di cui solo l’uomo, o meglio di una sola parte di uomini sono stati capaci di compiere in un’epoca di disastro morale così infimo, da obbligarci a ricordare questa crudele mattanza umana per raccontarlo a chi verrà a vivere, dopo di noi, su questa Terra. Certo sarà la storia a montare di guardia affinché nessuno si possa dimenticare o alterare i fatti veri vergognosamente vissuti dalle vittime, dai loro feroci carnefici e delle cause e del contesto sociale che alimentarono questa follia omicida, questo orrore rimasto indelebile nella memoria di qualche fortunato scampato a questa ecatombe.
Una tristissima storia di persone fatte prigioniere, private da ogni loro avere, sottoposte ad ogni forma di dolosa tortura, di forzati deportati e chiusi in grigi e tetri campi di concentramento per morire gasati e quindi gettati nei profondi forni crematori. Un feroce via vai di carrettini stracolmi di cadaveri, da cremare, da eliminare e da nascondere alla parte del Mondo ancora ignavo di una simile cronologia dell’orrore e della peggiore crudeltà, di cui alcuni uomini si sono indelebilmente macchiati nel segno dell’indegnità.
Ormai sono trascorsi quasi sessantaquattro anni dalla fine della seconda guerra mondiale ed i pochi testimoni oculari, ancora fra noi, hanno l’obbligo, insieme alla storia, di ricordare a tutti quel terribile periodo nella speranza che ciò non possa più avvenire e che nessuno voglia colpevolmente assumere un atteggiamento negazionista di fronte a questa provata e documentata strage di milioni di ebrei e di molte altre povere e deboli persone incappate fra gli artigli del più barbaro nazismo.
Purtroppo episodi di questo genere ci privano del dubbio che l’uomo può essere tanto crudele ed insensibile alle sofferenze delle vittime pur di concludere il folle progetto di soverchiare, di combattere ed annullare chi, anche inconsapevolmente, ostacola ed adombra la sua arrogante individualità da incubo.
Mai si riuscirà ad avere una risposta sul perché di queste crudeltà, rimane solo la testimonianza autentica di questo terrore, che non deve sfuggirci tanto meno questa eclissi d’amore umano deve rischiare di essere cancellato da chi incoscientemente prova ad alimentare un inutile dubbio con il quale prova a respingere una così netta spaventosa verità storica.
La scuola, in tutti i suoi ordini e livelli di studio, tutta cultura e tutta la politica devono promuovere riflessioni su tutti gli eventi più drammatici della storia conosciuta ed in particolare dell’indicibile sciagurata persecuzione e sterminio degli ebrei, della Shoah.


Dominiamo sempre le reazioni istintive?

gennaio 25, 2010

Per quello che mi permette la mia fantasia, prima o poi saremo distrutti da un’immensa asteroide, che precipiterà sul nostro pianeta disintegrandolo oppure un inimmaginabile violento degrado del nostro clima annienterà la nostra esistenza. Così la Natura si vendicherà del modo sciatto e gravemente trascurato con cui da sempre abbiamo trattato la Terra che ci sostiene sospesi nell’universo e tutta la sua circostante atmosfera. Giunti a quel punto di degrado non ci sarà alcun patto di Kyoto o G20-30-40-e così via per trattenere la giusta vendetta per punirci della nostra colpevole superficialità con la quale abbiamo trattato, depredato ed offeso la nostra casa, come non ci sarà alcun tribunale che potrà punire la Natura per l’esagerata collerica reazione alle nostre “umane cattiverie” condannandoci alla pena capitale. Forse una sproporzionata severa reazione a confronto delle nostre colpe, ma la nostra insistente, continua ed improvvida azione ha fatto scattare nella Natura una forte ostilità sino al definitivo drammatico scontro, all’istintivo desiderio di vendetta.
Questo era quanto mi stava esprimendo l’occasionale compagno di tavolo, mentre cercavo di imboccarmi quell’ottimo piatto di lasagne al forno, con veloci bocconi, uno dietro l’altro, per quanta fame avevo, dopo una giornata iniziata senza colazione e poi proseguita nei corridoi dell’ospedale in attesa di sottopormi ai vari prelievi e controlli già convenuti.
Sai, continuava il mio casuale compagno di pranzo, dopo aver letto alcune notizie di cronaca su presunte violente reazioni da parte di alcune persone per rivalersi di offese ricevute, da altre persone, mi sono messo ad immaginare come avrei agito io stesso in quelle circostanze. Un modo come un altro per fare il giro del tavolo per trovarmi nei panni di chi subisce la grave offesa, la pesante cattiveria come un licenziamento, che distrugge la vita azzerando ogni possibile sussistenza e compromettendo la nostra serenità e la nostra dignità. Certo, continuava l’interlocutore fra un boccone e l’altro, mi riferisco a quei casi in cui si precipita nella più nera difficoltà per l’irresponsabile comportamento di qualcuno, che compromette un’azienda, un ente con progetti industriali, che alla fine si rivelano vani, improduttivi e nocivi e quindi si alleggeriscono del personale dipendente e di parte o di tutto il loro patrimonio per creare delle condizioni di nuova liquidità per la loro esclusiva sopravvivenza, disinteressandosi del destino degli estromessi. Svolgo la stessa riflessione su quei casi nei quali c’è chi attacca calunniosamente una persona più debole nella difesa, con tale superficialità da non considerare le gravi conseguenze per il suo comportamento. Ecco qui, per quanto le supposte persone offese siano di un eccezionale umore positivo ed in possesso di una matura capacità emotiva per regolare la loro reazione, non riuscirei mai ad immaginarle capaci di un comportamento così blando da inibirsi la possibilità istintiva per manifestare una forte ostilità. In genere l’aggressore non considera gli effetti del proprio attacco e quanta sofferenza ha causato all’offeso, che a sua volta, dopo aver subito azioni pericolose e disturbanti per la sua vita, sta vivendo delle modificazioni nel controllo delle proprie emozioni, a causa di un a forte attivazione del proprio sistema nervoso autonomo, sentendo una violenta propensione ad agire contro chi lo ha attaccato, per vendicarsi del torto subito.
Pur essendo una persona veramente pacifica, seguitava il conoscente, di fronte a azioni così aggressive, come non giustificare l’eventuale scontro di reazione per farla pagare a chi, con probabili inconsistenti alibi, ha generato il gran danno della disoccupazione, che al tempo d’oggi equivale ad una condanna a morte. Come perdonare uno che si azzarda a schiaffeggiare chi si pensa non sappia rivalersi nel tempo, solo perché qualche volta chi dovrebbe controllare alcune situazioni è momentaneamente distratto.
Terminai con un po’ di ansia il mio piatto di pasta, mi alzai e lo salutai, ma iniziai a riflettere sull’argomento trattato dal casuale commensale.


A che punto siamo?

gennaio 24, 2010

Un interrogativo che tocca una parte in cui ho un nervo scoperto, lascio ogni indugio per esprimere il mio sintetico punto di vista sullo stato attuale e mi getto a piedi pari al nocciolo dell’argomentazione. Penso che nessuno di noi possa ragionevolmente riconoscersi in qualche partito politico e questo perché nessuno di questi si occupa e provvede a sostenere e rispondere alle naturali istanze delle persone, che in poche parole tentano di vivere in una comunità giusta ed equilibrata. La politica è divenuta la migliore e più redditizia professione, ma presenta qualche rischio e per attenuarlo si ricorre all’informazione di parte dove professionisti della parola sanno imbastire così abilmente argomentazioni al punto tale da confondere e dividere le masse per disinnescare un eventuale dissenso. Un dissenso che evidenzierebbe l’incapacità della politica ad inserire nei loro vacui progetti sociali tutti quei valori umani richiamati in molte religioni, che oggi vengono passati per semplice ed inutile buonismo. Così fanno da padroni il populismo, la politica di territorio, l’egoismo delle caste che tendono a spacciare benefici e vantaggi vari per necessarie e giuste novità per assecondare la tranquillità della loro presenza in politica.
Oltre le terribili circa venti guerre, che ancora e per sempre infiammeranno alcune aree del nostro pianeta, oggi siamo tutti coinvolti in una grande guerra quella delle parole, degli annunci, della frequente mistificazione della verità, dei finti buoni propositi e della forza della comunicazione che miete molte vittime fra le nostre semplici ed istintive ragioni.
Nel nostro Paese non servono sterzate, ma è necessaria la presenza di veri statisti che sappiano riprendere il filo conduttore dell’organizzazione umana per così ricostruire l’immagine dominante ed importante del lavoro, solo tramite il quale una società riesce ad organizzarsi, a finanziare i necessari servizi di pubblica utilità, come la sanità, la giustizia, il governo, l’energia e tutto quanto di accessorio, ma non di secondaria importanza, possa servire al nostro genere umano per vivere in armonia con la natura e con i principi della vera giustizia.
Non voglio fantasticamente descrivere una società da 10 in condotta, ma una comunità dedita nelle più svariate attività compresa quella del tanto decantato mercato, ma inteso come quella del commercio ove si cedono beni in cambio di denaro e non inteso come oggi suggerisce la deriva capitalista, che non è altro che il lato oscuro dell’attività umana sino ad essere una sola escrescenza finanziaria, della speculazione e dell’egoismo commerciale ove si cedono nullità in cambio del solito denaro. Il capitale non è nocivo, anzi è utile ed indispensabile, ma il capitalismo è un’altra cosa, certo non è merce ma una filosofia che ha complicato la politica e ci ha drammatizzato la vita come quello che ci è accaduto con l’ultima crisi finanziaria che si è riversata come un killer nella realtà della vita di tutti ed ha inquinato anche la comune saggezza, facendoci trovare spesso oltre i confini sociali.
Ecco il malessere e non c’entra destra o sinistra, ma tutto dipende dalla capacità politica di riuscire ad evitare percorsi oltre i limiti consentiti con la conseguente ed inevitabile comune demoralizzazione. Torneremo felici quando finalmente al posto di alcuni fasulli vati dell’economia e della politica abdicheranno a persone che penseranno veramente al bene collettivo utilizzando l’onestà e la fiducia come necessaria risorsa per una società basata sul commercio, sullo scambio. E’ necessario restituire dignità alle convinzioni laiche, religiose e morali, per evitare che qualcuno seguiti ad ignorare il disagio e la povertà degli altri, le ingiustizie nella continua indifferenza, spegnendo la propria coscienza come si usa fare con un televisore, a tarda sera, per così dormire sonni tranquilli.


A Stampede

gennaio 22, 2010

Friend —
Yesterday morning, the U.S. Supreme Court ruled that corporations can spend freely in federal elections.

It’s a green light for a new stampede of special interest money in our politics, giving their lobbyists even more power in Washington. Now, every candidate who fights for change could face limitless attacks from corporate special interests like health insurance companies and Wall Street banks.

While the GOP is celebrating a victory for its special interest allies, President Obama is working with leaders in Congress to craft a forceful response that protects the voices of ordinary citizens.

Please add your name right away to help show that the American people support strong, urgent action to prevent a corporate takeover of our democracy.

Congress: I support bold action to ensure fair elections.
The Supreme Court decision overturned a 20-year precedent saying that corporations could not pay for campaign ads from their general treasuries. And it struck down a law saying corporations couldn’t buy “issue ads” — which only thinly veil support for or opposition to specific candidates — in the closing days of campaigns.

The result? Corporations can unleash multi-million-dollar ad barrages against candidates who try to curb special interest power, or devote millions to propping up elected officials who back their schemes.

With no limits on their spending, big oil, Wall Street banks, and health insurance companies will try to drown out the voices of everyday Americans — and Republicans seem ecstatic.

While opponents of change in Congress are praising this victory for special interests, President Obama has tasked his administration and Congress with identifying a fix to preserve our democracy — and we need to show that the American people stand with him.

Add your name today:

http://my.barackobama.com/FairElections

Thanks,

Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America

Amico —
Ieri mattina, la Corte Suprema ha stabilito che le aziende possono spendere liberamente per le elezioni federali.
E ‘una luce verde per una nuova fuga precipitosa di denaro particolare interesse nella nostra politica, dando loro il potere ancora più lobbisti a Washington. Ora, ogni candidato che si batte per il cambiamento potrebbe affrontare gli attacchi senza limiti dalla corporate interessi particolari, come le compagnie di assicurazione sanitaria e le banche di Wall Street.
Mentre il GOP sta celebrando una vittoria per i suoi alleati con particolari interessi, il presidente Obama sta lavorando con i leader del Congresso di costruire una risposta forte per proteggere le voci dei cittadini.
Aggiungi il tuo nome subito per aiutare a fornire un grosso sostegno per il popolo americano, un intervento urgente per evitare una acquisizione societaria della nostra democrazia.
Congresso: Io sostengo le azioni coraggiose per assicurare eque elezioni.
La decisione della Corte Suprema ha rovesciato una legge di 20 anni fa, che vietava alle società di pagare per gli annunci della campagna elettorale con le loro tesorerie. Ed ha colpito una legge che vietava a società di comprare “Annunci Elettorali” – supportando con una sottile motivazione od opposizione ai candidati specifici – nei giorni di chiusura delle campagne.
Il risultato? Le aziende possono scatenare multi-milioni-sbarramenti nei confronti di candidati che cercano di arginare il potere a particolari interessi, oppure dedicare milioni di euro per puntellare i funzionari eletti che appoggiano i loro regimi.
Senza limiti sulla loro spesa, olio di grandi banche di Wall Street, e le compagnie di assicurazione sanitaria cercherà di soffocare le voci degli americani – e repubblicani sembrano estatica.
Mentre gli avversari del cambiamento al Congresso lodano questa vittoria delle lobby particolari, il presidente Obama ha incaricato la sua amministrazione e il Congresso di identificare una correzione per preservare la nostra democrazia – e abbiamo bisogno di dimostrare che il popolo americano stare con Obama.
Aggiungi il tuo nome di oggi:

http://my.barackobama.com/FairElections

Grazie,
Mitch
Mitch Stewart
Direttore
L’organizzazione per l’America
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ecco come un presidente deve difendere la volontà popolare dall’ingorda politica delle ricche loby che pensano solo ad arricchirsi a discapito della popolazione. Sarà una dura battaglia e noi tutti dovremmo sostenerla per evitare la dittatura del capitale, una problematica oligarchia, che certo non si interesserà degli altri.

clicca qui e qui


Massachusetts

gennaio 21, 2010

Friend —

Yesterday’s disappointing election results show deep discontent
with the pace of change. I know the OFA community and the
President share that frustration.
We also saw what we knew to be true all along: Any change
worth making is hard and will be fought at every turn. While
it doesn’t take away the sting of this loss, there is no road to
real change without setbacks along the way.
We could have simply sought to do things that were easy,
that wouldn’t stir up controversy. But changes that aren’t
controversial rarely solve the problem.
Our country continues to face the same fundamental challenges
it faced yesterday. Our health care system still needs reform.
Wall Street still needs to be held accountable. We still need to
create good jobs. And we still need to continue building a
clean energy economy.
The President isn’t walking away from these challenges.
In fact, his determination and resolve are only stronger.
We must match that commitment with our own.
But it won’t be easy. Real change never is. For that reason,
I am grateful you’re part of this fight with us.
Thank you,
Mitch

Mitch Stewart
Director
Organizing for America

Amico —

Risultati di ieri elettorale deludente show profondo malcontento
con il ritmo del cambiamento. So che la comunità OFA e la quota
di Presidente è frustrato..
Abbiamo anche visto tutti insieme quello che sapevamo essere vero.
Qualsiasi cambiamento è difficile e vale la pena farlo e sarà combattuto
ad ogni turno. Mentre non toglie il disappunto per questa perdita, non
vi è alcuna strada per un cambiamento reale, senza battute d’arresto
lungo la strada.
Avremmo potuto fare semplicemente le cose facili, che non avrebbero
suscitato polemiche. Ma le modifiche che non sono controverse raramente
risolvono il problema.
Il nostro paese continua ad affrontare le stesse sfide fondamentali che
doveva affrontare ieri. Il nostro sistema sanitario ha ancora bisogno
di riforme. Wall Street deve ancora essere ritenuta responsabile.
Abbiamo ancora bisogno di creare buoni posti di lavoro. E abbiamo
ancora bisogno di continuare a costruire una economia di energia pulita.
Il Presidente non si è allontanato da queste sfide. In realtà, la sua
determinazione per risolvere i problemi, è solo più forte.
Ci si deve impegnare con tutte le nostre forze..
Ma non sarà facile. Il vero cambiamento non lo è mai.
Per tale ragione, sono grato che fai parte di questa lotta con noi.
Grazie,
Mitch Stewart
Director Organizing for America
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Il Presidente Obama, consapevole del fatto che le grandi compagnie assicurative hanno stanziato cospicui capitali per avversare un cambiamento a loro non gradito, deve preoccuparsi di creare un movimento all’interno del Congresso Americano favorevole alla sua tanto avversata riforma sanitaria.
Inoltre dovrà impegnarsi verso una politica dei numeri per avere maggiori possibilità di successo nel suo programma di cambiamento.


The President on this day

gennaio 19, 2010

\"clicca qui\"
Friend —

Yesterday, to mark the legacy of Dr. Martin Luther King, Jr., President Obama spoke at the Vermont Avenue Baptist Church, in Washington, D.C.
It was a stirring speech that reminds us of the lessons that Dr. King and his generation still hold for us as we confront the challenges of today.

Please watch the President’s speech.

And then please forward this message along to anyone you know who
would be interested

Thanks,
Mitch
Mitch Stewart
Director
Organizing for America

Amico —

Ieri, per celebrare l’eredità di Martin Luther King, Jr., presidente Obama ha parlato al Vermont Avenue Baptist Church, a Washington, DC
E ‘stato un discorso di agitazione che ci ricorda le lezioni che Martin Luther King e la sua generazione continuano a detenere per noi ci confrontiamo con le sfide di oggi.

Si prega di guardare il discorso del Presidente.

E quindi si prega di inoltrare questo messaggio, a chiunque desidera sapere e a chi è interessato

Grazie,
Mitch
Mitch Stewart
Direttore
L’organizzazione per l’America