Ciao!

ottobre 31, 2010


Ciao Amore,
ciao Lilli, in questa ultima settimana mi hai visto frequentemente mentre riordinavo la tua ultima dimora e finalmente sono riuscito ad adornare il tuo spazio con una piccola porzione di prato con tanti fiori di campo, come piaceva a te. Sono in tessuto, colorati e ben fatti da sembrare quasi veri, una piccola primavera che spero riesca a placare quel senso di tradimento, che abbiamo subito improvvisamente. Non riesco a sapere con certezza se esiste un’altra vita, un’altra dimensione oltre la vita, io me lo auguro di cuore perché allora vorrei che tu qualche volta mi venissi a trovare, anche nel sonno, in modo che finalmente avrei la possibilità di riparlarti ed a questo proposito non immaginerai mai quante cose avrei da chiederti, da spiegarmi. In questa occasione vivrei una grande confusione perché non saprei da dove iniziare, certamente ti pregherei di far scorrere il ruscello del mio dolore fra rive meno strette, meno anguste per alleggerire il mio animo da troppe tristezze e da altrettante troppe delusioni. Nascondo il mio malanimo, ma in questo periodo sono quasi giunto al colmo della misura e non so se riuscirò ancora ad avere la capacità di mimetizzare il mio reale umore con una sorta di affettuosa indifferenza, quasi fossi fuori dal tempo, dalla realtà e dai ricordi.
La tua assenza mi strazia e srotolando il tempo a ritroso sento il peso di averti perso quella notte senza aver avuto la possibilità d’essere svegliato per tentare di fronteggiare quel che di drammatico stava accadendo.
Aiutami, sai perché e ti prego si sempre nei miei pensieri, come è sempre stato, e se puoi qualche volta occupa i miei sogni. . . .hai sentito? Ti debbo parlare.
Ciao.

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Nostalgia.

ottobre 11, 2010


Da quattro cinque mesi a questa parte non riuscivo più a contenere la nostalgia di te mentre l’ansia mi corrodeva nell’anima nel non riuscire a raggiungerti, a parlarti, a guardarti e per rassicurarmi che non mi avresti colpevolizzato per gli ultimi accadimenti. Spesso, quando certe cose non vanno per come mi sono sempre augurato, temo di non essere stato negli anni scorsi all’altezza della situazione e di non essere riuscito a mettere in pratica i tuoi suggerimenti, causando nel proseguio delle difficoltà a qualcuno pur pensando, allora, di aver preso le giuste decisioni e di averti ben compreso.
La tua definitiva ed improvvisa lontananza e la difficoltà di vivere eventi secondo i miei desideri mi procura, appunto, una profonda tristezza, una nostalgia per quello che era, che poteva essere e che non è più stato, purtroppo non ho mai avuto poteri speciali ed i miei limiti umani mi costringono a vivere come mai avrei immaginato e voluto. Mi manchi tanto cara Lilli e non riuscirò mai a farmi una ragione di quello che ci è accaduto e ogni volta che si avvicina qualche festività mi ricordo con quanto entusiasmo preparavi ai figli qualche sorpresa per fargli sempre ricordare quella festa, come era sempre festa quando tornavi dal lavoro e li andavi a prendere all’asilo, percorrendo la via del ritorno con un gran fiatone per riuscire a stare dietro alle due piccole pesti. Eri stanca, ma felice ed eri anche contenta di me, cosa potevo desiderare di più!
Questa mattina quando ho varcato la soglia della Casa di Tutti, non sono più riuscito a trattenere i miei pensieri che avevano iniziato un sofferto pellegrinaggio attraverso i sentieri della memoria amplificando i ricordi sino a farli diventare voci. Parole piene di tristezza e di rimpianto e tanta voglia di lanciare un grido verso l’alto per rimproverare chi ha impedito ai nostri figli di rivolgerti affettuosi messaggi d’amore e di poter pronunciare come tutti i bambini la parola “mamma”.
Con questi pensieri sono stato davanti alla tua tomba, con questi pensieri ho sostituito i fiori, con questi pensieri ho ordinato una composizione di fiori che ti sono sempre piaciuti e con questi pensieri mi sono allontanato inviandoti un bacetto.
Poi in memoria della tua ferma fede ho accennato un brevissimo brano del “Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis”.
Ciao Lilli a lunedì prossimo.


UFFA…..!

giugno 29, 2010


E’ molto tempo che manco in questo spazio, un’assenza dovuta allo scarso tempo libero a mia disposizione e un po’ voluta per far sfumare offesa e rabbia, che nessuno mi risparmia più.
Né é trascorso di tempo da quando credevo e speravo che la vita mi scorresse come in una favola…..c’era una volta…..e visse sereno e contento…., la realtà non mi ha lesinato dispiaceri, afflizioni, contrarietà,ostacoli, malevolenza, angoscia, litigi, gelosie, sforzi inutili per salvare un paio di persone da malattie che hanno bloccato ogni speranza di vita. Anche chi in cuor mio avrebbe dovuto ripagarmi di tanta sofferenza, mi ha tradito bloccando ogni possibilità di serenità cedendo ad inutili gelosie, litigi, allontanamenti dimostrando una grave incapacità di affrontare e di valutare difficili situazioni. In questa negativa varietà non è mancata la delusione per qualche amicizia, che si è dimostrata superficiale, poco attenta e sommaria nei comportamenti senza tenere conto della sensibilità altrui, io non vivo all’ingrosso anzi al contrario, infatti per me sono importanti tutte quelle piccole cose che dipendono e dimostrano la qualità della personalità. Ma non mi dolgo e non né faccio nemmeno cenno, non mi piacciono le polemiche e tanto meno avvitarmi in discorsi di principio che forse è difficile far capire e che tutto sommato nemmeno mi interessa spiegare. E’ andata, tutto qui.
Forse sarà colpa della mia eccessiva permalosità, non lo so, ma di certo credo di essere sempre attento per non offendere l’eventuale suscettibilità degli altri, una forma di rispetto e di attenzione verso chi è diverso da me, ma ciò non è bastato e certamente non è stato un riguardo reciproco.
Questo non è un bel momento, come non è un bel mese, infatti giugno e novembre dovrebbero sparire dal calendario, il primo perché riporta la data nella quale è stata strappata alla vita l’unica persona che mi aveva fatto ricredere nella felicità degli affetti , dell’amore e nella famiglia, ma sfuggitami per la crudeltà del destino senza nemmeno darmi l’opportunità di confortarla al limite della sua esistenza, ora, da anni, tutta la fiaba in cui credevo di vivere è svanita, s’è dissolta, mi è rimasto solo il ricordo di quei brevi quindici anni, che di tanto in tanto mi soffermo a rivedere nella mia mente con attenzione e tanto strazio. Ogni immagine ritorna vivida, bella e così continuo a srotolare il rullino della mia memoria per ricordarla e per non scordare gli impegni che mi fece promettere di mantenere. Così sto facendo.
E si sto scrivendo di Lilli,che oggi mi piace immaginare libera nell’universo, in quella dimensione di vita spirituale, trascendente che non comprendo, ma che voglio che esista per crederla felice e che con la follia dell’amore desidero raggiungere con un bacio affidato al vento. Io sto invecchiando, mentre tu avrai senz’altro conservato la tua giovane età in quel mondo così diverso in cui hai sempre creduto……aiuta anche me a credere nell’esistenza di questa dimensione trascendente, così, quando scadrà il mio tempo, potrò finalmente raggiungerti, allora si che ritroverò la mia serenità.
Sembra ieri, ma sono trascorsi trentadue anni da quando mi hai lasciato…..appena mi sarà possibile porterò fiori freschi dove riposa il resto del tuo corpo…..ormai non sono più libero come qualche mese fa ed a casa ci passo solo qualche ora la mattina…..passerà pure questo difficile momento,almeno me lo auguro perché non sono più forte e resistente come qualche anno addietro.
Ah, se riuscissi a liberarmi di tutto quello che non va con un semplice forte sbuffo liberatorio sarei meno angosciato e guarderei le poche fotografie che mi sono rimaste della mia vita con meno tristezza, prima di riporle per conservarle nella loro busta, così riemergo dal silenzio e dai miei pensieri, gettando dietro le spalle ogni recente meschina vicissitudine.


Ho perso la Primavera.

dicembre 25, 2009

Cara sfortunata Lilli domani mattina verrò a trovarti, ti porterò delle nuove piccole rose selvatiche come piacevano a te. Sistemerò il piccolo presepe e il piccolo albero di Natale. Cercherò di cancellare ogni pensiero e scaccerò quelli che più ostinatamente cercheranno di violare la pace della nostra anima. Da quando ho lasciato il lavoro ed ho più tempo riesco finalmente a raggiungerti con più frequenza , così, come un borderline, riesco a sfogare i miei malanimi incurante dello sguardo un po’ meravigliato e pietoso delle altre poche persone presenti in questo angoscioso luogo. Ho trascorso molto tempo a scrivere i miei pensieri, le mie considerazioni ed a descrivere i miei numerosi sbalzi di umore e di impulsi di rabbia e delusione per le cose che sono accadute da molti mesi a questa parte. Un caos inaspettato, ma non posso farci nulla, ora come mai sento la necessità di essere capito così come gli eventi mi hanno trasformato. Ancora sopporto e mi preoccupo di una certa situazione solo perché sono intervenuti fatti nuovi e gravemente preoccupanti e poi perché non ho mai dimenticato quello che mi hai fatto promettere in quel ventidue giugno del millenovecentosettantotto, mentre eravamo intenti a riordinare, inconsapevolmente per l’ultima volta, la nostra camera, aspettavamo il cardiologo da un momento all’altro. Né ho di difetti, li conosco tutti, ma so anche ricordare i miei pregi, almeno quelli che mi hai sempre riconosciuto per tua generosità ed amore. Da quando abbiamo deciso di dividere la vita insieme, avevi abbandonato il grigio che ricopriva il tuo umore e ti eri riempita di colore ed allegria. . . . ora però son io che ho perso l’entusiasmo e non riesco più a trovare la motivazione per tirare avanti almeno sereno. M’è sparita la primavera dall’animo e già da molto tempo stanno sfumando sentimenti come l’ottimismo e la serenità della ragione. Con gli occhi non riesco più a scorgere quegli aspetti belli , che le residue stagioni, bene o male, ci pongono davanti ai sensi. Mi sembra di vivere in una realtà calpestata e distrutta dalle suole di un non generoso destino. Questa volta avrei preferito saltare a piedi pari questo Natale e non è bastato pensare e capire che non tutti, purtroppo, hanno la vita che sognano e che spesso non riescono nemmeno ad avere una piccola parte delle cose e delle persone che si è desiderato. Come accettare tutto quello che mi è accaduto, così mi sto colmando di rancore, che se potessi tornare indietro, consapevole di quanto è accaduto, sicuramente avrei ragionato con te per evitare almeno tutti quegli inutili sacrifici che abbiamo fatto nella certezza di un normale futuro. Ma una mostruosa delusione ha avuto il sopravvento sulla nostra speranza, sino al punto di portarti via la vita stessa.
Tu Lilli continua ad ascoltarmi ed aiutami per completare quello che hai sempre desiderato e raccomandato. . . poi se cederò anch’io e se inoltre non avessi più voglia di reagire. . . non farà niente.
Intanto navigo a vista e come i marinai nella bufera riesco a mantenermi saldo.


Finché mi sarà possibile veglierò su di te.

ottobre 28, 2009

imagesCAUGYYW1Oggi riprendo il viaggio per raggiungerti nella tua nuova dimora, un piccolo e semplice avello in marmo bianco. A te devo devozione, rispetto, amore e gratitudine per tutto quello che mi hai dato con tanta costanza e fiducia per rimettermi in pace con il mondo per un’infinità di episodi precedenti al nostro incontro. Così oggi mi sono rimesso in macchina e dopo un’inaspettata ed incredibile fila sono finalmente arrivato davanti alla tua fotografia. Commozione e rabbia, forse furia, mi hanno fatto cedere e qualche lacrima ha superato il bordo degli occhi. . . ma mi sono subito ripreso ed i pensieri sono andati lontano. Ho passato pochi minuti fuori controllo e insieme alla mia confusione si stava facendo spazio una sempre più progressiva rabbia, la solita, sempre la stessa che non riesco a scaricare pienamente e lascia sempre aperta la ferita per aver subito la più grave e crudele cattiveria che si possa subire. Questo drammatico episodio mi ha cambiato molto e forse sono diventato una persona un po’ difficile e, per quanto non appare, anche di scarsa flessibilità. Cosi mi sono creato un mondo tutto mio, ove nessuno ha mai avuto accesso e quelle persone che hanno creduto di essere riuscite ad aver oltrepassato quella soglia lo hanno pensato per la sola mia naturale empatia. L’unica chiave d’ingresso era ed è rappresentata dal sincero affetto, ma spesso questo sentimento ostentato cela solo opportunismo e superficialità. Questo è il mio limite e né sono consapevole e la mia età e le tante vissute peripezie non mi aiutano a modificarmi, forse incomincio a dare i numeri per delle precoci conseguenze di una galoppante senilità. Comunque sono consapevole di aver perso gradualmente nel tempo molta parte dei miei interessi, sono scarsamente motivato e mi salvo psicologicamente perché riesco a stare bene con me stesso ed anche perché non è sfumata quella parte combattiva del mio carattere. Il tempo ed i dispiaceri mi hanno allungato i canini a tal punto da essere più coriaceo e intimamente meno fragile. Gli anni e l’esperienza mi hanno reso quasi refrattario alle delusioni verso alcune mancate e tradite aspettative, che un tempo immaginavo come fatti certi, indiscutibili . Oggi debbo ammettere che l’unico fatto certo è la grande sofferenza che mi consuma dopo aver amato e poi perso la mia cara Lilli. Non riesco più a considerare la felicità come una meta, come effetto del viaggio umano o come premio futuro per un’esistenza virtuosa, onesta, trasparente e giustamente motivata. Come trovo difficile credere in un Qualcuno che parla di amore, di pace e di giustizia e poi interrompe la vita a chi forse si sarebbe salvata qualche anno dopo grazie al progresso di indagine medica e chirurgico. . . . siamo abbandonati come gli animali al loro destino ed al caso, quindi temo sia inutile aspettare di lasciare questa vita nella speranza di rinascere per poi rincontrarsi. Non sono ateo, ma i fatti e la ragion pratica mi portano a questa conclusione. . . chi possiede la fede è senz’altro fortunato. Davanti alla tua tomba, Lilli, mi ha assordato il profondo silenzio che incombeva, solo le piccole rose rosa selvagge ( come nel tuo bouquet in quel lontano 15 ottobre del 1969 ) che avevo posto sotto la tua fotografia creavano un subbuglio cromatico, un rumore colorato. Devo abituarmi a smettere di attendere la primavera, l’estate, l’autunno e l’inverno per tentare di cogliere qualche buon periodo a cui almeno attribuire una pur minima misura di felicità, di sincera emozione affettiva che solo alcune rarissime persone sanno donare e queste non ci sono più, me ne devo fare una ragione. Oggi mi sento orgoglioso di essermi sempre preoccupato per te, di essermi preso cura di te, di aver condiviso tanti momenti belli
e quelli un po’ difficili, ci siamo amati e mai ci siamo chiesti o preteso qualcosa di speciale se non la nostra persona all’altra o all’altro. Ci siamo costruiti quel breve tratto di vita tutto da soli, ogni sacrificio era un passo avanti, un sorriso. . . ci siamo voluti bene molto profondamente ed abbiamo avuto la fortuna di ben comprendere il senso della vita.
Bhe, ciao Lilli, speriamo che esista davvero un’altra vita oltre questa terrena. . . mi sono preparato per il nostro nuovo incontro. . . . qui nulla è più in sintonia con me.


Una breve pausa, per raccontarti. . .

maggio 18, 2009

AWY7PXOCAGABJFKCA166G61CA6SXEVACAZS0FB7CAT2IPE4CAOWI38VCABP6KOVCA97UAYXCA92DLA8CAD4N0FPCAGROWBCCAEYBP56CA1BIUTRCA3QR9KQCATBQXM6CA8TCTFKCAOCI3QICAEHG57XAttualmente sto attraversando un periodo particolare un po’ complesso dove non mi sono state risparmiate amarezze e preoccupazioni, ma non mi sono fatto sorprendere da strane e deleterie emozioni, anzi sono riuscito a soffocare alcune istintive reazioni lasciandomi così controllare dalla ragione, che per quanto ormai residua dopo essersi consumata in già trascorsi periodi che definirli infernali è puramente eufemistico. Però sono assalito da un vortice di pensieri che mi impediscono di rilassarmi e di superare vere e proprie paure per le future sorti di una persona dipendente di un ente autonomo che quest’anno per la prima volta ha presentato un progetto di bilancio dello scorso esercizio con un totale di minusvalenze su titoli per ben oltre centotrentadue milioni di euro e con un progetto di scelte future, che fa temere una prossima progressiva perdita di un buon numero di posti di lavoro. Una prospettiva da digerire con molta difficoltà e tanta rabbia, per diverse circostanze che preferisco non dettagliare, tanto da consumare un non proprio calmo incontro con alcuni consiglieri di questo ente al punto di promettere inoltre un mio critico intervento nell’assemblea di discussione e valutazione di detto documento. Sono seguiti altri contatti ed io ho suggerito una soluzione per dare tranquillità e continuità lavorativa a quei dipendenti. . . . speriamo bene.

Altro motivo di amarezza s’è concretizzato per un non nulla con un’altra persona. . . . . .comunque grazie al mio carattere sono riuscito a gettare temporaneamente dietro le spalle queste particolari situazioni e a riemergere da un senso di oppressione recuperando una pur minima tranquillità riuscendo bene o male rilassarmi e per quanti brutti momenti ho passato ancora sento di amare questa mia avventura terrena, però in cuor mio mi auguro che almeno finisca bene nel senso che si realizzano gli ultimi importanti desideri che mi sono rimasti. Per quelli precedenti non c’è più niente da fare, perché chi aveva la possibilità di farmeli realizzare ha purtroppo fatto spesso cilecca

Ormai sono ben consapevole che le favole non esistono e se esistono solo solo un mucchio di desideri che non riguardano di fatto la realtà. Come accadde a noi, quasi quarant’anni fa, quando credemmo di riuscire a spiccare il volo con le ali dei nostri desideri, come due Icaro. . . . ma siamo subito caduti giù.

Io sono riuscito a riaprire gli occhi, tu non ce l’hai fatta. . . non è valsa né protesta né preghiera per sfuggire alla forza della realtà.

 


Davanti al tuo sepolcro.

febbraio 22, 2009

 

Nel crepuscolo della ragione,                180px-charon_by_dore

si liberano le spire dei ricordi          

e come se fossi tratto da caronte

guado con gli occhi del cuore

l’Acheronte della mia fantasia

e ti vedo, muta, pallida, assorta

e d’incanto, come se un soffio di vita

novo riaccendesse i tuoi magnetici

iridi, mi puntasti lo sguardo

per far riaffiorare i miei tratti

occultati dall’oblio del tramonto

della tua vita senza più pensieri.

In un urlo appena taciuto,

come un forte vento di pianura,

con le labbra chiuse,

ho posato i fiori colorati

per ricordarti che sono erede

di tanta felicità e testimone

di una favola distrutta.