“Ghe pensi mi”

Ormai la televisione ci ha abituato a vedere e ad ascoltare strani programmi, strani personaggi, strane parole in una esposizione non sempre ben chiara, a volte difficile da valutare un aspetto della globalizzazione della presunzione di un immaginario super uomo dovuta alla televisione.
“Ghe pensi mi” un’affermazione impegnativa, non consueta nello spirito democratico del nostro Paese, che suona strana quasi come un avvertimento, una scarsa considerazione verso gli altri ritenuti incapaci a portare avanti e completare i ddl del suo programma politico, un monito rivolto a qualcuno, ad un nemico immaginario che sembra complottare per destabilizzare l’apparente infrangibilità del suo mondo, della sua lobby, una situazione che sente potrebbe sfuggirgli di mano per tutti quei dissidi che si stanno disvelando, per l’abbandono dal preteso pensiero unico; alla faccia del partito dell’Amore al punto tale che qualcuno già immagina una possibile futura separazione consensuale fra ostruzionisti dissidenti e l’ortodossia pretesa.
Intanto la situazione generale non sembra più tanto tranquilla a causa della vasta disoccupazione, per il crescente peso fiscale, per il continuo aumento dei prezzi dei servizi e dei generi alimentari, per l’imminente pesante mannaia della manovra della finanziaria, per la continua nomina di inutili ministri , per l’annunciata riforma della giustizia e sulle intercettazioni, per le troppe leggi e leggine ad personam. Una immaginaria sindrome d’assedio che sta facendo rischiare la rottura di un “giocattolo politico” che ha goduto di una strabiliante maggioranza parlamentare, mai realizzata da nessun altro governo precedente.
Da qui forse il “ci penso io” preannuncia una tolleranza zero verso ogni dissidente, dando vita ad una guerra contro il resto del mondo democratico per forse operare in modo autoritario e sparando a alzo zero contro tutto e tutti, istituzioni, opposizione e contro personaggi della stessa maggioranza, ritenuti traditori per il solo fatto di voler attivare quella intelligenza collettiva atta a contribuire alla soluzione della crisi che sta affondando il Paese. Mentre sembra essere riservato grande plauso verso quei personaggi rapaci e aggressivi, che carenti di maturità democratica arrivano a sproloquiare contro la massima carica istituzionale. Una situazione di grande imbarazzo mai accaduta sin’ora.
Comunque fra non molto vedremo cosa accadrà, ormai il “trentacinquenne” guascone è rientrato e non tarderà a reclamare da ognuno la silenziosa obbedienza, pena pubblica anatema con probabile espulsione, per concludere la sua fatwa politica. Il tutto mentre il Paese è stretto da una profonda crisi economica, sociale, morale senza precedenti.
Verso quale futuro prossimo politico approderemo, quello della conflittualità e dello scontro continuo, della pace per assoggettamento dei dissidenti, del ricorso a prossime elezioni. . . . .è difficile fare una previsione. . . certo ci sarebbe un’altra strada e cioè quella del ricorso al buon senso, alla riattivazione delle camere ed al dibattito politico. . . mah! Vedremo, auguriamoci però che ciò che ci si augurava di bene per il nostro futuro non sia una speranza già passata.

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