Se continua così, naufragheremo nelle parole.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, non ha fatto a tempo a raccomandare, nel suo messaggio di fine 2009, di porre fine alle inutili parole ed al clima di continuo sospetto per iniziare un proficuo confronto politico, che già stanno emergendo motivi di sospetto, sostenuti da un paio di teoremi, da diversi ragionamenti sulla circostanza che è stato parzialmente alleggerito il regime carcerario del 41 bis ad un detenuto ergastolano. I sospetti sono alimentati dal fatto che quest’ultimo, davanti ad una Corte di Appello di un Tribunale, non ha confermato alcune accuse mosse da un pentito a carico di un membro del Senato, avvalendosi della facoltà di non rispondere per suoi motivi di salute. Questa decisione di non rispondere alle domande rivoltegli in tribunale poteva essere rivista a seguito di un miglioramento dell’attuale stato di salute, penalizzato dal nocivo regime di carcere duro secondo il 41 bis.
Da qui nascono i ragionamenti che inducono al sospetto alleggerimento della detenzione, c’è chi pensa che quest’ultimo miglioramento dovrebbe probabilmente portare ad ottenere una conferma accusatoria a carico del senatore indagato, per quindi giudicarlo colpevole dei reati contestategli. Un secondo ragionamento, invece, vorrebbe indurre a sospettare che la condizione di miglioramento detentivo, dovrebbe di contro produrre una non conferma delle accuse già formulate e contestate al senatore, sottoposto al giudizio di una Corte di Appello.
Ecco questi nuovi germogli del dubbio, così diffusi dall’informazione e dal solito chiacchiericcio di piazza, può seriamente intaccare la credibilità delle nostre istituzioni, di tutti i membri del nostro Parlamento con conseguente inasprimento del parere negativo dell’opinione pubblica, che, non conoscendo tutte le carte dell’indagine e quindi in assenza di un obiettivo personale parere , si affida e si fa influenzare dall’analisi composta da elementi umani a cui fa riferimento, per propria razionale scelta.
Ecco che continua a persistere quella deprimente atmosfera pregna di sospetti e di forzati ragionamenti, forse un inutile baratto dei fatti a causa di troppe parole spese per screditare delicate istituzioni, che dovrebbero godere di credibilità sotto ogni governo. L’informazione dei vari media svolge il suo lavoro, ma a questo punto, a parere mio, dovrebbe intervenire, in questa particolare circostanza, il Ministro di Giustizia per ottenere nella sede opportuna la responsabile e vera versione dei fatti di questa complicata vicenda giudiziaria.
Viviamo in un particolare periodo in cui sono state già spese ridicole parole su episodi di sesso, altrettante su futili amenità in un clima di feroce belligeranza, dove le parole erano le bombe per sfinire e per delegittimare l’avversario politico, senza rendersi conto, spero, di arrecare seri danni esistenziali alla comunità, attonita e confusa dall’eccessivo rumore prodotto dalla politica, dallo scarso utilizzo del Parlamento per il confronto politico, che ha ingessato ancor più il nostro Paese in un periodo in cui, invece, serviva un maggior dinamismo per superare gli effetti drammatici della crisi in corso e per contrastare la diffusa diffidenza causata dall’evanescenza di chi avrebbe dovuto avere maggiore considerazione della cittadinanza,
onorando le proprie pubbliche responsabilità con indubbia efficienza, con la giusta comunicazione e forse creando anche dei punti di riferimento ove la cittadinanza riferiva le proprie difficoltà.
Tutti di noi, nel rispetto delle varie diversità di opinione, dobbiamo agire in modo tale che ognuno riesca a vivere meglio e stabilmente, evitando di picconare con il distruttivo sospetto, verso tutto e tutti, la nostra povera Italia. Speriamo che il 2010 sia almeno meno peggiore del 2009 nel confronto politico (no all’inciucio, però) e nell’informazione, che pur di parte, con contributi di verità, – belli , meno belli, comodi ed imbarazzanti -, purché aderenti al vero per ricostruire un clima di credibilità e di fiducia.
Quindi spazio ad ogni critica, ma tutte le istituzioni debbono svolgere il loro compito istituzionale libere da ogni influenza e riferite al solo Parlamento. Stop alla continua produzione del debilitante sospetto.

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