Niente è più facile di parlare.

Qualche volta, durante i miei spostamenti, nei tratti percorsi a piedi, lascio calzati i miei occhiali da vista con le lenti un po’ brunite, per osservare la gente che incontro, senza dare la sgradita impressione di puntargli curiosamente lo sguardo addosso. Da questa finestra socchiusa sull’altrui privacy, permette di cogliere varie espressioni, come quella di persona apparentemente distratte con gli occhi che sembrano non vedere nulla mentre probabilmente sono assorte in pensieri per ricapitolare alcuni avvenimenti appena trascorsi, come quelle persone che avanzano sorridendo quasi a far supporre una loro profonda soddisfazione per un qualcosa, che inconsciamente emerge segnandone il volto. A volte si riescono a percepire i sospiri di qualche vagabondo, accasciato sul marciapiede, che tenta così di liberarsi dalle ansie di un’esistenza difficile e solitaria. La maggior parte delle persone che si incontrano sono inespressive, serie o accigliate quasi per voler sfuggire all’osservazione altrui.
Sui mezzi pubblici, autobus – metropolitane, le persone, invece, tendono a controllare i propri movimenti, le proprie espressioni, c’è chi veramente rimane assorto nei propri pensieri, altre, pur tentando di far credere di essere assorte, quasi lontano da quella realtà, sono invece attente ad ogni movimento di qualsiasi
vicino viaggiatore e questo lo si nota appena qualcuno estrae il telefonino per leggere l’ultimo sms, tutti puntano i loro occhi con esplicita invadenza su quel display. Atteggiamenti che ormai non sono più un mistero, un’irrefrenabile voglia di curiosare nello spezzone di vita del vicino, un forte pettegolo desiderio di voler sottrarre qualcosa da un’altra vita per poi parlarne con qualche proprio conoscente, aggiungendo qualche particolare in più stranamente colorato per dotare ciò che si è visto o sentito di un pizzico di stranezza, di un qualcosa di non consueto, che possa accendere la curiosità ed ogni desiderato effetto scandalizzante per il proprio interlocutore.
Un sistema come un altro per chi desidera evadere per un po’ di tempo dalla propria quotidianità, infilandosi con fantasia nella vita di qualcun altro. Sembriamo tanti personaggi di un vero reality, tanti attenti spettatori, quanto bugiardi narratori di inesistenti stranezze per aumentare il senso intrigante del pettegolezzo. La normalità non fa più notizia ed interesse sempre meno.
Ecco cosa qualche volta si nota e si ascolta, aguzzando lo sguardo e l’udito. Questa forse è la più grave pandemia dei nostri ultimi anni, un non troppo esiguo numero di portatori di difetto nella comunicazione, sembra voler contagiare ed abituare l’altra parte della nostra comunità ad una difettosa esagerata comunicazione sino al punto di far passare le menzogne come uniche notizie reali, relegandoci in una babele così complessa, ove ognuno, con le sue verità né cerca la sopravvivenza.
Il pettegolezzo di alcune persone è un fatto veniale e circoscritto, ma la grande comunicazione, se non aderente alla vera realtà, produce effetti negativi sino al danno esistenziale delle persone, che, se colte dalla depressione e dall’ansia per una vita con troppe insicurezze e variabili solo verso il negativo, possono essere minate nell’umore, nella propria autostima,
nella capacità di reazione per quindi patire un dannoso isolamento sociale ed una tendenza alla passività, all’angoscia ed allo stress. Un vero danno esistenziale, di cui dobbiamo velocemente accorgersi per rendere temporanea questa vulnerabilità con la riattivazione della nostra personalità, della nostra capacità di reazione con un’osservazione obiettiva di tutto quanto ci circonda, ci limita e ci peggiora la vita come la mancanza del lavoro e di qualsiasi altro reale impedimento negativo ed ingiusto sopraggiunto nella propria vita.
E’ necessario essere attenti a ciò che l’informazione generale tende a farci credere, perché a volte la gran massa di parole, l’esagerato ricorso a risolutive promesse, poi vane, servono per realizzare quell’invisibile confine che ci allontana drammaticamente dalla socialità, da quel senso di appartenenza nazionale, dalla religione e dalla famiglia. Un nuovo ostacolo per vivere secondo la nostra tradizione, secondo la nostra cultura e secondo i nostri storici valori Un nuovo muro che ci vuole nascondere un crescente individualismo ed un totalitarismo finanziario, che sta riducendo per molti gli spazi per poter sperare e sognare ancora di poter vivere con dignità e con il proprio lavoro nella società della nostra bella Italia, in un’Europa sempre più unita e solidale nella solidarietà, nella giustizia e nel lavoro per tutti.

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