Tribolazione Inutile: la rabbia che divide le persone.

Chi non si è fatto tentare e provato quel particolare stato d’animo chiamato “rabbia”, a volte così estremo da sentirsi “fuori di sé”, così offeso da far tracimare il malanimo sul volto sino al punto di trasformarlo e di accendere la curiosità di qualche conoscente, che alla vista di quella manifesta cupezza, ci può chiedere “ma sei arrabbiato nero, perché?”. In genere molte persone non riescono a rispondere subito a quella domanda, rimangono immobili vittime di quel primordiale sentimento, senza riuscire a notare la parte più importante della domanda che è stata rivolta e cioè l’avverbio “perché”. Così se dessimo seguito ad un minimo di riflessione svolgeremmo gli episodi che hanno causato quell’istintivo sentimento, certamente un fatto inaccettabile e biasimevole. In questa ricognizione spesso si è messi fuori strada dall’autoragione, dalla miopia delle valutazioni e dalla non considerazione degli antefatti che hanno generato, per reazione, quella tanto disturbante situazione, non considerando, quasi sempre, la nostra responsabilità verbale, che viene sempre lasciata a briglia sciolta davanti alla ragione, impedendo a quest’ultima ogni corretta valutazione dell’eventuale fatto scorretto e dello scatenante antefatto che ha forse o certamente contribuito a creare l’esagerata manifestazione di questo particolare stato d’animo, che se vissuto con cieca caparbietà, per mantenere il punto e basta, si perderà di vista che, nella maggior parte dei casi, ci si arrabbia con le persone dalle quali si hanno avute maggiori attenzioni, ma non ci si accorge che, forse se non sicuramente, sono state tradite le buone maniere, lealtà ed aspettative. Inoltre bisogna anche considerare che nella maggioranza dei casi l’infondata gelosia e l’egoismo agiscono da malizioso catalizzatore. Il più grande intoppo di queste situazioni è l’incapacità di comporre il puzzle dell’accaduto, ma ci si limita a montare e rimontare una verità che non esiste, senza riuscire a fare emergere i veri elementi scatenanti, celando consapevolmente, nel proprio inconscio, cosa c’è stato realmente dietro.
In queste situazioni, i problemi si manifestano più fortemente durante periodi particolari, come durante queste feste natalizie, quando, dopo aver completato il Presepe e l’albero, si accendono le varie lucette che immediatamente fanno brillare il tutto, ma nell’animo non brilla nulla, perché probabilmente non si può vantare tutta la ragione.
E’ facile parlare sempre in seconda persona e qui ricordo una divertente favola scritta da Fedro, che racconta di una o due persone persone con indosso due zaini, quello posto sul petto più piccolo di quell’altro posto dietro le spalle, nel primo erano contenuti i pregi e nel secondo, quello più voluminoso, erano invece riposti i difetti. . . . senza la pretesa di voler dispensare insegnamenti, ma con l’invito a ragionare.
Traendo lo spunto da un post di un sacerdote in un altro sito, mi sento di poter affermare che è fortunata quella persona che riesce a provare di ricominciare per superare il momento difficile,senza fretta e senza arroganza.

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