Dopo le capriole, forse si ripartirà da qui.

Non ricordo più per quante volte, dopo un periodo non bello, mi sono detto “ora riparto da qui” confidando nella mia resistenza psicologica e fisica, valutando all’altezza degli impegni la mia instancabile voglia di fare, di riordinare le idee, i proponimenti e le mie migliori energie positive per consentirmi di realizzare un futuro accettabile, soddisfacente ed in stretta sincronia con le mie priorità umane, che ho sempre considerato come miei intimi riferimenti, minuscoli fari forse, ma intoccabili. Dopo un improvviso e grave evento, dal quale non sono mai riuscito ad uscire, ho cercato di eliminare quel grande scompiglio in cui ero franato, cercando nelle più strette relazioni umane quel bandolo di vita smarrito, per riacquistare fiducia e normalità per infrangere quel profondo senso di scoramento, che pian piano stava facendo morire la mia già naturale estroversità ed ottimismo. Dopo alcune cocenti delusioni nell’ambito personale, ne sono seguite altrettante al di fuori della vita familiare, dove nulla sembra più sicuro e sui fatti che avvengono non si riesce ad intervenire immediatamente e tanto meno efficacemente per riportare alcune questioni alla normalità ed al buon senso. Il mio punto di vista, le mie opinioni sono in ogni caso ignorate, come sono trascurati tutti quei temi, che una volta possedevano grande importanza come la qualità dei rapporti umani, come le relazioni fra persone di opinioni diverse, come il lavoro, come la solidarietà, come lo sviluppo delle libertà individuali nel rispetto delle regole comuni uguali per tutti, come la cultura e l’economia e come dividere o riparametrare la ricchezza del lavoro e del nostro ingegno. I veri temi che ci avrebbero condotto ad una effettiva modernità sono stati traditi da una miope politica, sempre litigiosa e sprecona, che sembra dimenticare ogni tipo di utile e discusso approfondimento che ci consenta di migliorare e di dare seguito al lavoro pregresso, eliminandone ogni possibile imperfezione.
Oggi sento aspre contese su questioni di lana caprina, che nulla hanno a che vedere con veri progetti per realizzare un futuro che ci trovi fuori da questa feroce crisi economica, ormai sono rassegnato a scoprire dalle news dei vari media sempre nuovi scandali, che poi nella realtà del proseguo sembra che qualcuno, consapevolmente o no, agisce secondo la teoria del tanto peggio-tanto meglio causando una condizione di sempre maggior caos nelle regioni in cui si è alla vigilia delle elezioni regionali, come il caso del Lazio ove per colpa di qualcuno è stata respinta la lista del Pdl, al governo, causando un dannoso avvelenamento nei rapporti fra partiti, di maggioranza e di minoranza. Un feroce carnevale infarcito di parole grosse e di inutili muscolari manifestazioni di piazza solo utili alla speranza di accrescere la sperata immagine di autorevolezza e di capacità aggregative del loro dominus politico. Inoltre questo dominus, almeno per quanto ho letto sui media, ha evitato ogni confronto televisivo del tipo faccia-a-faccia definendoli poco opportuno, mentre per noi elettori poteva essere l’occasione per comprendere al meglio gli intricati fatti di questo ultimo battagliato periodo politico.
Inutile descrivere il pandemonio che né è seguito, questo sostenuto anche dalla chiusura di due/tre programmi di informazione politica
dell’emittente pubblica, riducendo così la pluralità di informazione e conseguentemente dando la sgradita sensazione di una sostanziale diminuzione della democrazia. Credo che solo da noi esiste la bizzarra regola della “par condicio” per tacitare una parte dell’informazione, un buon pretesto per superare voci scomode e per consentire la sola divulgazione di notizie di vanto e del successo del dominus e qualche altro novello guru della politica. Una pericolosa liturgia, che fra editti, decreti ed inutili discorsi, non rende questi consapevoli che qualcosa sta scricchiolando e che la verità non sempre si coniuga con il potere e con la marginalizzazione di un gran numero di cittadini. Speriamo che una folata di buon senso riordini il dibattito politico e l’informazione dei media e che questo assista le penne nella prossima votazione regionale.
Sono certo, o almeno mi auguro, che noi tutti sappiamo come riuscire a combattere l’ingiustizia per quindi promuovere giustizia e prosperità per tutti, un passo da compiere con seria riflessione, senza arroganza e senza alcun complesso di inferiorità. . . . allora potremmo guardare fiduciosi al futuro senza più incertezze di sorta.
Poi, forse passata la crisi economica e di lavoro, che rende molti più egoisti, riuscirò anche a risolvere le incomprensioni familiari.

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