Dall’euforia al panico
febbraio 5, 2010(By AE) Iniziativa della Protezione Civile
febbraio 5, 2010
INOLTRARE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI
E’ UN SERVIZIO SOCIALMENTE UTILE PER IL SOCCORSO ALLE PERSONE
Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto spesso, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile, ma gli operatori non sanno chi contattare tra la lista interminabile dei numeri salvati nella rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l’idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d’urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency). E’ sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona che operatori delle ambulanze, polizia, pompieri o primi soccorritori potrebbero contattare.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare la definizione ICE 1, ICE2, ICE3, etc….
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
E’ una buona idea ed è anche promossa dalle autorità preposte al soccorso.
Fate circolare la notizia in modo che questo comportamento diventi un’abitudine diffusa.
You have to see this
gennaio 31, 2010Italian friend
Yesterday, the President stood in front of a gathering of House Republicans and took questions for more than an hour, urging them to put aside partisanship and work together for the good of the country. MSNBC described it as going straight into “the lion’s den.”
He was inspiring.
We’ve highlighted some of the key moments and trust me, it’s worth checking out.
Once you do, please pass this along to everyone you know.
This is the sort of honest dialogue and political courage that we all need to move our country forward.
Let’s do it together,
Mitch
Mitch Stewart
Director
Organizing for America
P.S. — There’s our own Q&A session for OFA supporters with President Obama coming up on Thursday, February 4th. Click here to submit a question now:
http://my.barackobama.com/HouseVideo
Amico italiano –
Ieri, il presidente era di fronte ad un raduno di repubblicani della Camera e ha
preso domande per più di un’ora, e li invita a mettere da parte la partigianeria
per lavorare insieme per il bene del paese. MSNBC ha descritto come dritto
nella “fossa dei leoni”.
E ’stato stimolante.
Abbiamo evidenziato alcuni dei momenti chiave e fiducia in me,
it’s worth checking out.
Una volta fatto, si prega di passare questo insieme a tutti quelli che conosci.
Questo è il tipo di dialogo onesto e di coraggio politico che noi tutti abbiamo
bisogno di spostare in avanti il nostro paese.
Facciamolo insieme,
Mitch
Mitch Stewart
Direttore
L’organizzazione per l’AmericaObama quie qui
27 Gennaio – Giorno della Memoria -
gennaio 26, 2010Avevo pochi anni quando iniziai a sentire pronunciato il termine “olocausto” e “shoah”; era il periodo delle scuole elementari, della serenità e della gioia di ritrovarsi lì, tutte le mattine, in quell’ampia aula seduti nei massicci banchi di legno scuro, con tanto di calamaio incastrato nel foro in testa all’ampio scrittoio nero del banco, e sì allora si scriveva ancora con l’asticciola e pennino ed i nostri semplici abiti erano riparati dall’ampio grembiule nero, obbligatorio per tutti. La maestra era stata la prima persona a pronunciare questi due sostantivi ed a collegarli a delle drammatiche e desolanti vicende della seconda guerra mondiale, che videro crudelmente sterminati milioni di ebrei, uomini, donne e bambini. Un impressionante numero di persone sacrificate in nome dell’acerrima cattiveria, crudeltà ed odio di cui solo l’uomo, o meglio di una sola parte di uomini sono stati capaci di compiere in un’epoca di disastro morale così infimo, da obbligarci a ricordare questa crudele mattanza umana per raccontarlo a chi verrà a vivere, dopo di noi, su questa Terra. Certo sarà la storia a montare di guardia affinché nessuno si possa dimenticare o alterare i fatti veri vergognosamente vissuti dalle vittime, dai loro feroci carnefici e delle cause e del contesto sociale che alimentarono questa follia omicida, questo orrore rimasto indelebile nella memoria di qualche fortunato scampato a questa ecatombe.
Una tristissima storia di persone fatte prigioniere, private da ogni loro avere, sottoposte ad ogni forma di dolosa tortura, di forzati deportati e chiusi in grigi e tetri campi di concentramento per morire gasati e quindi gettati nei profondi forni crematori. Un feroce via vai di carrettini stracolmi di cadaveri, da cremare, da eliminare e da nascondere alla parte del Mondo ancora ignavo di una simile cronologia dell’orrore e della peggiore crudeltà, di cui alcuni uomini si sono indelebilmente macchiati nel segno dell’indegnità.
Ormai sono trascorsi quasi sessantaquattro anni dalla fine della seconda guerra mondiale ed i pochi testimoni oculari, ancora fra noi, hanno l’obbligo, insieme alla storia, di ricordare a tutti quel terribile periodo nella speranza che ciò non possa più avvenire e che nessuno voglia colpevolmente assumere un atteggiamento negazionista di fronte a questa provata e documentata strage di milioni di ebrei e di molte altre povere e deboli persone incappate fra gli artigli del più barbaro nazismo.
Purtroppo episodi di questo genere ci privano del dubbio che l’uomo può essere tanto crudele ed insensibile alle sofferenze delle vittime pur di concludere il folle progetto di soverchiare, di combattere ed annullare chi, anche inconsapevolmente, ostacola ed adombra la sua arrogante individualità da incubo.
Mai si riuscirà ad avere una risposta sul perché di queste crudeltà, rimane solo la testimonianza autentica di questo terrore, che non deve sfuggirci tanto meno questa eclissi d’amore umano deve rischiare di essere cancellato da chi incoscientemente prova ad alimentare un inutile dubbio con il quale prova a respingere una così netta spaventosa verità storica.
La scuola, in tutti i suoi ordini e livelli di studio, tutta cultura e tutta la politica devono promuovere riflessioni su tutti gli eventi più drammatici della storia conosciuta ed in particolare dell’indicibile sciagurata persecuzione e sterminio degli ebrei, della Shoah.
Dominiamo sempre le reazioni istintive?
gennaio 25, 2010Per quello che mi permette la mia fantasia, prima o poi saremo distrutti da un’immensa asteroide, che precipiterà sul nostro pianeta disintegrandolo oppure un inimmaginabile violento degrado del nostro clima annienterà la nostra esistenza. Così la Natura si vendicherà del modo sciatto e gravemente trascurato con cui da sempre abbiamo trattato la Terra che ci sostiene sospesi nell’universo e tutta la sua circostante atmosfera. Giunti a quel punto di degrado non ci sarà alcun patto di Kyoto o G20-30-40-e così via per trattenere la giusta vendetta per punirci della nostra colpevole superficialità con la quale abbiamo trattato, depredato ed offeso la nostra casa, come non ci sarà alcun tribunale che potrà punire la Natura per l’esagerata collerica reazione alle nostre “umane cattiverie” condannandoci alla pena capitale. Forse una sproporzionata severa reazione a confronto delle nostre colpe, ma la nostra insistente, continua ed improvvida azione ha fatto scattare nella Natura una forte ostilità sino al definitivo drammatico scontro, all’istintivo desiderio di vendetta.
Questo era quanto mi stava esprimendo l’occasionale compagno di tavolo, mentre cercavo di imboccarmi quell’ottimo piatto di lasagne al forno, con veloci bocconi, uno dietro l’altro, per quanta fame avevo, dopo una giornata iniziata senza colazione e poi proseguita nei corridoi dell’ospedale in attesa di sottopormi ai vari prelievi e controlli già convenuti.
Sai, continuava il mio casuale compagno di pranzo, dopo aver letto alcune notizie di cronaca su presunte violente reazioni da parte di alcune persone per rivalersi di offese ricevute, da altre persone, mi sono messo ad immaginare come avrei agito io stesso in quelle circostanze. Un modo come un altro per fare il giro del tavolo per trovarmi nei panni di chi subisce la grave offesa, la pesante cattiveria come un licenziamento, che distrugge la vita azzerando ogni possibile sussistenza e compromettendo la nostra serenità e la nostra dignità. Certo, continuava l’interlocutore fra un boccone e l’altro, mi riferisco a quei casi in cui si precipita nella più nera difficoltà per l’irresponsabile comportamento di qualcuno, che compromette un’azienda, un ente con progetti industriali, che alla fine si rivelano vani, improduttivi e nocivi e quindi si alleggeriscono del personale dipendente e di parte o di tutto il loro patrimonio per creare delle condizioni di nuova liquidità per la loro esclusiva sopravvivenza, disinteressandosi del destino degli estromessi. Svolgo la stessa riflessione su quei casi nei quali c’è chi attacca calunniosamente una persona più debole nella difesa, con tale superficialità da non considerare le gravi conseguenze per il suo comportamento. Ecco qui, per quanto le supposte persone offese siano di un eccezionale umore positivo ed in possesso di una matura capacità emotiva per regolare la loro reazione, non riuscirei mai ad immaginarle capaci di un comportamento così blando da inibirsi la possibilità istintiva per manifestare una forte ostilità. In genere l’aggressore non considera gli effetti del proprio attacco e quanta sofferenza ha causato all’offeso, che a sua volta, dopo aver subito azioni pericolose e disturbanti per la sua vita, sta vivendo delle modificazioni nel controllo delle proprie emozioni, a causa di un a forte attivazione del proprio sistema nervoso autonomo, sentendo una violenta propensione ad agire contro chi lo ha attaccato, per vendicarsi del torto subito.
Pur essendo una persona veramente pacifica, seguitava il conoscente, di fronte a azioni così aggressive, come non giustificare l’eventuale scontro di reazione per farla pagare a chi, con probabili inconsistenti alibi, ha generato il gran danno della disoccupazione, che al tempo d’oggi equivale ad una condanna a morte. Come perdonare uno che si azzarda a schiaffeggiare chi si pensa non sappia rivalersi nel tempo, solo perché qualche volta chi dovrebbe controllare alcune situazioni è momentaneamente distratto.
Terminai con un po’ di ansia il mio piatto di pasta, mi alzai e lo salutai, ma iniziai a riflettere sull’argomento trattato dal casuale commensale.
A che punto siamo?
gennaio 24, 2010Un interrogativo che tocca una parte in cui ho un nervo scoperto, lascio ogni indugio per esprimere il mio sintetico punto di vista sullo stato attuale e mi getto a piedi pari al nocciolo dell’argomentazione. Penso che nessuno di noi possa ragionevolmente riconoscersi in qualche partito politico e questo perché nessuno di questi si occupa e provvede a sostenere e rispondere alle naturali istanze delle persone, che in poche parole tentano di vivere in una comunità giusta ed equilibrata. La politica è divenuta la migliore e più redditizia professione, ma presenta qualche rischio e per attenuarlo si ricorre all’informazione di parte dove professionisti della parola sanno imbastire così abilmente argomentazioni al punto tale da confondere e dividere le masse per disinnescare un eventuale dissenso. Un dissenso che evidenzierebbe l’incapacità della politica ad inserire nei loro vacui progetti sociali tutti quei valori umani richiamati in molte religioni, che oggi vengono passati per semplice ed inutile buonismo. Così fanno da padroni il populismo, la politica di territorio, l’egoismo delle caste che tendono a spacciare benefici e vantaggi vari per necessarie e giuste novità per assecondare la tranquillità della loro presenza in politica.
Oltre le terribili circa venti guerre, che ancora e per sempre infiammeranno alcune aree del nostro pianeta, oggi siamo tutti coinvolti in una grande guerra quella delle parole, degli annunci, della frequente mistificazione della verità, dei finti buoni propositi e della forza della comunicazione che miete molte vittime fra le nostre semplici ed istintive ragioni.
Nel nostro Paese non servono sterzate, ma è necessaria la presenza di veri statisti che sappiano riprendere il filo conduttore dell’organizzazione umana per così ricostruire l’immagine dominante ed importante del lavoro, solo tramite il quale una società riesce ad organizzarsi, a finanziare i necessari servizi di pubblica utilità, come la sanità, la giustizia, il governo, l’energia e tutto quanto di accessorio, ma non di secondaria importanza, possa servire al nostro genere umano per vivere in armonia con la natura e con i principi della vera giustizia.
Non voglio fantasticamente descrivere una società da 10 in condotta, ma una comunità dedita nelle più svariate attività compresa quella del tanto decantato mercato, ma inteso come quella del commercio ove si cedono beni in cambio di denaro e non inteso come oggi suggerisce la deriva capitalista, che non è altro che il lato oscuro dell’attività umana sino ad essere una sola escrescenza finanziaria, della speculazione e dell’egoismo commerciale ove si cedono nullità in cambio del solito denaro. Il capitale non è nocivo, anzi è utile ed indispensabile, ma il capitalismo è un’altra cosa, certo non è merce ma una filosofia che ha complicato la politica e ci ha drammatizzato la vita come quello che ci è accaduto con l’ultima crisi finanziaria che si è riversata come un killer nella realtà della vita di tutti ed ha inquinato anche la comune saggezza, facendoci trovare spesso oltre i confini sociali.
Ecco il malessere e non c’entra destra o sinistra, ma tutto dipende dalla capacità politica di riuscire ad evitare percorsi oltre i limiti consentiti con la conseguente ed inevitabile comune demoralizzazione. Torneremo felici quando finalmente al posto di alcuni fasulli vati dell’economia e della politica abdicheranno a persone che penseranno veramente al bene collettivo utilizzando l’onestà e la fiducia come necessaria risorsa per una società basata sul commercio, sullo scambio. E’ necessario restituire dignità alle convinzioni laiche, religiose e morali, per evitare che qualcuno seguiti ad ignorare il disagio e la povertà degli altri, le ingiustizie nella continua indifferenza, spegnendo la propria coscienza come si usa fare con un televisore, a tarda sera, per così dormire sonni tranquilli.
A Stampede
gennaio 22, 2010Friend –
Yesterday morning, the U.S. Supreme Court ruled that corporations can spend freely in federal elections.
It’s a green light for a new stampede of special interest money in our politics, giving their lobbyists even more power in Washington. Now, every candidate who fights for change could face limitless attacks from corporate special interests like health insurance companies and Wall Street banks.
While the GOP is celebrating a victory for its special interest allies, President Obama is working with leaders in Congress to craft a forceful response that protects the voices of ordinary citizens.
Please add your name right away to help show that the American people support strong, urgent action to prevent a corporate takeover of our democracy.
Congress: I support bold action to ensure fair elections.
The Supreme Court decision overturned a 20-year precedent saying that corporations could not pay for campaign ads from their general treasuries. And it struck down a law saying corporations couldn’t buy “issue ads” — which only thinly veil support for or opposition to specific candidates — in the closing days of campaigns.
The result? Corporations can unleash multi-million-dollar ad barrages against candidates who try to curb special interest power, or devote millions to propping up elected officials who back their schemes.
With no limits on their spending, big oil, Wall Street banks, and health insurance companies will try to drown out the voices of everyday Americans — and Republicans seem ecstatic.
While opponents of change in Congress are praising this victory for special interests, President Obama has tasked his administration and Congress with identifying a fix to preserve our democracy — and we need to show that the American people stand with him.
Add your name today:
http://my.barackobama.com/FairElections
Thanks,
Mitch
Mitch Stewart
Director
Organizing for America
Amico –
Ieri mattina, la Corte Suprema ha stabilito che le aziende possono spendere liberamente per le elezioni federali.
E ‘una luce verde per una nuova fuga precipitosa di denaro particolare interesse nella nostra politica, dando loro il potere ancora più lobbisti a Washington. Ora, ogni candidato che si batte per il cambiamento potrebbe affrontare gli attacchi senza limiti dalla corporate interessi particolari, come le compagnie di assicurazione sanitaria e le banche di Wall Street.
Mentre il GOP sta celebrando una vittoria per i suoi alleati con particolari interessi, il presidente Obama sta lavorando con i leader del Congresso di costruire una risposta forte per proteggere le voci dei cittadini.
Aggiungi il tuo nome subito per aiutare a fornire un grosso sostegno per il popolo americano, un intervento urgente per evitare una acquisizione societaria della nostra democrazia.
Congresso: Io sostengo le azioni coraggiose per assicurare eque elezioni.
La decisione della Corte Suprema ha rovesciato una legge di 20 anni fa, che vietava alle società di pagare per gli annunci della campagna elettorale con le loro tesorerie. Ed ha colpito una legge che vietava a società di comprare “Annunci Elettorali” – supportando con una sottile motivazione od opposizione ai candidati specifici – nei giorni di chiusura delle campagne.
Il risultato? Le aziende possono scatenare multi-milioni-sbarramenti nei confronti di candidati che cercano di arginare il potere a particolari interessi, oppure dedicare milioni di euro per puntellare i funzionari eletti che appoggiano i loro regimi.
Senza limiti sulla loro spesa, olio di grandi banche di Wall Street, e le compagnie di assicurazione sanitaria cercherà di soffocare le voci degli americani – e repubblicani sembrano estatica.
Mentre gli avversari del cambiamento al Congresso lodano questa vittoria delle lobby particolari, il presidente Obama ha incaricato la sua amministrazione e il Congresso di identificare una correzione per preservare la nostra democrazia – e abbiamo bisogno di dimostrare che il popolo americano stare con Obama.
Aggiungi il tuo nome di oggi:
http://my.barackobama.com/FairElections
Grazie,
Mitch
Mitch Stewart
Direttore
L’organizzazione per l’America
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Ecco come un presidente deve difendere la volontà popolare dall’ingorda politica delle ricche loby che pensano solo ad arricchirsi a discapito della popolazione. Sarà una dura battaglia e noi tutti dovremmo sostenerla per evitare la dittatura del capitale, una problematica oligarchia, che certo non si interesserà degli altri.
Pubblicato da 45credocosi 








