Perché. . .

Quando si è testimoni, anche indiretti, di catastrofi naturali come il terremoto dell’Aquila e del Cile è difficile riuscire a condensare i mille pensieri e le mille emozioni in un’unica lunga riflessione per capire i vari perché della nostra vita e della sua imprevedibilità, che spesso sfocia in avvenimenti, se non disastrosi, non certo felici. C’è da rimanere allibiti, impotenti e sconcertati di fronte ad improvvisi eventi che trasformano la nostra gioia in lacrime, ansia e tristezza. Di sovente felici programmi di vita vengono annullati da una tragicità di eventi a cui nessuno pensava così si precipita nel baratro dell’angoscia e della disperazione. La Natura sembra volerci spesso ricordare che non siamo nulla e che ogni nostra azione risulta impotente ed inefficace per contrastare la sua violenza, il suo primitivo vigore, il suo selvaggio dinamismo dirompente e distruttivo come, appunto, terremoti, tsunami e disastrose fatalità tali da annullare d’improvviso tante innocenti ed ignave esistenze. Un violento e primitivo impulso esplosivo, che, dopo la distruzione, riesce ad essere riassorbito nel suo stesso contesto, come se nulla fosse avvenuto.
Eventi cruciali, che turbano la nostra vita lasciando perplesse le nostre coscienze dando origine a sentimenti di dubbio, di confusione e di scetticismo religioso. Un Dio che ha la responsabilità della vita e poi ci abbandona in un drammatico itinerario di lacrime, forse per punire l’arrogante stupidità di molti che hanno permesso nel tempo di stravolgere e compromettere l’integrità del nostro pianeta con i numerosi esperimenti nucleari, accelerando il naturale movimento delle placche nel profondo sottosuolo terrestre. Le catastrofi naturali, come i terremoti sono spaventosi e molto pericolosi, perché se questi riescono a liberare una smisurata energia distruttiva al limite della nostra scala Richter fanno tremare il mondo al punto da poter far oscillare il suo asse di rotazione ed al punto da riuscire a confondere forse l’ordine delle placche in cui è suddiviso il suo involucro solido, con le temute probabili immaginabili conseguenze.
Non sono un fisico tanto meno un esperto di questi dirompenti fenomeni, però desidero pensare e credere che se esiste un Dio, Questo non può permettere di deludere o di far pagare a tanti innocenti la casuale violenza della Natura, come nemmeno potrebbe accumunare molti in un drammatico destino causato dalla libera stoltezza di pochi arroganti.
Ecco quello che non riesco a comprendere, perché la violenta e tragica ingiustizia deve sempre mettere sotto scacco anche la vita ed il destino di tante persone, quando spesso la responsabilità dovrebbe ricadere su pochi sciamannati irresponsabili.
Se questa riflessione, non organica, dovesse esprimere e possa corrispondere a qualcosa di fondato, noi innocenti saremmo colpevoli solo per aver permesso ad alcuni un esagerato irresponsabile libero arbitrio, al punto da accelerare certi fenomeni.

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