I desideri ed i sogni sono i castelli di sabbia della vita.

I giorni del Natale, con i suoi presepi, con i suoi alberi tutti agghindati con i suoi fiocchi di stoffa colorata, con le colorate lucine accese ad intermittenza, con tutti gli altri addobbi colorati e di varie dimensioni e foggia e con qualche clementino appeso ai rami più robusti, con le strade dei nostri centri urbani così illuminate da altrettanti addobbi e dalle vetrine dei negozi, nascoste da un muro di persone con gli occhi sgranati su quanto di più bello è esposto, è il rito dei desideri, a volte destinati a rimanere tali. Ma non fa niente, qualcosa di quegli oggetti è rimasto addosso alla persona e gli rimarrà fin quando durerà questa meravigliosa ricorrenza, periodo in cui la ragione torna padrona e né fa cessare ogni fantasia di possibilità di possesso. Da questo momento riprende a scorrere la vita normale, quella rispettosa della realtà che ci riguarda. E si le realtà e le possibilità di vita non sono tutte uguali, mentre i desideri sono pressapoco tutti simili e rappresentano forse la parte più dinamica dell’essere umano, ma la loro realizzazione non appartiene ad ognuno.
Questi ci accompagnano per tutta la vita, ma non sempre rimangono gli stessi, cambiano con il tempo con la nostra età, mentre la successione degli eventi non lascia molto scampo alla fantasia di mantenerli ancora possibili. E’ come quando da bambini ci mettevamo nella prossimità del bagnasciuga, a fior di onde per costruire il nostro castello di sabbia, aiutandoci con la paletta ed il secchiello. Così tentavamo di realizzare la nostra reggia, viottolo d’accesso, grande portone, finestre e merli su in alto, un grande impegno senza alcuna esperienza, ma carichi di una tale fantasia, che ci rendeva capaci di pressare e modellare quel cumulo di sabbia, finché un’onda maldestra e cattiva ci distruggeva tutto passandoci sopra. Quest’ultima era l’elemento che non lasciava scampo alla nostra fragile costruzione.
Così avviene per i desideri, qualcosa ci sovrasta e così addio ad ogni possibilità di realizzazione.
Per qualcuno di noi non c’è né natale e né befana, abbiamo solo quel poco che ci rimane nelle mani, come quando tentammo di prendere un pugno di sabbia, ma questa sfuggì fra le dita, lasciandone nel palmo solo pochi granelli. . . . questi sono nostri, questo il nostro natale.
Bisogna tenere duro, non abbatterci, se questa è la nostra porzione di vita, questa ci deve bastare, ma non evochiamo, per favore, quel luogo comune che ci invita a guardarci indietro per scorgere chi, probabilmente, è rimasto addirittura a mani vuote, per mero atto consolatorio. Si patiscono e si consumano ingiustizie, qualcuno né è consapevole, qualche altro lascia scorrere tutto sopra la propria testa, modi diversi di essere.
Accade pure che qualcuno non ce la fa a superare un grave dissesto della propria vita, una delusione affettiva o la perdita di una persona cara ed importante, così cede e si butta drammaticamente giù abbandonando tutto per andare ad infoltire il già numeroso popolo delle persone invisibili, sempre in giro, malconci e qualche volta anche fuori di testa.
Il percorso di vita che ci è riservato ci pone spesso davanti a drammatiche situazioni, a prove mai immaginate, queste, almeno nell’anima, le si devono superare con la grinta di quello, che per non precipitare, riesce ad afferrare un appiglio, salvandosi la vita, ma rimanendo segnato per sempre, nel corpo e nell’anima.
L’esistenza è imprevedibile e qualche volta s’intraprende un cammino per poi trovarsi improvvisamente senza più punti di riferimento, senza più certezze e così si possono rischiare le ricchezze dei sentimenti, dei desideri e si accetta a vivere da quel momento in poi la vita come un perenne inverno.

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