Sputtanilandia.


E’ un paese difficile da individuare su qualsiasi carta geografica, però se per caso ti ci trovi lo riconosci immediatamente senza alcun tema di errore.
E’ un posto gradevole per le bellezze paesaggistiche, per il clima, per la sua storia, per le sue tradizioni, per l’accoglienza delle popolazioni autoctone e per la sua musica popolare, sempre aggraziata e coinvolgente.
Quello che sorprende un po’ è l’ascolto di qualche politico, di qualche cosi detto vip, della lettura di qualche quotidiano che sembrano ormai instancabili partecipanti ad un recente nuovo gioco, quello dell’insulto sonoro, terribile, inequivocabile che ha superato di gran lunga il vecchio desueto pettegolezzo, che di solito era consumato sui pianerottoli delle case popolari o dei numerosi vecchi condomini. Quest’ultima un’attività verbale tutto sommato innocua e divertente per alcuni versi, perché non era quasi mai riferita al privato dell’oggetto della diceria, ma ai suoi aspetti esteriori, come un tic, una particolare andatura, una superstizione ed a queste colorite note in genere si affibbiava un buffo soprannome all’ignava vittima della colorita diceria.
Invece alcuni noti personaggi di questo introvabile paese si sono così impegnati in questa crudele attività verbale al punto da elevare i toni della critica a vere e proprie malignità ed insinuazioni. Non c’è orario che tenga, di giorno e di notte questi superbi personaggi dalla lingua bifida non smettono mai di produrre pesanti e strillati insulti e con conseguenti sospetti per stendere ed annullare la persona al momento scomoda ed avversa.
Uno sport al massacro che non risparmia nessuno sino all’annientamento, una guerra a suon di sonore insinuazioni del calibro di bombe nucleari. In queste attività belliche non si fanno né feriti e tantomeno prigionieri, ma si cerca di tacitare e di mettere fuori gioco per sempre il bersaglio delle micidiali invettive.
Tanto è particolare ed unica nel suo genere questa attività di tentata calunnia, oltraggio, diffamazione con qualche divagazione che tracima nella più o meno esplicita minaccia di distruzione dell’immagine avversaria, che questa rumorosa località è divenuta oggetto della più vasta curiosità dei paesi più o meno limitrofi. Come se stessero in attesa per capire come andrà a finire questa volgare querelle.
Tutto cessa durante gli incontri con qualche prelato, allora sbocciano sorrisi, abbracci e baci, vengono esibite tentazioni di innocuo flirtamento, insomma è scesa la pace e le lingue bifide ben riposte nel loro caldo alloggio naturale lasciano il posto ad immancabili convenevoli di maniera e a sguardi di dolce simpatia e condivisione, si libera così l’aspetto cristiano, della bontà, della sopportazione e della devozione ai valori rappresentati dal prelato ospite ed in ossequio all’impressione che si tenta di offrire di sé, impeccabili nel rispetto del severo protocollo di circostanza.
Appena fuori si ricomincia a spellare ed a spogliare gli avversari come gli abbacchi appesi dal macellaio.
Ormai tutto questo non impressiona più i cittadini normali e cioè quelle persone che sono costrette ad alzarsi presto la mattina per andare a lavorare con attenta laboriosità e responsabilità. Quindi quasi tutti hanno preso le distanze da questi miseri exploit che rappresentano la triste realtà di questo bel paese. Ormai ci si ride nel sentire questi patetici personaggi tentare di sparare fandonie sempre più grosse, mentre affiora una mitomania che tenta di confondere il giudizio del popolo spacciando inutili e vuoti proclami per reclamare ragioni che non hanno. Si sopravvive in una realtà da mondo virtuale, in una forzata second life dove è stato declassato ogni valore solidale a favore di un esagerato interesse verso i soldi, la carriera, la notorietà, l’insolenza e qunt’altro che sia pratico ed egoisticamente utile anche se a discapito degli altri.
In questa società rampante ed egoista sembra non esserci più spazio per ogni più timido germoglio di passione, di amore e di speranza per una vita più a misura d’uomo, tutto ciò che è buono sembra esaurirsi quasi che questo sia il prezzo dovuto per la pretesa crescita in una realtà estremamente capitalista e globalizzata frequentata da masse fortemente indebitate e minacciate da una probabile instabilità lavorativa.
In questa atmosfera viene penalizzata anche la famiglia, il mondo dei prossimi adulti cresceranno con scarso affetto a deconto della loro identità di uomini e donne con probabili conseguenze nelle relazioni fra partner, forse si vivrà in una comunità priva di ogni energia, in una finta rappresentazione degli affetti personali, intimi.
Quindi in questo paese sembra giunto il momento di rimettere mano al timone per riprendere con saggezza la via del vero progresso tecnologico, commerciale finanziario, sociale, che tenga conto della vasta popolazione e che finalmente ponga fine al negativo leaderismo che ha solo realizzato atteggiamenti di non apprezzata arrogante supremazia e per un preteso carisma realizzato con la sola telegenia.

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