Absit iniuria verbo.

dicembre 27, 2009


E’ Natale,
un palpito d’amore
brilla nel mio cuore
con nuovo splendore
. . . . . . . . . . . . . . . . .
e via di seguito.

Così recitava una vecchia canzone che le maestre delle prime elementari ci facevano cantare in coro in prossimità della festa natalizia. Era come se noi scolari fossimo impegnati in una nuova promessa ad essere più buoni, più attenti alle lezioni scolastiche, più ubbidienti ai genitori ed alle maestre, più educati nei modi di comportamento e nel parlare, più ordinati a casa ed a scuola, insomma cantando promettevamo di meritarci il famoso dieci in condotta. Ricordo che durante queste recite, allora fra le poche materie delle scuole elementari c’era anche canto, eravamo disposti a mezza luna al cui centro c’era sempre la maestra che tentava a gesti di farci mantenere vocalmente coordinati, mentre il maestro di musica s’affannava sul piano per far uscire le note dai martelletti in sincronia con il nostro, forse, non bel canto. Ma quest’ultima faccenda in fondo non era poi così importante, tutta quella piacevole messa in scena serviva per sottolineare il fatto che noi dovevamo essere più buoni, più ubbidienti e studiosi, dopo molti mesi di marachelle infantili. Così mi sembra stia accadendo oggi, dopo che in questi ultimi vent’anni è accaduto di tutto e di più e in particolare dopo il recente scampato pericolo di un noto politico per l’aggressione subita da parte di un psicolabile ed inoltre dopo l’incidente accaduto al Santo Padre, anch’egli vittima di una persona presumibilmente psicolabile, si viene invitati tutti, cittadini e politici , ad un comportamento più responsabile e pacato in modo da non fornire a qualche scalmanato un immaginario, inconsistente ed immotivato alibi per qualche grave e colpevole colpo di testa. Giusto, non c’è che dire.
Quindi contrastare la sfiducia, i fabbricatori ed i seminatori di pessimismo, di estremismo ed i disfattisti, perché queste sono le presunte fonti ove può nascere odio e violenza. Così il nuovo passa parola dovrà essere quello di pensare e credere che il nostro Paese non va male, la sua caduta del pil è stata inferiore a quella degli altri Paesi, quindi non lamentiamoci come siamo soliti fare, bisogna essere ottimisti. Un passa parola da grande rincuorata, come bere un forte cordiale, come ricevere una sferzata di nuova energia psicologica.
Sin qui quasi tutto bene, ma le notizie di queste ultime ore ci informano di una prossima “ministangata governativa”, che unita ad altri aumenti previsti per l’anno prossimo, dovrebbe appesantire le spese di ogni famiglia di ben altri seicento euro l’anno e questa previsione è stata diffusa dalle due più note associazioni a difesa dei consumatori nostrani. Oltre a ciò bisogna ricordare tutti quei lavoratori che hanno trascorso il Natale in fabbrica o sui tetti della loro azienda per difendere il loro lavoro di fronte all’annuncio di inviare nuove quote di dipendenti in cassa integrazione, della comunicazione di una prossima dismissione dell’attività di un certo stabilimento industriale, se non addirittura di licenziamenti per così trovarsi d’un colpo in mezzo alla strada. Ecco sono tante le motivazioni e le avvisaglie di una crisi reale che incombe e spaventa molti onesti lavoratori e con questo spirito è difficile forzare una smorfia che assomigli ad un sorriso e per così assumere l’aspetto di una persona ottimista.
Non è per esagerare, ma molte persone lamentano una difficile situazione e purtroppo sono molte quelle invisibili persone che hanno affrontato queste festività con il licenziamento annunciato, mentre altre manifestano per tentare di difendere la loro vulnerabile precarietà lavorativa con la visibilità del loro stato, che può far sperare ad interventi pubblici a difesa del loro reddito. Quando si è sul punto di perdere il lavoro o se già si è stati licenziati, con o senza cassa integrazione, è difficile riuscire ad alimentare un umore positivo, anzi si viene investiti da un forte rancore, da rabbia e questa aumenta seguendo una certa informazione che, priva d’ogni prudenza, ostenta immagini di un’altra Italia in doppio petto e in eleganti abiti con lustrini impegnati in una continua sorta di esuberanti attività divagatorie pubbliche e private. Questi non belli sentimenti non sono germogliati dalla malapianta dell’invidia, ma accesi dall’ostentazione di una vita facile da nababbi, apparentemente inoperosa di quella limitata percentuale della nostra popolazione. Così si ascolta nelle strade e nelle piazze e, per essere più puntuali, secondo molte riflessioni sul nostro specifico nazionale risulta che alcuni ceti sono di un’assoluta inconsistenza etica, socialmente rampanti, famelici ed assistiti da un buon numero di individui servili sempre pronti a racimolare qualcosa di materiale e non, come benessere e notorietà. I veri eroi di questa epoca sconclusionata sono rappresentati dalla gente comune che ha saputo sopravvivere e sempre sopportare ogni sorta di effetto di una lunga sequela di misfatti, scandali e bugie perpetrati per un eccesso di egoismo dai su menzionati famelici individui, che spesso non rinunciano a proclamarsi come tanti crocerossini del popolo. Quest’ultima spudoratezza viene anche realizzata grazie alla comunicazione normalizzata di alcuni media collaterali.
Quindi c’é da augurarsi che questa ennesima festività natalizia sappia suggerire a tutte quelle persone che “contano e che decidono per noi” di assumere un atteggiamento meno arrogante, più collaborativo, più giusto e ragionevole per agire con amore verso tutta la cittadinanza sempre in attesa di superare le drammatiche conseguenze di una crisi provocata da una potente colpevole minoranza di individui incapaci di ogni correttezza e giusta considerazione degli altri. Quindi intercettare le necessità delle famiglie e riorganizzare la vita parlamentare secondo i dettami della nostra democrazia, ma evitare ogni tentazione di percorrere la famosa terza via, quella dell’inciucio, torneremmo drammaticamente indietro in mezzo ai guai e forse metteremmo in pericolo la nostra vocazione democratica.
In ultimo è bene che i legislatori ricordino che “ lex specialis derogat generali ”.


Ammazza, ammazza. . Ahò son tutti n’a razza.

ottobre 24, 2009

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Qui ci alza presto la mattina ed altrettanto presto si esce da casa per raggiungere la piazza principale per sgranchirsi le gambe da un lato all’altro dello spiazzo. Se ci fossimo dati appuntamento non ci saremmo incontrati così contemporaneamente come è successo questo sabato, noi, i soliti tre amici, ci siamo ritrovati, con il solito giornale sotto al braccio, per andare a fare colazione al nostro solito bar. Il tavolino era ben apparecchiato ed i cappuccini e le brioches erano già davanti a noi, ma non facemmo in tempo ad addentarle che la piccola sagoma di Ignazio, u’ sgozzato o lo zio, già avanzava fra i tavolini per raggiungersi. Avete letto il giornale di oggi? Ci chiese quasi affannato, certo, ma allora avete visto che ho ragione quando affermo che gli scandali ormai sono rivelati a tutte le ore, come i supplì, anzi come i chicchi d’uva, l’uno chiama subito l’altro. N’a processione di fatti e fattacci che supera qualsiasi immaginazione o fantasia. Prima si sentivano solo scandali amministrativi, malversazioni, appropriazioni indebite, finanziamenti illeciti, abusi d’ufficio, corruzioni, eco-illeciti, collusioni e chissà cos’altro che ora non ricordo. Zio aveva preso il via, adesso gli scandali sono di natura licenziosa, s’è scoperto chi non disdegnava della compagnia di giovani donne, chi amava girare nudo nella sua residenza e via così. . . . .da un po’ di tempo a questa parte però qualcuno sembra far tana a personaggi impegnati in tresche sessuali più particolari. Persone prive da ogni omofobia, che sembra provino attrazione, interesse o semplice simpatia per omosessuali, gay, lesbiche o per transessuali. A questo ultimo proposito non ho nulla dire, anzi, ma quello che mi meraviglia e mi domando ma questi non hanno una famiglia? Forse non gli basta più. . . così giù con i tradimenti, con le tresche, con esperienze forti, chissà. . . continuava imperterrito Ignazio, mentre noi dopo aver ordinato la colazione anche per lui, tentavamo di consumare la nostra. imagesCAKED7KQ
Ragazzi qui le cose non vanno bene, riprese Ignazio allontanando la tazza con il cappuccino dalle sue labbra, molti fra quelli che contano sembrano essersi arresi a comportamenti sessualmente sfrenati, lussuriosi, dissoluti e questo non è tutto perché questi personaggi un po’ naif sono spiati da taluni che tentano di filmarli per poi ricattarli o per costringerli a lasciare i loro impegni pubblici. Credo di non esagerare se incomincio a credere che da noi un certo tipo di antagonismo non viene più combattuto nella sostanza delle cose, ma con veleni, con ricatti, con la demolizione morale delle persone, un modo come un altro per annientare, uccidere il proprio avversario. Viviamo un’atmosfera da resa dei conti, di resa pariglia, di vendetta per pareggiare lo sgarbo ricevuto. Un clima da Far West per liquidare un personaggio scomodo come è già successo qualche mese fa con un direttore di un quotidiano. Sono tutte storiacce con tanti personaggi uno peggio dell’altro, che hanno smarrito, per qualche motivo, il senso della misura. Sembra d’essere spettatori di più spettacoli di spionaggio, dove numerosi 007 si danno un gran da fare per costruire o per scoprire vicende scabrose di avversari per poi renderle di pubblico dominio, per sporcare una volta per tutte la sua vita e quella della sua famiglia, noncuranti di ogni minimo eventuale scrupolo per la sorte dei familiari della loro vittima del momento. Sono anche convinto che probabilmente esiste una volontà, che per farsi largo ricorre ad un continuo intrigo per sminuire i propri eccessi e la propria arrogante mancanza di misura.
Questi fattacci esposti oggi da numerosi media saranno frutto di pettegolezzi, di circostanze costruite ad arte o veri episodi che non dovrebbe mai compiere una persona con tanto di consorte e di figli. . . . se così fosse sarebbe una grave mancanza di responsabilità e di rispetto verso i propri congiunti. Mi piacerebbe che gli inquirenti concludessero presto questo caso e che la stampa ci rendesse sempre informati degli sviluppi senza, però, cenni di inesattezze o di inutili morbosità. trans1
Quanto vorrei che esistesse veramente lo specchio parlante, che la strega della favola di Biancaneve interrogava per sapere chi fosse la più bella del reame, per chiedergli nella quasi stessa formula “specchio specchio delle mie brame. . . . chi sono gli zozzoni del reame”. . . . fra disonesti, spioni, committenti e personaggi dissoluti.
Così terminò il nostro caro rauco amico, ci salutammo con l’impegno di ritrovarci domenica in piazza vicino al solito bar.


Totus Tuum. . . .

ottobre 23, 2009

Ahooo! Strillò Ignazio, detto zio e conosciuto anche come u’ sgozzato per via della sua voce roca, anni addietro fu operato alla gola e gli fu tolta una corda vocale rovinata dal fumo delle sigarette, per farsi notare e per così unirsi al nostro gruppo. raccomandati
Mannaggia alla miseria, avete sentito dell’ultimo scandalo campano? Annuimmo e nello stesso momento scrollammo le spalle come per dire “Zì, che ci vuoi fare?”. E no amici, iniziò Ignazio, qui ormai gli scandali sono diventati come i supplì, c’è uno al giorno ed ogni volta sono contestati un numero infiniti di reati come l’abuso di ufficio, concussione e associazione a delinquere. Questi esplodono come bombe sui media, poi piano piano si sgonfiano, sino a non saperne più nulla, sono sempre storie senza fine così nessuno di noi riesce a capire se si tratta di denunce fondate o se, invece, sono abbagli degli inquirenti. Comunque ci portano a pensare male e quando si pensa male a volte si rischia di indovinare. . . . almeno si dice così. . . è un luogo comune, sentenziò. Comunque per tornare al caso campano, questa volta, oltre ai soliti reati, c’è un fatto che ha attratto la mia attenzione come l’esistenza di un corposo elenco di persone raccomandate, da più politici, per essere assunte alle dipendenze di amici, in diverse mansioni. Se non ricordo male, continuava Zio, si tratta di ben quasi settecento persone segnalate, che prima o poi risolvono il grave problema dell’occupazione. Ebbene, rispondemmo. Come ebbene, riprese il nostro loquace interlocutore, ma non capite che oggi per lavorare bisogna farsi amico qualche persona importante, qualche politico, così veniamo segnalati ed aggiunti all’elenco delle persone da sistemare. . . . a me sembra chiaro! Ormai sembra fuori da ogni dubbio che per inserirsi nel mondo del lavoro e per quindi avere una chance in un ambito così ostile e difficile è necessario revisionare, aggiornare i nostri concetti di etica, bisogna una volta per tutte disertare l’esercito dei moralisti. . . bravi ma digiuni. lcclo
Ritengo utile renderci coscienti dei numerosi problemi della vita, del lavoro, dello stipendio, delle bollette, dell’abbigliamento, del supermercato e tutto ciò che può agevolare la nostra serenità, quindi dobbiamo cercarci il nostro potente benefattore per aggiustare una volta per tutte la nostra vita. Ci facciamo raccomandare per essere assunti da qualche parte e poi chi se né importa se ci verrà chiesto come siamo arrivati a quel posto, quali sono le nostre competenze, a quanto ammonta il nostro stipendio o se addirittura qualche sfrontato ci dovesse chiedere apertamente chi ci ha sistemato. . . . non risponderemo mai, saremo sempre evasivi e dovremmo assumere un comportamento autorevole e distaccato con gli estranei in modo da scoraggiare qualsiasi vivace voglia di indagare sulla nostra collocazione. Invece dobbiamo riservare e realizzare un profondo legame con il santo benefattore, una salda unità, una convinta devozione come fosse una fede, una venerazione.
Lasciammo sfogare Ignazio per un’altro bel po’ di tempo, conoscevamo bene la sua difficile situazione da cassintegrato, cercava di fare di tutto per guadagnare qualche euro in più da aggiungere al suo esiguo assegno di sostegno al reddito, qualche volta con la complicità del figlio siamo riusciti ad aiutarlo, quindi non ci meravigliava questo suo nuovo modo di ragionare in barba ai suoi veri principi di onestà e rettitudine, ma questa volta la grave indigenza lo stava portando ad accettare anche i frutti ed i vantaggi che offre la condivisione e la complicità verso la cattiva politica, capace solo di far crollare la fiducia nelle istituzioni, di azzerare ogni aspettativa al grande invisibile esercito di disperati, di precari che, malgrado le loro certificate credenziali scolastiche e professionali, non riescono a rientrare nel mondo del lavoro e tanto meno riescono a far valere i propri diritti se non si è personalmente segnalati. Almeno è questa l’amara conclusione possibile a cui si arriva, quando si è in depressione, leggendo dei numerosi arroganti abusi di qualche noto personaggio, che dovrebbe invece essere portatore di un pubblico agire tra onestà e competenza.
Dopo lo sfogo il nostro amico, detto u’sgozzato, si riebbe, sorrise e si tranquillizzò. . . . era fra i suoi amici, una grande sensazione di affettuosa solidale protezione.


The next few weeks.

marzo 13, 2009

obamafriend–
The next few weeks will be some of the most important our movement for

change has encountered yet.

Mitch wrote to you earlier this week about Organizing for America’s Pledge

Project — an effort to identify and mobilize support across the country for the

economic vision President Obama has outlined in his budget.If you haven’t yet done so, pledge your support now and ask your friends, family,

 

and neighbors to do the same.

The budget that passes Congress has the potential to take our country in a truly

new direction — the kind of change we all worked so hard for. We didn’t fight to shy

away from the tough long-term decisions Washington has ducked for far too long.

President Obama knows, as you do, that our future strength and prosperity depends

on Washington finally taking the hard and smart steps in energy, health care, and

education that will make sure America and its families are strong for decades to come.

And while his budget reflects those important values and priorities, the President

also understands the government has to cut spending like so many families and

businesses are being forced to do now. He invests where we need to and cuts

where we must.

In the next few weeks we’ll be asking you to do some of the same things we asked

of you during the campaign — talking directly to people in your communities about

the President’s ideas for long-term prosperity. But first, start with your own pledge

of support, and the support of your friends, family, and neighbors:http://my.barackobama.com/pledgeproject

 

We know this fight won’t be easy. But important battles never are. Together, we have

the opportunity to shape our country’s future. We believed in the power of people to win

an improbable election victory. And we believe in the power of people to drown out the

cynics and entrenched interests in Washington to bring lasting, meaningful change we

can all be proud we played a role in.

Thanks,                                                          a4n0hbrca7jli40ca9z0ojmcag4wuqzca1a8470caehzy8cca0idqo4ca9jbcf1cay8mt4fcakfzyqwcanfq413cadf059acaua9obpca8genwicadqgnbdca2d8nvvcaz18wuacan0usspcanu5eoh

David Plouffe

amico–

Le prossime settimane saranno alcuni dei più importanti cambiamenti per il nostro movimento ha incontrato ancora.
Mitch ha scritto a voi all’inizio di questa settimana su Organizzazione per l’America’s Pledge Project – uno sforzo per individuare e mobilitare il sostegno in tutto il paese per la visione economica Presidente Obama ha delineato nel suo bilancio.
Se non avete ancora fatto, pegno ora il vostro sostegno e chiedere ai tuoi amici, familiari e vicini di casa a fare lo stesso.
Il bilancio che passa il Congresso ha la possibilità di prendere il nostro paese in una vera e propria nuova direzione – il tipo di cambiamento che tutti lavorato tanto per. Non lotta per sottrarsi dalla dura a lungo termine, le decisioni di Washington ha ducked per troppo tempo.
Presidente Obama sa, come te, che la nostra forza e la prosperità futura dipende da Washington finalmente prendere il disco e intelligenti iniziative nel settore energetico, l’assistenza sanitaria, l’istruzione e che farà in modo che l’America e la sua famiglia sono forti per decenni a venire.
E mentre il suo bilancio riflette i valori e le priorità, il Presidente capisce anche il governo deve tagliare le spese, come tante famiglie e le imprese sono costrette a fare ora. Egli investe in cui abbiamo bisogno e di cui dobbiamo tagli.
Nelle prossime settimane saremo in cui si chiede di fare alcune delle stesse cose le abbiamo chiesto di voi durante la campagna – parlando direttamente alla gente della vostra comunità circa il Presidente per le idee di prosperità a lungo termine. Ma prima, inizia con il proprio impegno di sostegno, e il sostegno dei tuoi amici, parenti e vicini di casa:
http://my.barackobama.com/pledgeproject

Sappiamo che questa lotta non sarà facile. Ma non sono importanti battaglie. Insieme, abbiamo la possibilità di plasmare il futuro del nostro paese. Abbiamo creduto nel potere delle persone di vincere un improbabile vittoria elettorale. E noi crediamo nel potere del popolo di annegare i cinici e radicata interessi a Washington per portare duraturo, significativo cambiamento che tutti noi possiamo essere fieri abbiamo svolto un ruolo pollici
Grazie,

David Plouffe


De bello Italico.

febbraio 22, 2009

italGallia est omnis divisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis, legibus inter se differunt.(…)

La Gallia nel suo complesso è divisa in tre parti, una è abitata dai Belgi, una dagli Aquitani, la terza da quelli che nella loro lingua si chiamano Celti, nella nostra Galli. Tutte queste popolazioni differiscono tra loro nella lingua, nelle istituzioni e nelle leggi.(….)

Queste sono le prime righe del “De bello Gallico” (la guerra gallica) e la parte residua dei miei ricordi scolastici, quando il latino era ancora una importante materia di applicazione e questa opera è il contributo scritto certamente più conosciuto di Gaio Giulio Cesare, grande uomo politico e scrittore romano del lontano primo secolo a.C..

Riferito questo, con un po’ di fantasia e d’ironia, trovo questa descrizione per certi versi aderente alla nostra realtà quotidiana, dove quasi tutti i cosi detti politici sono stati contagiati dal raptus scribendi per placare la compulsiva necessità di comunicare con gli altri esseri umani, quindi giù pagine su pagine scritte ad una/due/tre od addirittura a quattro mani.

La nostra epoca è l’era delle chiacchiere, delle tentate convinzioni, della pubblicità autoreferenziale, del dottismo, delle parole complicate, dei sorrisi ammiccanti, delle espressioni alla circostanza, delle beghe, dei sotterfugi, delle ipocrisie, delle manipolate verità e da un praticato ampio bagaglio tecnico della studiata comunicazione per rendere più efficaci le proprie comunicazioni. Una diffusa commedia finalizzata pro domo propria efficacemente movimentata da un animismo verbale, gestuale, politico ed etico, ma di sola facciata che non nasconde l’arroganza con quale taluni pretendono di comunicare al mondo degli umani, semplici ed ingenui, come se si rivolgessero a poveri ignoranti, assumendo un atteggiamento da meri intellettualini, tentando gli eventuali interlocutori di ricorrere a fantastici sotto-titoli per riuscire bene a capire il senso vero dell’azzardato colloquio, spesso realizzato con verbosa vanità usando un linguaggio di fatto vuoto e prefabbricato.    awcdk5wcas2v8zrcae3n89ncalf7ff7cai6nftfcai7fe76caepx7nicapru86wcai27v65cauweiczcabvlfszcampdn0ccarlp7jocag21zu4casbl1x3ca9hgs20cal8ubxjcah3c9h3ca0ml4wf

La realtà logorroica della politica è un impero edificato sulle sole parole di refuse esperienze passate non più applicabili ai nostri giorni. Tanto è vero questo che oggi per agevolare l’esercizio della politica è stata compressa la presenza parlamentare a scapito del nostro naturale e reale pluralismo, che di norma alimenta la nazionale indole democratica e l’autonomia del pensiero laico e cattolico presente in un sistema plurale giusto e solidalmente equilibrato. Insomma sembra di esistere in un sistema dove il gran numero di chiacchiere ha creato un’invisibile tenaglia che tenta di regolare la nostra vita, facendo sfumare la sperata convinzione che non dovrebbe esistere alcuna volontà maggioritaria che possa prevaricare la singola volontà. Oggi tutti cercano di pilotare le scelte della gente usando, appunto, la melodia delle chiacchiere e l’informazione di parte.    ap00y16cao4755pcaviikfbcan1uzt3ca7cs88rcavjairyca8mx4gmca060rwfca40bve0cac5xon7cagmn0a3ca1hgbh1caho82adcan2ce3vcaq1l6yjcao6jvrucayut87nca2ove8lcardjvuf

Per quanto riguarda invece della divisione fisica del territorio, questa non tarderà a configurarsi con le regioni, con il prossimo federalismo fiscale, che se non ben congeniato, né accentuerà le diversità, già oggi, per esempio, le prestazioni sanitarie, demandate nella responsabilità regionale, non sono più uguali per tutti i cittadini e così di seguito, probabilmente nel nostro futuro.

Quindi per terminare questo semplice ragionamento, dovremmo stare più attenti ai fatti, a ciò che una persona ha realizzato e che si accinge a concludere ed evitare di dare fiducia a tutti quegli inconcludenti civili che sollecitano la nostra attenzione con l’esercizio della sola parola, del politichese, altrimenti non ci si deve più lamentare danni solo in quel posto.

L’inefficienza della politica và ricercata nella strenua litigiosità delle parti in causa per raggiungere il potere e questa a volte è creata apposta per mimetizzare l’assenza di idee, di programmi e di quant’altro che si dovrebbe concepire per la soluzioni di difficoltà contingenti e per permettere alla popolazione di vivere in condizioni più sicure, quindi migliori. Quindi via ogni nostra idea o atteggiamento errato, indotto o proprio, e lasciamoci guidare dalla realtà che osserviamo con i nostri occhi, liberandoci così da ogni inutile negativo pregiudizio per mentalità, cultura, razza, sesso, territorialità, etnico, di classe, di appartenenza politica e/o religione. Oggi è necessario essere attenti a che non scada la logica, la razionalità e l’obiettività di giudizio nel nostro contesto per evitare dannosi abbagli con conseguenti decisioni errate.


Scienziati, biologi e ricercatori.

novembre 16, 2007

Per nostra fortuna i media dedicano del loro spazio, oltre alle solite notizie di cronaca nera e di estenuante aggiornamento di episodi nell’acerrima dialettica politica nostrana, anche a più o meno brevi reportages del lavoro svolto da encomiabili biologi, scienziati e ricercatori, che si avventurano in abitat selvaggi per osservare e studiare tutti gli aspetti della natura per tentare di indagare scientificamente il loro futuro. Questi personaggi abbandonano i loro abituali luoghi in cui vivono, come le affollate città con le loro rumorose strade per osservare cieli stellati, animali aggressivi e feroci, piante e fiori di ogni specie e per ascoltare i suoni della natura come il vento, il rumore della pioggia e delle più svariate e pericolose bufere, il suono ossessivo di insetti ed i canti degli uccelli. Una vita trascorsa fuori dai comuni schemi quotidiani in luoghi desolati o complicati nell’incedere come le numerose foreste, dove si deve risolvere da soli ogni problema, lì non ci sono meccanici, stazioni di servizio, telefoni, riscaldamento, acqua corrente, medici ed ospedali. Un’attività di ricerca e di studio che impone molti sacrifici e che viengono superati e minimizzati dalla grande passione ed amore per la natura e dalla personale dose di coraggio allo stato puro.

Una osservazione da vicino di un’immensità di specie animali e vegetali, che vivono in aree quasi sconosciute ai più, per prelevare elementi da esaminare e sperimentare in attività di laboratorio per ricavarne sostanze a noi utili (medicine-vaccini ecc.) e per escogitare metodi e soluzioni per salvare dall’estinzione questo patrimonio di fauna e flora.

Scienziati e ricercatori stimano che ancora non siamo riuciti a conoscere tutte le specie animali presenti sulla nostra Terra. A questo proposito si valuta che solo il cinquanta per cento degli insetti attualmente viventi è conosciuto da noi ed inoltre da qualche anno a questa parte sono state identificate decine di migliaia di nuove piante ed altri animali come serpenti, pesci, anfibi, volatili ed altre specie ovipare e vivipare possano esistere in specie ancora sconosciute da noi.

Un’attività scientifica a tutto campo svolta di solito in solitudine e non priva di pericoli, ma caratterizzata da un grande spirito di solidarietà verso la natura, per preservare piante ed animali dal vorace sviluppo territoriale della nostra comunità umana, non sempre attenta alla complementarietà fra noi esseri umani e mondo animale e vegetale in un ecosistema così complesso e delicato, che ancora sino ad oggi ci permette di vivere in modo armonico la nostra sussistenza, la continuità di culture e tradizioni e la scoperta di sostanze utili per contrastare e curare malattie, che potrebbero minare le nostre attese di vita.

Un grande grazie a queste silenziose persone, che operano a vantaggio di quanti, animali e vegetali, abitano la nostra Terra.