GP del Giappone di F1 – 2009.

aprile 26, 2009

 braunPoco prima della partenza, con le monoposto già schierate, è stato chiesto al bravo Jarno Trulli se voleva regalare la vittoria di questo Gp alla Toyota, la risposta, accompagnata da un sorriso, è stata immediata “siamo qui per questo”. Una bella affermazione del pescarese che non riusciva a nascondere la possibilità di vincere questa gara, d’altronde con la pole conquistata nelle qualificazioni si è trovato una toyota ben settata come mai aveva sin’ora guidato.

Purtroppo, però, dopo la partenza Trulli perde quasi subito la prima posizione, mentre al centro del gruppo Massa, stretto fra Raikkonen e Barrichello, viene urtato e danneggiato all’alettone anteriore, tanto da dover rientrare per la sua sostituzione. Nelle fasi concitate che sono seguite alla partenza, Vettel, partito con un buon quantitativo di benzina e con gomme morbide nuove, sembra essere più efficace anche della stessa Tayota di Trulli partita senz’altro più leggera.

La Ferrari invece con un bravo Raikkonen cerca di svolgere una discreta gara per riuscire a conquistare qualche importante punto, nella speranza di riuscire a presentarsi nel prossimo Gp di Spagna con una nuova macchina competitiva ed in grado di ripartire vincenti in questa strana stagione di F1 regolata dalle non sempre condivisibili nuove norme emanate dalla Fia. In effetti è il primo Gp che si vedono gareggiare tre tipi di F1 insieme e cioè monoposto con Kers, monoposto senza Kers ed altre vetture con diffusore a due piani. . . . l’assurdo del Kers è che questo meccanismo non sarà più utilizzato nella prossima stagione, come non saranno più consentiti pit-stop di rifornimento carburante per la dotazione di un serbatoio abbastanza capiente che permetta ai bolidi in gara di finire appunto la competizione, quindi le vetture saranno presumibilmente dotate di un serbatoio che contenga almeno 240 lt. di carburante. . . sembra di tornare al passato.

A parte queste divagazioni tecniche, in gara Hamilton cerca di avanzare con la sua solita aggressività, ma sempre gli riesce ed i giochi restano nella disponibilità della bravura e della determinazione di altri piloti come Glock,Trulli, Button, Vettel, Raikkonen e Barrichello, mentre nelle posizioni più arretrate Alonso, Piquet e Fisichella cercavano di inutilmente migliori piazzamenti. Qualche delusione per la Bmw che in questo gran premio è letteralmente sparita, come insufficiente è stata la prestazione di tems minori.

Nei lunghi 57 giri si sono spessi alternati al comando del gruppo Glock, Trulli, Button e Vettel, poi con il passare dei giri ed a causa dei vari pit-stop le posizioni si sono assestate con Button capofila seguito da Vettel, Trulli, Hamilton, Barrichello, Raikkonen, Block ed altri ancor più indietro.

Comunque non vedo l’ora che arrivi il 10 maggio per verificare nel Gp di Spagna (Barcellona) il livello di miglioramento della Ferrari, nella speranza di riuscire a recuperare punti pieni nei prossimi Gp.

 

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Motomondiale del Giappone 2009 MotoGp – Circuito di Motegi.

aprile 26, 2009

2009Sino a qualche anno addietro seguivo con assiduità questo tipo di competizioni, allora per me era netta l’appartenenza dei vari bolidi a due ruote. C’erano bolidi italiani progettati e costruiti da industrie motociclistiche radicate nel nostro territorio nazionale, come c’erano motociclette straniere frutto dell’ingegno e della manualità delle loro maestranze autoctone. Gli sponsor sono sempre esistiti ed in genere, allora, prediligevano apparire con i loro loghi colorati sulle carene che contenevano meccaniche della stessa loro nazionalità ad eccezione delle solite pubblicità delle benzine e gomme che apparivano sui bolidi da loro riforniti. Insomma voglio significare che sino a qualche anno fa le moto da competizione, che gareggiavano in competizioni mondiali, erano almeno all’ 80- 90%

frutto di progetti e realizzazioni nazionali, oggi invece, per quanto né so, ci sono nostre motogp, forse ancora progettate da ingegneri italiani, ma la meccanica realizzata all’estero ed addirittura ci sono industrie nazionali, come la Fiat, che invece di sponsorizzare un nostro prodotto appaiono su livree della giapponese Yamaha destinando così proprie risorse economiche per una più perfetta realizzazione di un prodotto non italiano. . . . e per questo, che a me sembra una chiara contraddizione, non ho mai tifato per Valentino, che a sua volta nel recente passato ha dato adito a scarsa simpatia personale per delle vicende riportate ampliamente da molti media, all’epoca degli accadimenti, che non desidero riportare.

Ormai la maggior parte delle nostre industrie sono state delocalizzate e la loro produzione viene realizzata da altre maestranze, con buona pace della nostrana disoccupazione e dell’imperativa riduzione del costo del lavoro. . . . questo è l’attuale Made in Italy. Non vedo l’ora che si realizzi una vera Europa Unita così almeno riferiremo di Made in EU.

Lasciando da parte questa mia sofferta non condivisione della realtà e tornando alla gara delle potenti motogp devo senz’altro attribuire un gran bravo a Jorge Lorenzo che è riuscito a precedere ogni avversario con sicurezza e personalità, ritrovando, dopo gli scorsi infortuni, un’invidiabile sicurezza e coraggio a volare sulla propria Fiat-Yamaha, lasciandosi alle spalle un non più brillante Valentino, un Pedrosa con una Honda che ben entra nelle curve ma né esce con qualche difficoltà, un Casey Stoner alla guida di una Ducati con qualche difficoltà nelle frenate, su un eccellente Andrea Dovizioso che con la sua Honda riesce a mantenere il passo dei primi. Segue un buon Melandri con la sua Kawasaki, quindi il veterano Loris Capirossi su Suzuki.

La gara si è svolta con i soliti 24 giri nel circuito di Montegi ed al via ha visto allineare le motogp con un settaggio non completo a causa della gran pioggia che ha sospeso le prove del giorno precedente, così questa è stata combattuta dai soli Rossi, Lorenzo, Pedrosa, Dovizioso, Capirossi, Melandri e Stoner. Quest’ultimo s’è visto almeno un paio di volte acrobatizzarsi per mantenere il controllo della sua Ducati, che sembrava andare lunga sulle frenate in un circuito che è caratterizzato da un continuo impegnativo frena-accelera.

Lorenzo dopo la prima metà del percorso è riusciuto a superare Valentino Rossi e così ha terminato la gara, mentre un attivo Pedrosa tentava di superare la seconda Yamaha con una Honda non perfetta nelle uscite di curva. Da dietro intanto risaliva Stoner e si assestava in quarta posizione, conquistando altri preziosi punti.

La bandiera a scacchi è sventolata fermando questo ordine di arrivo:

  1. Jorge Lorenzo – Fiat Yamaha

  2. Valentino Rossi – Fiat Yamaha

  3. Daniele Pedrosa – Honda

  4. Casey Stoner – Ducati

  5. Marco Melandri – Kawasaki

  6. Loris Capirossi – Suzuki . . . .e via di seguito.

     

    Classifica Piloti

  7. Lorenzo p. 41

  8. Rossi p. 40

  9. Stoner p. 38

  10. Dovizioso p. 22

  11. Pedrosa p. 21

     


GP di F1 2009 nel Bahrain – pista di Sakhil – Prove e Qualificazioni.

aprile 25, 2009

mon2009_tororossostr4_04Nelle prime gare di questa nuova stagione di F1 la Ferrari ha battuto il passo di brutto, la Rossa non è stata all’altezza della sua fama, in pista si aveva l’impressione di avere sotto gli occhi un’auto taroccata al posto dell’originale per quanto le sue prestazioni erano lontane dalle comuni aspettative. Non era veloce e la sua affidabilità risultava precaria, forse per i progettisti è stato difficile creare una monoposto competitiva secondo le regole della nuova regolamentazione. Non so, però di certo la Ferrari che ci è apparsa in pista era ben lontana dalla macchina che veniva propagandata nei mesi antecedenti all’inizio della nuova stagione di competizione. Quest’anno, quasi quasi già assaporavo un immediato marcato favorevole riscatto della scorsa stagione ove il titolo mondiale di categoria c’era sfuggito per una serie di sfortunate circostanze e di quasi terze irregolarità. Purtroppo il desiderio di vedere le Ferrari subito vincenti è svanito con il palesarsi delle sue insufficienti prestazioni ed oggi nella quarta tornata di questo GP nel Bahrain nulla è cambiato sia nelle prove libere che nelle qualificazioni. Non è per alimentare del gratuito pessimismo, ma le monoposto di Marranello, pur con un briciolo di maggiore velocità, non sono apparse all’altezza di conquistare le prime posizioni in griglia di partenza con Massa ottavo e Raikkonen decimo.

Comunque sarà un Gp non facile date le condizioni atmosferiche, fa molto caldo e durante le prove l’asfalto aveva raggiunto i 51°. Il circuito era investito da un leggero vento quindi c’è da sperare che domani, in gara, questo cessi e non aumenti per evitare il rischio della sabbia in pista.

La monoposto che continua a sorprendere è la Toro Rosso, che pur non avendo il Kers, ma grazie al profilo del suo posteriore molto abbassato, permette all’aria di essere così aderente ai profili del retrotreno da attivare un efficace effetto deportante dei flussi, appunto, d’aria consentendole così un’ottima stabilità ed un’alta velocità costante. Intanto è giusto elogiare il bravo trulli che con la sua Tayota è riuscito ad aggiudicarsi la sua prima pole position.

Non rimane che sostenere con il cuore (incrociando scaramanticamente anche le dita) le nostre rosse monoposto, sperando senza limiti nella nuova Ferrari che dovrebbe esordire nel prossimo appuntamento.

Ecco di seguito le prime file della griglia di partenza:

 

  1. Trulli Toyota

  2. Glock Toyota

  3. Vettel Toro Rosso

  4. Button Braun Gp

  5. Hamilton McLaren

  6. Barrichello Braun Gp

  7. Alonso Renault

  8. Massa Ferrari

  9. Rosberg Williams

  10. Raikkonen Ferrari


Gran Premio di F1 del Brasile – Circuito di Interlagos. . . .sfumato per un . . .Glock

novembre 2, 2008

Ultimo appuntamento del mondiale di F1, ultima possibilità per sfilare la coppa di campione del mondo piloti al nostro competitore Hamilton, pilota non troppo simpatico, alla guida della McLaren ex spy-car. Dal risultato delle varie sessioni di prove, avevo visto una Ferrari veramente potente, equilibrata, veloce ed ottimamente messa a punto, i suoi due piloti erano al massimo della condizione, concentrati e pronti ad un gioco di squadra. Massa con la sua ennesima pole position garantiva la sua solita grinta nella convinzione di artigliare anche questa vittoria. . . . . era tutto a posto, e come si dice un pò tutti noi speravamo di non porre un limite alla provvidenza per il titolo mondiale piloti, oltre quello costruttori, quest’ultimo, dal riscontro della relativa classifica, sembrava già acquisito.
In questa circostanza il ragazzino, alias Hamilton, aveva mostrato nelle prove un certo nervosismo. . . . sicuramente aveva nella memoria l’esito dell’ultima gara dello scorso anno proprio quì in Brasile. . . ripetitur victoria, abbiamo sperato. Ma la cosa non è andata proprio così.
Comunque avevamo tutti esplorato ogni possibilità di vittoria del bravo Felipe, studiando la situazione attuale, pre-gara:

Massa con la Ferrari potrà diventare campione del mondo:
– se vince e Hamilton è sesto o magari peggio;
– se finisce secondo e Hamilton è ottavo o stramagari peggio.

Hamilton 94 Massa 87

criterio del punteggio nella F1

1º posto 10 punti
2º posto 8 punti
3º posto 6 punti
4º posto 5 punti                                               
5º posto 4 punti
6º posto 3 punti
7º posto 2 punti
8º posto 1 punto

Insomma ci eravamo preparati per una gara difficile e per renderci favorevole il Fato, avevamo anche qualche amuleto e quando è scoccato il via anche le nostre dita si sono incrociate sperando in un benigno amplein.
La corsa inizia e la safety-car entra quasi subito in pista per dare la possibilità agli addetti di liberare la pista da alcune monoposte incidentate, fra le quali quella di Piquet e di Coultard. Hamilton intanto scivola in settima posizione, mentre un breve ma violento acquazzone crea un pò di confusione fra i concorrenti.
Massa è sempre in testa, procede indisturbato e segna buoni tempi seuito dal giovane Vettel-Alonso-Raikkonen-Fisichella-Hamilton e Glock.
Questa formazione non rimane sempre la stessa a causa dei pit-stop e dei sorpassi dei vari concorrenti. Al 60° giro Massa precedeva il gruppo formato da Alonso-Raikkonen-Hamilton-Vettel.
A quattro giri dalla fine della gara, la pioggia battente tentava di rimescolare le carte fra i corridori, c’era chi continuava a correre e chi invece rientrava ai box per cambiare le gomme (intermedie) ed in questa circostanza Glock riesce ad inserirsi nel serpentone di testa: Massa-Alonso-Raikkonen-Glock-Hamilton e Vettel.
Impovvisamente, a due soli giri dal termine, il bravo Vettel riesce a superare Hamilton, che così scende in 6a posizione. Abbiamo un pò tutti sbarrato gli occhi, sembrava che si stesse compiendo il miracolo per Massa neo-campione del Mondo piloti.
Ma la sorte aveva deciso diversamente e questa speranza durò poco sin quando ad un solo chilometro dal traguardo Glock, già superato da Vettel, cede, a causa del fondo scivoloso, la sua posizione ad Hamilton, così l’inglese è quinto e per 1 punto è campione iridato.
Inutile scrivere che siamo rimasti tutti annichiliti, ma questa era la realtà dopo che Massa passa vittorioso sotto la bandiera a scacchi:
– Hamilton è campione del mondo piloti di F1 per 1 punto,
– la Ferrari conquista il titolo mondiale costruttori.
Che dire. . . . le gare sono così!

Ordine di arrivo:
1) Massa – Ferrari 2) Alonso – Renault 3) Raikkonen – Ferrari 4) Vettel – ToroRosso – 5) Hamilton – McLaren . . . . . .

Classifica Mondiale Piloti:
1) Hamilton p. 98 – 2) Massa p. 97 – 3) Kubica p. 75 – 4) Raikkonen p. 75 – . . . . .

Classifica Mondiale Costruttori:
1) Ferrari p. 172 – 2) McLaren p. 151 – 3) Bmw p. 135 – 4) Renault p. 80 – 5) Toyota p. 56 – 6) ToroRosso p. 39 – 7) RedBull p. 29 – 8) Williams p. 26 – 9) Honda p. 14 -.

Alla prossima stagione – 29 marzo 2009


Circuito di Phillip Island (Australia) – Terz’ultima Gara Valevole per il Campionato Mondiale delle Moto 250cc – W Simoncelli – W la Gilera.

ottobre 5, 2008
Prima di seguire le fasi della gara delle motoGp, mi sono soffermato a seguire buona parte della gara delle 250cc, moto ormai molto simili nelle prestazioni delle loro più grandi Gp di 800cc. Il minore peso ed il minore ingombro di queste quarto di litro, creano una particolare vivacità nelle loro competizioni. A volte riesce difficile seguirle distintamente in piena corsa per quanto sono elevate le loro velocità di punta e sembrano sempre al limite delle leggi fisiche nelle loro impossibili pieghe con i loro stretti pneumatici. . . . ormai sono abituato a vedere gli ingombri delle Gp.

Comunque questa gara è stata veramente avvincente ed il duello fra il capelluto Simoncelli (Gilera) ed lo spagnolo Bautista (Aprilia) fa veramente rimanere gli spettatori con il fiato sospeso nel seguire, nelle varie fasi della veloce gara, gli spericolati sorpassi che si susseguono senza tregua e a volte al limite della loro stessa sicurezza. Le moto sono strizzate nelle loro prestazioni per riuscire a prevalere, ma le simili caratteristiche tecniche costringono i giovani alfieri della velocità a due ruote in spericolate manovre e nella continua ricerca della migliore traiettoria. Una lotta di potenza e di agilità che li fà sfrecciare quasi sempre vicini lungo il lungo tracciato del circuito australiano. Comunque l’Aprilia di Butista sembra avere qualcosa in più in velocità della Gilera di Simoncelli, ma questo non toglie a quest’ultimo di prevalere di poco sul suo avversario assicurandosi sotto la bandiera a scacchi la 5a vittoria stagionale e ben 240 punti in classifica piloti contro i 203 dello spagnolo Bautista.

Un vantanggio di ben 37 punti che dovrebbero assicurare al giovane Simoncelli la conquista del titolo di campione del mondo classe 250cc in questa sua positiva stagione.

Ormai mancano solo due gare ed il più è fatto. . . . auguri al simpatico capellone romano, che forse l’anno prossimo azzarderà l’avventura nella classe superiore.


3a Ultima Prova per il Campionato Mondiale di MotoGp – Australia Circuito di Phillip Island.

ottobre 5, 2008
Non ero molto motivato nel seguire questa sessione del campionato mondiale di motoGp,

visti i non soddisfacenti epiloghi delle precedenti gare della a me cara Ducati, ma la mia

passione per le moto ha avuto la meglio e quindi grande levataccia per seguirne le fasi.

Belle le immagini del circuito di Phillip Island con la sua pista snodarsi fra ampi spazi di fuga verdi, intervallati da brevi zone di ghiaia e dai suoi larghi bassi cordoli caratterizzate da larghe e corte strisce azzurre e bianche. Il bel tempo ha permesso la tranquilla partecipazione di un pubblico veramente numeroso e tutto abbigliate con magliette e cappelli tutti colorati. . . . lì è ancora estate e per quanto ho sentito c’erano ben 20° nell’aria e 30° in pista, condizioni ottimali per una bella gara e così è stato.

Appena schierate le moto sulla griglia di partenza, mi sono messo accuratamente a guardare la Ducati e, sarà stata forse la sola mia impressione, questa mi è apparsa con la carena colorata con una nuova gradazione di rosso, più bello più brillante meno intenso di quanto mi ricordavo nelle precedenti gare. Anche il cupolino m’è sembrato non del solito profilo, ma più sfuggente, forse leggermente più piccolo in un insieme più aggressivo e penetrante. Sicuramente il tutto è derivato da una mia semplice impressione, ma nell’osservazione la Ducati m’è sembrata con un migliore più basso valore di Cx. . .vorrò documentarmi al riguardo.

Appena spenti i semafori del via, tutti i concorrenti sono scattati in avanti aggredendo

velocemente la pista e finalmente ho visto Casey Stoner sulla sua Ducati sfrecciare in

testa al gruppo raggiungendo subito un eccezionale passo di gara, tanto da riuscire finalmente a dominare e vincere questa terzultima gara per il campionato mondiale delle motoGp 2008. Sarà stata l’aria di casa, l’Australia, ma è vero che in questa circostanza ho rivisto lo Stoner teso in fuga per poi vincere in solitario, interponendo fra se ed il primo inseguitore un sostanziale distacco.

Il suo primo inseguitore è stato Valentino Rossi che, benchè penalizzato da una rovinosa caduta nelle prove del giorno precedente la gara, che lo hanno costretto a partire dalla quarta fila, è riuscito a risalire tutto il serpentone sgranato di altri concorrenti, fra i quali l’aggressivo Toseland ed Hayden, quest’ultimo proprio all’ultimo giro quando le sue michelin ormai erano in fase residua, e raggiungere la seconda posizione.

Una bella gara con molte fasi veramente avvincenti per i numerosi e temerari sorpassi e controsorpassi fra Rossi-Toseland-Lorenzo e Dovizioso.

In questo gradevole scenario solo la Honda non è riuscita a ben figurare per la sfortunata caduta di Pedrosa proprio durante il primo giro. Marco Melandri, come al solito in questa stagione, non è riuscito ad andare oltre il 16mo posto, per lui ormai i pensieri saranno per la prossima stagione con i colori della Kawasaki.

Ormai il titolo mondiale è già stato conquistato da Valentino Rossi, quindi l’interesse di

tutti gli sportivi si sposterà giustamente verso la stagione 2009 per constatare quali saranno le variazioni dei valori in campo, io prevedo una sempre forte maneggevole e perfetta Yamaha (suppongo grazie sempre alla Fiat) ed una nuova Ducati quasi completamente ridisegnata e quì mi auguro più maneggevole e più facile da condurre e con una ciclistica più coerente alla sua reale potenza. Sino ad oggi solo Stoner è stato in grado di condurre e dominare questo rosso scorbutico bolide, quindi speriamo in un assetto che né favorisca la maneggevolezza.

Comunque prima di terminare le mie impressioni per questa bella gara, debbo rinnovare i complimenti a Casey Stoner per la generosità e la correttezza che dedica ai suoi avversari ed in particolare per quanto di bello riferisce di Valentino Rossi. . . .è proprio una brava e bella persona!

 

 

Ordine di arrivo: 1) Casey Stoner – 2) Valentino Rossi – 3) Nicky Hayden – 4) James Tosend – 5) Jorge Lorenzo – . . . . 10) L.Capirossi – . . . 16) Marco Melandri -.

 

Classifica piloti: 1) Rossi p. 322 – 2) Stoner p. 245 – 3) Pedrosa p. 209 – 4) Lorenzo p. 182 – 5) Dovizioso p. 145.

 

Classifica costruttori: 1) Yamaha-Fiat p. 361 – 2) Ducati p. 286 – 3) Honda p. 275 – 4) Susuki p. 165 – 5) Kawasaki 81 -.

 

 

 


F.1 – 1° Gran Premio di Singapore in notturna. . . ovvero che iella per la Ferrari!

settembre 28, 2008
Avevo iniziato a deliziarmi dalle immagini del circuito cittadino di Singapore e al solo vedere il nastro d’asfalto stendersi fra due fila di muretti bianchi si aveva la certezza di assistere ad una gara difficile e senz’altro colma di probabili imprevisti. Percepivo una strana impressione di tutto l’insieme, l’asfalto sembrava molto più scuro della solita colorazione, quindi un lungo tunnel illuminato sovrastato da un cielo colore inchiostro. Le alte grate, montate appena dietro i bassi muretti bianchi, davano al tutto l’immagine simile a quella di un ampio camminamento all’interno di un penitenziario americano, di quelli che si vedono nei films. Questo per comunicare che non ho avuto a colpo d’occhio una bella impressione del complesso allestito per questo gran premio.

Comunque ben speravo e la perentoria pole-position conquistata da Massa mi sosteneva fiducioso. Così fra un’immagine e l’altra si giunge al momento della partenza e vedere Massa mantenere il comando della corsa nel lungo sfrecciare delle vetture in gara incoraggiava a mantenere la convinzione di assistere ad una competizione difficile, ma certamente favorevole ala Ferrari.

Tutto era iniziato senza incidenti, ma già dal settimo giro, quando Felipe aveva forzatamente investito un detrito di carbonio posto sulla pista nella sua traiettoria di avanzamento, iniziavano a sorgere timori di non favorevoli imprevisti per la scarsa operatività dei commissari di gara. . . .in questo caso avrebbero dovuto fare qualcosa per togliere quel pericoloso ingombro dall’asfalto.

 

 

Piquet è il primo pilota ad avere un brutto incidente, la sua Renault a causa dell’ asfalto molto ondulato, perde il controllo e va a sbattere rovinosamente contro un muretto di cinta. . . fine della sua gara. Quì entra la safety-car per dare modo al personale di toglire la macchina incidentata di Piquet e quella di Barrichello, che nel frattempo si era rimasto fermo a causa di un guasto al motore. Saranno trascorsi più di dieci minuti per vedere i commissari riuscire a liberare la pista. . . un’eternità mentre le macchine rimaste in gara già ricompattate dietro la safety-car tentavano di rientrare al proprio box per fare il necessario rifornimento di carburante insieme al cambio gomme. Si era fra il 17° ed il 18° giro quando Massa, seguito da Raikkonen, rientra per il suo pit-stop. Quì accade un evento drammatico: terminato il rifornimento, Felipe ottiene il via alla ripartenza dal semaforo verde del sistema che assiste questa operazione e quindi riparte, ma la sfortuna vuole che la luce verde si accende prima che sia stato tolto il bocchettone di rifornimento carburante. Quindi la Ferrari riparte strappando buona parte del tubo del congegno ed un meccanico rimane coinvolto nell’incidente. Massa si ferma molto più avanti e provvidenzialmente viene raggiunto dai suoi meccanici che riescono a liberarlo dall’insolita appendice, riparte ma è trascorso molto tempo e quindi rientra in pista in ultima posizione. Che delusione! E quanta sfortuna! Il colmo della delusione mi ha assalito quando, molti giri più avanti, anche Raikkonen incappa in un incidente causato dal superamento di cordolo ben più alto del solito che lo fa letteralmente decollare fuori traiettoria e contro il muretto perimetrale. . . gara finita per l’ex-campione del mondo.

A questo punto la competizione procede paradossalmente premiando Alonso che con la sua Renault riesce a vincere inaspettatamente questa prova di F.1, mentre Hamilton, favorito dai tanti accadimenti, riesce ad avvantaggiarsi e ad occupare il terzo gradino del podio. Rosberg è secondo.

Quì il bravo Montezemolo devrà necessariamente fornire alla squadra un amuleto anti iella. . . . .ed anti gufamento. . . .quello che si è visto oggi ha dell’inverosimile.

Comunque le circostanze che ho raccontato hanno scoraggiato molti spettatori, sicuramente tutti tifosi della Ferrari, che hanno lasciato l’impianto almeno due giri prima del termine del gran premio.

Un’altra gara da dimenticare, ma da non cedere alla delusione!

 

Ordine di arrivo:

1) Alonso – Renault – 2) Rosberg – Williams – 3) Hamilton – McLaren – 4) Glock – Toyota – 5) Vettel – ToroRosso – . . . . . . .13) Massa – Ferrari -.

 

 

 

 

Classifica mondiale piloti:

1) Hamilton p. 84 – 2) Massa p. 77 – 3) Kubica p. 64 – 4) Raikkonen p. 57 – 5) Heidfeld p. 56 – 6) Kovalainen p. 51 – 7) Alonso p. 38 – ecc.

 

 

 

 

Classifica costruttori:

1) McLaren p. 135 – 2) Ferrari p. 134 – 3) Bmw p. 120 – 4) Renault p. 51 – 5) Toyota p. 46 – 6) ToroRosso p. 31 – 7) Red Bull p. 26 – 8) Williams p. 26 – 9) Honda p. 14 -.