Neforgesumino, la ubo feliĉo (2a parte – 2/3)

(1a parte – QUI)

Che storia dissi al mio amico, ma veramente hai sognato tutto questo, e poi cosa t’è accaduto? – Si amico mio, ho sognato tutto questo e quello che sto ancora per raccontare. – riprese Olivu richiamando a se Loo – Il nome della città dove fui portato era Neforgesumino, che nel nostro linguaggio si potrebbe tradurre Occhio della Madonna. A questo luogo fu dato questo nome per la presenza in basilica una meravigliosa statua con le sembianze della Madonna alla quale sono stati realizzati due meravigliosi occhi, a cui si attribuiscono molti fatti miracolosi, perché si racconta che con il suo solo sguardo sa capire cosa necessita ai fedeli e così, grazie alle sue capacità trascendenti, riesce a realizzare quanto richiestole con fede e sofferenza. Così vivamente incuriosito, mi sono fatto accompagnare alla basilica per ammirare con spirito mistico questa miracolosa statua che effigiava la Madonna. Giunti di fronte al luogo sacro, rimasi attonito nel vederne la forma, assomigliava ad un grande ingranaggio, se vista dall’alto, la parte centrale e la parte interna di un grande dente di questo ingranaggio era l’area riservata al culto cattolico, all’interno degli altri denti erano creati i luoghi di culto di tutti gli altri credo, delle grandi porte di legno né garantivano la riservatezza. Una soluzione incredibile che riuniva e conciliava ogni religione, non c’era antagonismo come era assente ogni intolleranza. Una pacifica, rispettosa e civile convivenza fra devoti di religioni diverse, cosa inimmaginabile qui sulla Terra. Mi si stava manifestando un quasi paradiso terrestre, tutte le persone che stavo incontrando sfoggiavano un’invidiabile serenità nelle loro espressioni, grandi e piccoli davano l’impressione di essere piacevolmente impegnati nel loro quotidiano. Mentre i pensieri per questa beata convivenza continuavano ad impegnare la mia mente, mi avvicinai alla famosa statua della Madonna. Era stata realizzata completamente in legno, con una tale bravura che sembrava viva, i suoi occhi realizzati in vetro di un azzurro così intenso da rimanerne ammirati. La sua altezza era quella di una persona e il suo ampio, ma raccolto, manto azzurro con cappuccio era di pesante panno azzurro, con il quale lo scultore aveva parzialmente coperto il Bambino Gesù, amorevolmente sorretto ed abbracciato dalla Madonna. La statua era fortemente illuminata da una lampada e tale era il contrasto fra la zona illuminata ed il resto dell’ampia area che la statua sembrava essere sotto una campana di brillante cristallo. Rimasi estasiato, mi commossi e sommessamente recitai l’Ave Maria. Terminata la visita in basilica, uscì in strada accompagnato da una decina di persone, così ebbi il tempo di guardare com’era fatta quella città. Le persone erano come me e le case davanti ai miei occhi assomigliavano alle case che abbiamo qui sulla Terra, con la sola differenza di essere tutte edificate in cinque piani di altezza, con un giardino davanti al loro maestoso portone in legno o in metallo. La parte a livello strada di questi edifici era occupata da negozi d’ogni genere, dal calzolaio al negozio di alimentari. Artigiani e commercianti in attività spalla a spalla. Osservando questa comunità si veniva contagiati dalla loro serenità, dalla tranquillità dei loro rapporti interpersonali, apparivano tutti senza preoccupazioni ed in buona salute. Non c’era nulla che poteva indurre al timore o all’incertezza. La persona che per prima mi si avvicinò, appena giunto in questa specie di paradiso civile, mi prese sotto braccio e mi condusse, con il resto della numerosa compagnia, in un ristorante, ci accomodammo in una sala dove era già stata preparata la nostra tavola. Qui mi viene svelato il segreto di questa città, che non riesco ha capire dove sia collocata geograficamente. Insomma questo era un popolo con radici molto antiche, che, nel tempo, avevano compreso che la corsa alla ricchezza, alla conquista egoistica e violenta delle risorse energetiche, alla sconsideratezza verso l’ambiente ed al coordinamento smodato dei popoli, porta solo ad una continua conflittualità sociale grave se non addirittura bellica. La ricchezza della comunità è equamente distribuita e riparametrata, qui tutti hanno un lavoro e ad ognuno è consentito vivere con sicurezza e dignità. Non esiste alcuna forma di dannosa speculazione e le scienze economiche si interessano oltre che di finanza, anche della soddisfazione di ogni singolo componente della comunità stessa. Il vostro Pil da noi è superato, noi abbiamo realizzato un indice, il Ispc, che analizza con pari importanza la soddisfazione del popolo e la crescita generale. I nostri amministratori, da voi si chiamano politici ed affini, operano nell’assoluto interesse di tutta la comunità, sono ben remunerati, ma non sono faraonicamente retribuiti come da voi ed inoltre per tutto il resto, pensione e tutto quel che segue, valgono gli stessi principi e leggi a cui tutti sono soggetti. Nessuno gode di benefici particolari, esiste una ben bilanciata giustizia sociale e giurisprudenziale. Insomma qui si vive nella migliore giustizia e si è ben consapevoli, che si vuole un futuro questo dipende solo da noi membri della comunità e per difendere tutto questo nessuno di noi è disposto a non collaborare e né tanto meno a stare zitto se nota un’importante anomalia, che può sbilanciare questo prezioso equilibrio. Voi siete ancora sottoposti all’arroganza e all’egoismo di molte persone, quindi è necessario che voi tutti scegliate le persone giuste per ricalibrare la vostra comunità verso un’organizzazione sociale giusta, che realmente non lasci nessuno indietro. Il mondo e la vita è di tutti e tutti devono impegnarsi per il conseguimento benessere generale, diversamente continuerà la fame nel vostro mondo, le guerre e quel senso di costante e progressivo sfinimento civile. Potrei dirti tante altre cose al riguardo, ma il tuo tempo presso di noi sta per scadere, pensaci e parlane con chi stimi. – qui Oliviero si fermò, mi guardò ed aggiunse – Un attimo dopo fui di nuovo strattonato e trascinato nel letto dove ero stato prelevato, mi credi che a tutt’oggi non riesco a rendermi conto se ho fatto solo un sogno complicato o se veramente mi è accaduto quanto ti ho raccontato. Che né pensi? -.

(segue)

Una risposta a Neforgesumino, la ubo feliĉo (2a parte – 2/3)

  1. […] la ubo feliĉo (3a parte – 3/3) (2aparte Qui)(1a parte […]

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: